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Tomaso Sotto Corona (Collina 1834 - Dignano 1902)

Nato a Collina il 25 febbraio 1834, Tomaso Antonio (o Tommaso, la grafia del nome è variabile, così come quella del cognome oscillante tra Sottocorona e Sotto Corona) era il primogenito di Giuseppe Sotto Corona e Caterina Candido, che si erano sposati il 10 luglio 1832. Il padre, figlio di Giovanni Battista di Toch, esercitava l'attività di trafficante; la madre, figlia di Lorenzo, chirurgo nato a Ludaria e accasato a Forni Avoltri in haereditate q.m Petri Samassa, possidente.
Il suo arrivo a Dignano sembra legato al ramo parentale materno, posto che lo zio Pietro Candido morì il 6 giugno 1864, all'età di 67 anni, in tale località, dove ancora nel primo Novecento continuavano ad operare un mulino e un «torchio per la macinazione delle olive della ditta Pietro e Luigi Candido 1».
A Dignano d'Istria era giunto giovanissimo, appena tredicenne, e apparentemente povero, almeno stando alla richiesta di rilascio a gratis del passaporto rivolta dal padre, il 6 ottobre 1847, alla deputazione comunale di Forni Avoltri2. I suoi rapporti col paese d'origine s'erano mantenuti nel tempo, tanto che nel 1879 ««fu istituita la stazione di Monta Taurina col capitale di lire 200 donato dal sig. Tomaso Sotto Corona nato a Collina e residente a Dignano d'Istria3».
Stando a un biglietto stampato nel 1903/1904, la fondazione del Premiato Stabilimento bacologico T. Sotto Corona risalirebbe al 1857, ma tutto iniziò da una piccola industria libraria, che fu in grado di partecipare all'esposizione mondiale di Parigi del 1867 nel settore dei prodotti cartari per l'industria, la legatoria, la pittura e i kit da disegno, ricavandone una menzione speciale per un suo particolare tipo d'inchiostro4. A commento di una tabella sulla produzione istriana di bozzoli nel periodo 1870-1889, Eugenio Pavani si dichiara debitore per i dati esposti verso il «sig. Tommaso Sottocorona di Dignano, solerte riproduttore del seme serico della razza indigena a bozzolo giallo. Egli prepara annualmente circa 8000 oncie di seme a selezione cellulare Candoni-Pasteur5». Relatore al VII Congresso bacologico internazionale tenutosi a Siena nel 1881, Tomaso fu autore di diversi articoli e pubblicazioni tra i quali il fortunato opuscolo Cure pratiche raccomandate da T. Sotto Corona in Dignano agli allevatori di bachi a bozzolo giallo (Tip. A. Coana, Rovigno, 1881).
Fu membro attivo della Società Agraria Istriana, della Società Politica Istriana, della Camera di commercio ed industria dell'Istria e del Partito Democratico Istriano, in particolare del comitato permanente del suo Consiglio agrario. In occasione del VII congresso (1873) della Società Agraria Istriana, svoltosi a Dignano, venne eletto vicepresidente; all'VIII congresso (settembre 1875), fu nominato direttore e lesse un «referato sulla bachicoltura6» riportante «le conclusioni dei quattro congressi bacologici internazionali con alcune proprie osservazioni»; in seguito, fino alla morte, lo troviamo sempre nel direttivo dell'organizzazione. Nel 1893 venne confermato vicepresidente dalla Camera di commercio.
Proprietario, dal 1883, del castello di Lupogliano (già degli Eggenberg di Gradisca e dei conti Brigido di Trieste), il 20 maggio 1888 vi ospitò il VII convegno alpino della Società alpina delle Giulie.
Morì a Dignano d'Istria il 21 luglio 1902.

Villa Francesca di Tomaso Sotto Corona
Villa Francesca in una cartolina di fine Ottocento (collezione A. Puschiasis).
Premiato Stabilimento Bacologico per la riproduzione della Razza Indigena a bozzolo giallo di T. SOTTO CORONA IN Dignano (Istria)
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