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Di nuovo la toponomastica…

Vale qui ricordare e sottolineare ancora una volta che da sempre, e ancora oggi, Culìno Pìçulo e Culìno Grando formano insieme l'unicum di Culìno-Collina. Per intenderci, diversamente da Forni di Sopra e Forni di Sotto, comunità non solo distinte ma anticamente persino in lite per questioni di primazia di pieve. E diversamente da Sauris di Sopra e di Sotto, un solo comune ma due chiese (fra loro i due borghi son ben più distanti che non Culìno Pìçulo e Culìno Grando).

A Collina due borghi, una sola comunità: una sola chiesa, un solo cimitero, una sola latteria, una sola vicinia, un solo meriga, una sola unità amministrativa cui fare riferimento (per secoli e secoli, il Comun di Collina). Non basta? Boschi in comune, pascoli in comune, malghe in comune. Altro ancora? I Collinotti sono (ed essi stessi si dicono) Culinòts e basta, non pìçui e grants. Insomma, due abitati, una sola comunità: Culìno.

Nella già citata catasticazione di Timau del 1607, opera del perito Ercole Peretti, abbiamo incontrato il toponimo Colineta a indicare il rio Collinetta, e quindi la valle da questo formata. Analogamente, in altro documento abbiamo incontrato la denominazione Monte di Collina Grande (v. nota 12). A prima vista, con gli occhi(ali) di oggi, nulla di particolare e men che meno di strano: la val di Collinetta a… Collinetta, e l'altra a Collina Grande. Non è così. Non può essere così. Che gli uni potessero avere la malga Collinetta, e gli altri la malga Collina Grande è semplicemente fuori dalla storia, fuori dai documenti, e in certa misura anche fuori dalla logica43. Ma si sa, talvolta la logica non basta.

Nel 1600, quando incontriamo questi toponimi alpestri, in Carnia non esiste né è mai esistita — non sui documenti né sulle carte topografiche — alcun villaggio chiamato Collinetta: men che meno esiste come corrispondente alla nostra Culino Pìçulo dal momento che, come tale, vedrà la luce solo nel XIX secolo. In ciò tutti i documenti sin qui reperiti sono concordi: quando proprio si vuol precisare che in-quel-luogo-lì gli abitati sono due (e già, perché la denominazione in assoluto più frequente è Colina o Culina senza aggettivi, e tanto basta) per Culìno Pìçulo in italiano/veneto abbiamo avuto Colina Picola, Culina Parva, Colina Minore e persino Collina di Sotto (e analogamente Granda, Magna, Maggiore, di Sopra a indicare Culino Grando), ma mai Culineta o Colineta o Collinetta44. Tutto ciò fino ai primi anni dell'800, ultima annotazione di Colina Picola e Grande nella citata Kriegskarte: nel 1813, nel catasto napoleonico, a indicare i due borghi compaiono per la prima volta Collina e Collinetta (toponimo, quest'ultimo, già orrendo di suo, ma il furlano di ritorno Culinète è pure peggio!). Insomma, il Rio-Valle-Monte di Colineta del '600 non può, proprio non può originarsi in riferimento alla oggi — ma non allora! — omonima villa.

E dunque, al contrario della Monte di Collina, la cui etimologia è antica e, soprattutto, direttamente in capo alla colonizzazione/uso/diritto degli homines villae Culinae (Culìno, l'unicum di cui sopra), si può pensare che le denominazioni Monte di Collinetta e di Collina Grande abbiano origine diversa dalla Monte di Collina, e forse da questa derivata. Detto altrimenti, il diminutivo Collinetta e l'aggettivo Grande sono in riferimento rispettivamente alla valle e alla monte — più piccola la prima (e forse dépendance di val di Collina), più vasta la seconda — e non ai villaggi, dal momento che, come abbiamo visto, in giro per la Carnia non c'è nessuna Collinetta, e dovranno passare secoli e secoli prima che la Culìno Pìçulo dei locali o la Colina Picola della Serenissima e degli Asburgo (1804) sia chiamata così.

Detto ciò, resta da stabilire se non vi sia piuttosto una relazione diretta di causalità al contrario — e, se del caso, risalente a quando e a opera di chi — fra il seicentesco Colineta e l'ottocentesco, odierno e definitivo “Collinetta” per Colina Picola. Ovvero, è possibile che l'italiano Collinetta rifilato nell'800 al borgo di Culìno Pìçulo derivi dal nome del rio-valle-pascolo che porta quel nome almeno 200 anni prima del villaggio?

La risposta è naturalmente affermativa: sì, è possibile e pure probabile. Allo scopo, è sufficiente un procedimento à l'envers (che non è un friulanismo). E chi il “riformatore”, chi il reo a futura memoria?

Parlano i documenti: l'infelice parto è da collocarsi fra la pace di Presburgo, che consegnò il Friuli alla Francia (1805), e la stesura del catasto napoleonico per le terre di quassù (1813). Stabilito il “quando” — e conseguentemente anche una parvenza di… pourquoi, e manco questo è un friulanismo — del “chi” inteso come persona fisica ci interessa assai poco. Anzi nulla: vondo cussì! (e questo sì che, infine, è culinòt per l'italico “basta così”!).

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Scarica questo file (MonteCollina.pdf)Mons di Culina Culìno e Culinòts[© 2015 Enrico Agostinis]376 Downloads
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