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Uno sguardo ai confines

Ovvero las cunfins dell'idioma natio. Sarà invero qualche cosa più d'un semplice sguardo a questi confini, dal momento che non tutto appare evidente e neppure chiaro. Per di più, anche quel poco che sembra chiaro ci porterà ben oltre una semplice presa d'atto, e avrà non trascurabili implicazioni e conseguenze sull'insieme della nostra disamina.

Ecco dunque i confines, così come la stessa autorità amministrativa del tempo li definisce, della Monte di Collina. A prima juxta Stratam Montis de Cruce. Nel nostro caso (il criterio non è univoco), a prima corrisponde est, e dunque “a levante la strada di Monte Croce” (Carnico, beninteso), nel suo tracciato medievale che in parte ancora ricalcava il percorso della via romana5.

A seconda juxta Cripta sive prata de Stali: “a settentrione la Cripta ossia i prati di Stali”. Stali è il toponimo friulano storicamente in uso per indicare la località detta in tedesco Plöcken (in passato anche Plecken e Pleken), poco oltre il valico di Monte Croce, un pianoro al cui limitare si trovava anche la piccola chiesa di santa Elisabetta appunto detta di Stali o di Plöcken6.

 
MontediCollina-img002
Particolare della carta di Giampiccoli (1787) comprendente Collina e Monte Croce Carnico, con l'indicazione della località di Stalis e della chiesa di santa Elisabetta.

La chiesetta, ricordata anche da Giovanni Marinelli nella sua Guida della Carnia7, era nel tardo medioevo sottoposta alla parrocchia di Paluzza: dal XIII al XIX fu meta del pellegrinaggio dei valligiani dell'alto canale di san Pietro, e la sua croce prese parte all'antichissima cerimonia del Bacio delle croci presso la Pieve matrice di Zuglio, dove solo recentemente (2001) è ritornata8.

Indi, a tertia juxta Chiaulam Tumicinam, ovvero “a meridione Chiaula Tumicina”, malga nell'alta val di Chiaula i cui ruderi ancora oggi conservano la medesima denominazione, e dove “Tumicina” è l'italianizzazione di Tumiecìne ovvero “Tolmezzina”, in quanto territorio e pertinenze nella disponibilità della Comunità di Tolmezzo9.

Infine, quartam juxta Montem de Val de Meleseijs possessum per illos de Culina: “a ponente la Monte di Val de Meleseijs, possesso di quelli di Collina”. A prima vista (e udito) “Val de Meleseijs” suona oscuro, dal momento che né oggi né a memoria d'uomo esiste alcunché, nelle vicinanze, che apparentemente somigli a quel toponimo. Di primo acchito e apparentemente, giustappunto, ma avremo tempo e modo per una seconda e più proficua visita a questo confine occidentale: per il momento basti annotare che a ponente della Monte di Collina come sopra definita si trova solo la valle di Morarìot-Morareto, effettivamente sede di pascoli e di malga (montem) e, giusta i documenti, possessum della Villa di Collina.

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Scarica questo file (MonteCollina.pdf)Mons di Culina Culìno e Culinòts[© 2015 Enrico Agostinis]414 Downloads
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