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Una premessa, due percorsi, molte conclusioni

Pietro Samassa fu in vita guida alpina apprezzata in Friuli e in Austria, come testimoniano i resoconti delle numerose ascensioni, da lui guidate e condotte insieme a vari clienti, apparsi sulla stampa di settore italiana e austriaca e in particolare su In Alto, storico periodico della Società Alpina Friulana, nonché nei profili biografici di Samassa che nel tempo si sono succeduti2.

Collina nei primi anni del '900.
Fig. 2 - Collina nei primi anni del '900.

Dopo la sua morte prematura, e già a partire dagli stessi necrologi, agli entusiastici encomi di carattere più spiccatamente "tecnico" si affiancarono tuttavia commenti e giudizi assai critici su alcuni aspetti caratteriali della sua personalità. In alcuni casi vi fu anche una evidente commistione e sovrapposizione dei due ambiti: detto altrimenti, la personalità dell'uomo avrebbe negativamente condizionato la qualità, se non l'essenza stessa, del "servizio" fornito dalla guida. Con il tempo, di questa curiosa e apparentemente innaturale commistione di apologia e censura del personaggio Samassa è stata particolarmente enfatizzata la seconda, più funzionale a (ri)costruzioni d'effetto incentrate sullo stereotipo guida-cacciatore-contrabbandiere. Al fondo di verità prelevato − in verità spesso acriticamente − dalle fonti storiche, in più d'un caso si sono aggiunti elementi di pura invenzione allo scopo di colorire ulteriormente di tinte forti un personaggio su cui costruire, se non proprio un romanzo noir, almeno un feuilleton d'avventura o una commedia del genere "guardie e ladri": Samassa nel ruolo di Fantomas-Zorro-Jesse James, e le guardie ridotte a macchiette comprimarie, vere e proprie caricature di gendarmi austriaci e finanzieri italiani. Nulla di originale, ma non certo un buon servizio alla ricerca storica e neppure allo stesso Samassa3. Transeat.

Quando, nell'estate del 2015, entrai in possesso di tre libriccini riempiti dalle annotazioni di pugno della guida collinotta pensai di essere prossimo a far luce intorno all'enigma-Samassa, ovvero intorno alla vita e soprattutto alla personalità di questa controversa figura dell'alpinismo friulano fra '800 e '900, di cui quest'anno 2016 ricorrono 150 anni dalla nascita4.

Non sapevo di essere in realtà prossimo a infilarmi in un autentico ginepraio. Un labirinto o ancor meglio un gioco di specchi, dove un'immagine rimanda a un'altra che a sua volta rimanda a un'altra ancora che rimanda... fino a ritrovarmi sommerso di informazioni, notizie, tracce, indicazioni, ragguagli, ma sempre e inesorabilmente respinto lontano dall'uscita del labirinto o gioco di specchi che sia. Con il contenuto di quei tre taccuini (non sono diari, non sono agende, non sono registri) ho riempito pagine e pagine di eventi, di transazioni, di giornate di lavoro, di prezzi e di attività di Samassa (anche come guida alpina, certo, anche se non particolarmente numerose), ma la chiave di lettura della sua personalità, quella che cercavo, non si trova lì dentro. O piuttosto non si trova solo lì dentro ed è giocoforza cercare anche fuori, apparentemente anche molto lontano sia nel tempo che nello spazio.

Tuttavia, è pur vero che anche una non-informazione può talvolta essere utile quando è noto il contesto in cui calarla. Ed è ciò che ho cercato di fare in questo lavoro, cercando di inquadrare Samassa nel contesto − soprattutto storico-alpinistico − in cui visse e operò.

Nel prosieguo di questo lavoro si incontreranno dunque fatti e luoghi e personaggi apparentemente assai distanti da Samassa, eppure a lui legati da vincoli strettissimi, assai più di quanto talvolta possa apparire di primo acchito. Molto di ciò è connesso alla storia dell'alpinismo, alla sua nascita e alla sua evoluzione, tutte cose di cui chi di alpinismo si occupa − certo assai pochi per professione, ma moltissimi per passione − già conosce mentre, al contrario, chi di alpinismo non si interessa potrà trovare noiose. Analogamente, chi è più appassionato alla storia dell'alpinismo potrà trovare ridondanti e non particolarmente interessanti le notizie che riguardano più da vicino la vita quotidiana di Samassa, le sue occupazioni tradizionali e tutta l'attività estranea all'alpinismo stesso e al suo "mestiere" di guida.

Per questa ragione (e anche per semplificarmi la vita...) ho ritenuto opportuno dividere il lavoro in due parti. Una prima parte che riguarda il Samassa quotidiano, impegnato in occupazioni non dissimili da quelle che impegnano i suoi contemporanei (quelli non trascinati via dall'onda migratoria), compaesani collinotti e montanari di qualsiasi villaggio alpino o appenninico: in sostanza, uno spaccato di vita montanara a cavallo fra '800 e '900. La seconda parte insiste invece sul Samassa guida alpina, con particolare riguardo al contesto o, più genericamente, all'"ambiente" − geografico, sociale, economico, umano − in cui egli si trovò di fatto a svolgere l'attività di guida.

Va da sé che i due ambiti non sono rigorosamente disgiunti e isolati: al contrario sono intercomunicanti proprio attraverso il principale personaggio di questo lavoro, e quindi un certo grado di sovrapposizione è inevitabile, ed è per ciò che fra i due "atti" dell'opera è inserito un intermezzo. Lungi dal considerarlo una mera ridondanza, per chi privilegerà una lettura piuttosto che l'altra sarà anzi un modo per gettare un occhio anche "dall'altra parte".

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Scarica questo file (Pietro Samassa.pdf)Pietro Samassa alias Pìori di Tòch (pagina singola)[© 2016 Enrico Agostinis]299 Downloads
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