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138. Larğàt [dal -]   Q1650, ✧SO. Pascolo alpino [id.]. Larğàt è spregiativo di larç = larice (Larix decidua), dal lat. larix, larice (Sc155, REW399).

Il larice in questione (o ciò che di esso rimaneva) si trovava esattamente là dove il sentiero per il rif. Marinelli, che si stacca dalla strada forestale alla Cunfìn, si ricongiunge alla strada stessa, poche centinaia di metri a valle della casera di Morarìot. Un autentico punto di riferimento, ben visibile da chi percorresse la strada fino a pochi decenni addietro.
Il passato è di rigore in quanto il larğàt (così detto perché già schiantato da un fulmine, e ridotto ad un moncone contorto) è letteralmente scomparso negli ultimi anni del secolo scorso. Rimane a sua memoria il Larğàt toponimo, finché anch’esso non consumerà i suoi giorni, cancellato dal territorio e dalla memoria.

139. Laštròns [ju -]   Q1850, ✧S. Roccia nuda quasi verticale [id.]. Laštròns è l’accrescitivo plurale masch. di làštro (v. il lemma succ.), qui con il significato di “lastroni di roccia”.
Con i Laštròns abbiamo un altro esempio di denominazione esclusivamente a distanza, senza alcun contatto fisico con il luogo. Il toponimo identifica infatti una lastronata di roccia, fortemente inclinata, che costituisce il contrafforte SE del Cogliàns (v. Siélo) precipitando sui pascoli di Cjampēi di Clàpos e del Cjadìn180.

L'origine del toponimo è probabilmente contestuale alla nascita del detto, ancora assai popolare fra i Collinotti meno giovani, quant ch'i lûš ju Laštròns 'e ven la plójo (quando luccicano i lastroni viene la pioggia).
Senza entrare nel merito di tutta la meteorologia casereccia, che ci porterebbe assai lontano (quant cu lu Cogliàns 'al à lu cjapiel…, quant' c'al paro in ju…, quant c'al paro in su…, quant c'al ven di Cumèli…), i Laštrons meritano davvero due righe, in quanto la relazione fra toponimo e meteorologia è, direi, inscindibile (senza la seconda, il primo non avrebbe forse ragione di esistere). Galeotto fu l'orientamento: i Laštrons sono orientati a SE, così che visti da Collina sembrano riflettere – quando bagnati – la prima luce del sole. Da questo fenomeno i locali Bernacca d’antan traevano auspici circa l’evoluzione della situazione meteorologica.
Sulla affidabilità della previsione non prendo posizione…

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