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290. Tavièlo [in -]   Q1195, ✧S. Prato umido in lieve pendio [prato inselvatichito e impaludato]. La tavièlo è genericamente la campagna coltivata intorno all’abitato (Sc325) dal lat. tabella = tavoletta o assicella (REW8509).

Nel significato generale di “campagna coltivata” in lingua locale, la tavièlo di Collina è fra Cjamavùor e Sôro ju Prâts a CP, e fra Antîl e Pecìot a CG. Viceversa, il luogo identificato dal toponimo Tavièlo è circoscritto ad un singolo praticello posto lungo la via che da CG conduceva alla chiesa e al cimitero (oggi Scalinata san Michele), fra le ultime case in basso e la chiesa, area oggi in parte occupata dal parcheggio della chiesa stessa.
Sita poco sopra la Valgèlo, la Tavièlo ne condivide i cospicui fenomeni di ruscellazione, al punto che il piccolo prato, un tempo anche dotato di una piccola stàipo, oggi ospita una nutrita colonia di piante idrofile quali lavàçs e ònglo336.
Anche qui il povero e pluricitato Vito Betan aveva beni al sole, puntualmente “scorporati” fra i creditori: “Più la casa con camera, forno, stauliero, et stalla con pezzo di corte del settanno appo muratto arivato palmentato, et tramezzato, et espedito dal fondo sino al Colmo coperto di paglia confina da Mattina con habentie, et pertinentie posta in detta Villa confina da sol levado con la strada consovrina di Tavella a mezzo dì li Heredi qm Zuan di Baiarz…”337.

291. Temós [in -]   Q1620, ✧O. Prato con stavoli [prato selvatico impaludato]. Forse da una base preromana *tem- *tim- = acqua che si allarga, anche con il significato di “acqua abbondante” e simili (v. anche Fr116, s.v. Timau/Timavo).

Temós è uno dei numerosi prati di mont lungo i fianchi sudoccidentali del Pic di Gòlo, compreso fra Cjìolos e il Palón di Plumbs e chiuso in alto dal Malìot. L’ampia area prativa, ben servita dalla strado des ùolğos che vi sale da San Lenàrt, era anche dotata di un bel fienile per il deposito temporaneo del foraggio.
L’etimologia del toponimo fa riferimento all’acqua, e l’acqua c’è davvero, in Temós come peraltro negli altri prati dintorno. A causa dell’abbandono dei prati l’acqua non più regolata è giunta ad impaludare la parte inferiore del prato, rendendone problematico l’attraversamento lungo la sottostante strado des ùolğos, oggi parte del sentiero escursionistico che da Collina sale a Plumbs per poi proseguire, attraverso la Fòrcjo di Plumbs e i Flurîts, alla Fòrcjo di Morarìot e al rif. Marinelli.

292. ⇑ Sót Temós   Q1470, ✧O. Bosco resinoso [id.]. V. sót e il lemma prec.

Di proprietà consortile (Consorzio boschi privati di Collina) il bosco di Sót Temos sale da Riù di Plumbs lungo il rio omonimo fino a Temós.
Come tutti i boschi di questo versante, anche Sót Temós è assai ripido (i pochi pendii accettabili furono disboscati per farne prato) e serrato intorno al Riù di Plumbs che lo solca con corso rettilineo. In occasione del già citato 16 novembre 2002, di quassù partì lo smottamento di fango e acqua che, scendendo lungo il rio, travolse il ponticello di Riù di Plumbs trasportandolo 50 metri più a valle.

293. Sót Tùto   Q1230, ✧S. Coltivi [abitazioni]. Dal sopranome di persona Tùto, di origine incerta + la prep. sót.

Il luogo era così detto in quanto immediatamente sottostante la casa in Tùto (oggi comunemente nota come casa di Côgher, AP85), così detta probabilmente in virtù del soprannome della proprietaria o abitante338. Quanto alle origini del soprannome stesso, Tùto, le tracce si perdono nel nulla.
Sappiamo con certezza che tale denominazione identificò la casa in questione solo per un breve periodo, intorno alla fine dell’800: in epoca precedente e successiva l’edificio assunse denominazioni diverse. Tuttavia, un’analisi accurata dell’anagrafe relativa alle diverse famiglie succedutesi nell’abitazione non ha evidenziato la presenza di alcun nome con possibili diminutivi in Tùto (tranne, beninteso, il generico frutùto, “bambinella”).
Come tale il toponimo è scomparso dall’uso comune al tempo della costruzione, in questo stesso luogo, della casa detta de Bièlo (AP90). Per qualche anno la casa fu detta per l’appunto sot Tùto, definizione ben presto messa in ombra – forse a furor di popolo – dalla bellezza della proprietaria, la Bièlo (“la Bella”, al secolo Giovanna Toch di Giuseppe, 1867-1941). D’allora la Bièlo assunse – giustamente, narrano le cronache – la titolarità nominale della casa che tuttora porta il suo nome.

294. Trio Rès [di -]   Q1750, ✧SE. Roccia nuda e mughi [id.]. Lett. “Tre Re”: trio è il numero tre (Sc335) dal lat. tres (REW8883), mentre res è plurale di re (Sc253), dall’omonimo italiano.

La curiosa denominazione si deve a tre grossi blocchi di roccia che troneggiano (sic) al di sopra di un salto roccioso sovrastante Puint dal Muš, lungo il sentiero che conduce a Volàjo. I tre roccioni sono assai evidenti per dimensioni e posizione, richiamando le figure dei tre re Magi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.
Non è nota l’epoca di origine del toponimo, forse opera di cacciatori, emigranti o pastori con funzione di punto di riferimento, così come non vi è uniformità di vedute sull’attribuzione dei nomi a ciascuno dei tre massi, ma tant’è.
A noi resta il simpatico e inequivocabile nomignolo a identificare un luogo transitato ogni anno da migliaia di persone tanto frettolose e ansanti verso la meta di Volaia quanto ignare e indifferenti alle regali prerogative dei nostri Trio Rès.

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