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Melesijs? What are Melesijs?

Mentre i Collinotti sono (o affermano di essere) in miseria nera e intendono liberarsi della omonima e infelicissima Monte, la villa di Collina ha anche il possesso (possessum per illos de Culina) della confinante e più fortunata Montem de Val de Melesejis, toponimo apparentemente oscuro già incontrato ormai pagine addietro e la cui conoscenza rinviammo a tempi migliori. I tempi sono giunti e, per quanto possibile, fiat lux.

In sede di descrizione dei confini si è già stabilito, senza possibilità di equivoco, che la Montem de Val de Meleseijs — che diviene Melesijs nel documento del 1468 — corrisponde all'attuale valle, pascolo e relativa malga di Morareto, a ovest della Monte di Collina (la quartam dei confines indicati nei documenti e riportati sopra). Resta il toponimo, di primo acchito decisamente oscuro e quindi — di qui l'altrimenti irriverente citazione biblica — necessitante di luce: Meleseijs? Melesijs?

Anche senza sfoderare particolare audacia etimologica diciamo pure che Melesijs è il precursore dell'attuale Malìots, toponimo che indica una località che si trova sul crinale che dal m. Gola scende verso Collina e separa le valli del rio Plumbs e del rio Morareto. Meglio ancora si trovano, in quanto nella toponomastica culinòto le località sono invero due: Malìot propriamente detto verso il rio Plumbs, Devóur ju Malìots (“Dietro i Malìots”, al plurale) verso il rio Morareto e decisamente all'interno della valle dello stesso rio.

Toponimi per i quali altrove, e in tempi non sospetti, si è proposta l'etimologia nel friulano melésj (pronunzia di Collina)40, termine il cui plurale è melés ma che nel latinorum tardomedievale dei nostri documenti diviene a sua volta, secondo il gusto dell'estensore, il melesijs o melesejis che ormai ben conosciamo. E dunque, intorno alla Montem de Val de Melesijs, almeno per quel poco che sappiamo e possiamo, lux fuit.

 
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Morarìot-Morareto intorno al 1960. In alto a destra si intravede la omonima forcella, in prossimità della quale è posto il rif. Marinelli (arch. E. Agostinis).

Di ritorno a cose più tangibili e monetizzabili delle nostre elucubrazioni toponomastiche, nella seconda metà del '400 la Villa di Collina ha il possessum (qualsiasi cosa ciò significhi, effettiva proprietà o mera disponibilità del bene) della valle di Morareto. In effetti il significato del termine “possessum” non è qui univoco sotto il profilo del diritto, ma è comunque indice di una potestà sulla valle in questione e relativo alpeggio. Anche per Morareto vi sono pochi dubbi che, proprietà o fruizione che fosse (alla luce degli eventi successivi, probabilmente la prima), si trattasse di bene o beneficio comune e indiviso, di diritto di tutte le famiglie della comunità e, almeno originariamente, non negoziabile.

In epoca successiva, ma non sappiamo con esattezza né quando né come, le cose cambiano. Per le ragioni che già abbiamo citato in precedenza (v. nota 36), maggiore indiziato è il secolo che intercorre fra le guerre di Cipro (1570-73) e di Candia (1645-69) fra Venezia e l'impero ottomano, ivi compresa la onerosissima — soprattutto per i boni Furlani — costruzione della fortezza di Palmanova (1593-1595): insomma, quando si fa più acuta e impellente la necessità della Serenissima di dare ossigeno alle casse dello Stato, ormai boccheggianti e ridotte allo stremo.

Che cosa precisamente accada in quel periodo allo status proprietario di Morareto non ci è dato sapere. Forse il titolo di proprietà è rivendicato dalla Repubblica e messo in vendita. Forse — e più probabilmente — la proprietà rimane della Villa di Collina, ma certamente da comune, indivisa e incedibile che era muta in proprietà privata tout court, ancora frazionata fra i capifamiglia ma in quote di proprietà ormai negoziabili.

Ciò che sappiamo con certezza è che nel 1771 Morareto è proprietà di privati, che la proprietà stessa è divisa in quote, e che fra i proprietari delle quote vi sono anche abitanti di Collina. E il titolo di proprietà ora è certamente negoziabile. E anche negoziato: in quell'anno 1771 Bortolo q.m Nadal Longo oriundo nel Cadore ora domiciliante in questa Villa (…) facendo per sé, ed eredi jure liberis dà, cede, e per sempre vende al Sig.r Leonardo q.m Antonio di Tamer (…) le rate della montagna denominata Moraretto41.

In buona sostanza, Morareto è ormai a tutti gli effetti proprietà “privata”, e tale rimarrà seppure con diversi passaggi di mano. Da ultimo, il definitivo acquisto da parte del Consorzio Privato di Collina nel 192642.

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