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Il giorno del giudizio

Perdonate qualche necessaria ripetizione, ma siamo in chiusura ed è tempo di tirare qualche somma.

Che Pietro Samassa appartenga alla categoria degli alpinisti di cui poco addietro, stigmatizzata dal grande alpinista triestino, è pressoché scontato: per usare le parole dello stesso Kugy, Samassa è ardito e sfrenato, ambizioso, audace, più che temerario, ostinato, impetuoso. Formalmente Kugy non usa l'espressione "imprudente", che tuttavia è termine logicamente associabile a tutti questi aggettivi. Al netto del linguaggio tardo romantico di Kugy di cui si è detto, sono pur sempre parole che pesano come pietre. E ancor più peseranno quando, enucleate dal loro contesto, saranno riprese dai biografi moderni di Samassa

Ma c'è ancora dell'altro che non torna. Più d'una cosa non torna. È fuor di dubbio che, al di là dei sinceri apprezzamenti, sempre rigorosamente confinati all'ambito "tecnico" dell'arrampicata, Kugy sia severissimo e assai duro con Samassa: come abbiamo letto, dal pazzo scatenato all'accusa di comportamento sconsiderato in parete, gliene dice (o, meglio, ne scrive) di tutte. Eppure questo preteso irresponsabile scriteriato, la più audace e scatenata delle guide, non ebbe mai un incidente in montagna né mai rimase incrodato, ciò che invece capitò per mera imprudenza proprio a una delle guide preferite di Kugy. Eppure Kugy loda la prudenza del suo prediletto e stigmatizza l'imprudenza e la temerarietà di Samassa. Due pesi, due misure? Possibile. Probabile. E anche comprensibile.

Di ritorno al giudizio di Kugy nei confronti degli alpinisti estremi e di quelle che lui chiama arrampicate disperate, è evidente che si tratta di una questione prettamente soggettiva, di opinioni e di valutazione delle difficoltà, alpinistiche e non: c'è chi ritiene che quella salita si possa fare e chi ritiene sia impossibile, salvo poi verificare che anche (o soprattutto) in alpinismo il concetto stesso di "impossibile" cambia in funzione dei tempi, nonché di chi lo esprime e soprattutto di chi lo verifica. Questione di punti di vista e di differenze di valutazione, insomma, in cui alcuni la pensavano (e la pensano) come Kugy, altri esattamente al contrario.

Ma oltre che di mere opinioni il confronto è anche questione di "peso", ovvero del differenziale di statura o d'importanza fra chi pronuncia il giudizio − e Herr Doktor Kugy è decisamente giudice "ponderoso": ricordate le icone dell'alpinismo e gli ipse dixit? − e colui su cui il giudizio è proferito, l'accusato. Insomma, come abbiamo ricordato in precedenza, se gli imputati sono Preuss e Zsigmondy è uno scontro di titani, con innumerevoli eccellenti difensori dei due alpinisti nonché giudici inevitabilmente ben disposti; se invece alla sbarra c'è Samassa...

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Scarica questo file (Pietro Samassa.pdf)Pietro Samassa alias Pìori di Tòch (pagina singola)[© 2016 Enrico Agostinis]278 Downloads
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