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Fuoco amico

Un po' meno leggenda, ma pur sempre nell'ambito del "si dice..." c'è anche da registrare il radicato convincimento, soprattutto sotto i campanili dei paesi contermini a Collina, che il maggior danno alla carriera di guida di Pietro Samassa sia derivato dalle malelingue sue compaesane, ovvero dalle chiacchiere e calunnie sul suo conto da parte degli stessi Culinòts.

Che nelle osterie di Collina e dintorni girassero maldicenze sul conto di Samassa non è solo cosa possibile, ma anzi piuttosto probabile. Nulla di nuovo sotto il sole (il paese è piccolo, e di conseguenza la gente è quasi obbligata a mormorare...): lo stesso Eugenio Caneva, il cui operato in favore del suo paese lo colloca oggi assai prossimo agli altari − laici, ma pur sempre tali −, in vita fu oggetto di insinuazioni e maldicenze assai più pesanti che non quelle relative al bracconaggio e contrabbando o al carattere fumantino di Samassa. Non casualmente le calunnie nei confronti di Caneva furono profferite proprio in osteria, e a quel livello sarebbero rimaste se i diffamatori non fossero stati dallo stesso Caneva trascinati in tribunale (dove, come tramandano le cronache, furono processati e condannati)37.

Collinetta 1903. Esterno di osteria
Fig. 11 - Collinetta 1903. Esterno di osteria (non necessariamente quella dei pettegolezzi...).

Che anche Samassa sia finito sotto il tiro del "fuoco amico" dei compaesani invidiosi è dunque assai probabile (ma non c'è ragione di credere che nelle taverne nei paesi vicini il Nostro, ormai noto ben oltre gli angusti confini di Collina, fosse trattato molto meglio...): tuttavia, di qui a sostenere che furono queste chiacchiere verosimilmente alcoliche a portare nocumento alla popolarità, alla carriera e infine alla memoria della guida collinotta ce ne corre. Anzitutto, se restiamo ai fatti, di queste maldicenze e della loro natura non v'è notizia certa né tanto meno v'è documentazione: anche la "denuncia di un compaesano" all'origine dell'asserito inseguimento dei gendarmi (sì, proprio quello dei tagli...) affonda le sue radici nei fumi delle osterie d'antan, terribile miscela d'alcol e tabacco a quel tempo entrambi di pessima qualità. Insomma siamo alla diceria sul pettegolezzo stesso (in matematica, detto p il pettegolezzo e d la diceria, si scriverebbe pd), non propriamente una caratteristica della ricerca storica seria né del metodo scientifico.

In secondo luogo le chiacchiere da taverna non sono pubblicizzate sulla stampa e non si allontanano molto dalla taverna stessa38, a meno che a renderle pubbliche non provveda lo stesso "chiacchierato", come fece Caneva portando in tribunale i maldicenti. Detto altrimenti, se da Fanìn quei cjochèlos di Bepo e Toni e Jacum sparlano di Pìori, le dicerie arrivano a Rigolato e a Forni (dove magari condiscono ulteriormente la minestra), ma quanto a Vienna e Udine e Trieste...

Attribuire dunque alle maldicenze dei suoi compaesani il pregiudizio o impedimento alle (potenziali) migliori fortune della guida Pietro Samassa è quanto meno superficiale o tendenzioso, e probabilmente ambo le cose. Come si vedrà più avanti, a limitare il potenziale alpinistico e l'evoluzione della carriera di Samassa furono ben altre cause che non le eventuali beghe di campanile, o sotto il medesimo.

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Scarica questo file (Pietro Samassa.pdf)Pietro Samassa alias Pìori di Tòch (pagina singola)[© 2016 Enrico Agostinis]290 Downloads
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