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Varie, ma non sempre eventuali

Iniziamo dall'ultimo punto dell'ordine del giorno di assemblee condominiali e consigli di amministrazione (varie & eventuali, appunto) in quanto, lungi dall'essere un mero complemento al "suo mestiere", tali sono le attività che scandiscono i mesi, gli anni e la vita di Pietro Samassa. Varie sono le sue professioni in età matura, così come eventuali − nel senso di occasionali, contingenti − sono le sue occupazioni giovanili, fino ai 22-25 anni:

oggi fatto una giornata nella frana a ristorar e comodar;

oppure

fatto il stramezo nela camerina prima a destra;

e ancora

oggi pure terminato il muro dei Pirucei del 4° piano io e Ilario Gaier.

Rispettivamente, si tratta della bonifica della frana di Collinetta, in previsione dell'apertura della strada Forni Avoltri-Collina, della nuova casa di famiglia che Pietro sta costruendo insieme al padre Luigi9, e della ristrutturazione di casa Agostinis-Pirucèlo, a Collinetta.

Sebbene in maniera più organizzata e continuativa rispetto agli anni giovanili, anche negli anni della maturità Samassa fa un po' di tutto. O almeno fa quasi tutto il fattibile in un villaggio della montagna carnica di fine '800. Le attività che sulla base delle sue annotazioni risultano prevalenti sono quella di muratore e di boscaiolo, sia come lavoratore dipendente che piccolo impresario. Da dipendente è pagato a giornata, come è prassi normale in quei tempi, mentre come piccolo impresario si aggiudica appalti nel settore delle costruzioni o dell'esbosco di qualche lotto di abetaia, e quindi ingaggia personale che a sua volta retribuisce. Anche in questi casi lavora manualmente in prima persona, computando e valorizzando le proprie giornate di lavoro in cantiere o nel bosco al pari degli altri operai.

In edilizia il lavoro più consistente, che lo tiene impegnato per diversi anni, è la ricostruzione dell'acquedotto di Collina, appaltato nel 1898 all'impresa De Antoni di Mieli e poi da questi subappaltato a Orazio Caneva, Giuseppe Agostinis e Pietro Samassa insieme al padre Luigi. Impresa travagliata, come scrive Eugenio Caneva nelle sue Memorie10. Per ragioni non bene accertate e che lo stesso Caneva non chiarisce, il lavoro si protrae per oltre 7 anni, dal 1898 al 1905. Sull'impresa lo stesso Samassa si diffonde in numerosi particolari: nominativi degli operai e loro giorni di lavoro, materiali, trasporti ecc., ma tutto ciò non getta alcuna luce sulle ragioni dell'incredibile ritardo.

Anche per quanto concerne i lavori boschivi Samassa agisce come subappaltatore dei grandi commercianti di legnami della Carnia: nelle sue Note li elenca in dettaglio, ciascuno con il proprio marchio distintivo del legname.

Marchi di commercianti di legname
Fig. 4 - Marchi distintivi dei tronchi dei diversi commercianti di legnami in Carnia.

Per conto del commerciante Samassa prende parte alle aste − ad es. Forni Avoltri il 9/5/1902. Fui a l'asta per Palma Domenico per le piante di Drio Maleto − e quindi programma i lavori ingaggiando il personale necessario: a questo proposito sono interessanti i particolari − operazioni e costi − del trasferimento del legname dal bosco fino al fondovalle del Degano, lungo un percorso veramente d'altri tempi. Quello che segue è l'elenco dettagliato dei costi di produzione e trasporto del legname, dal luogo di esbosco fino al "porto" carrabile o fluitabile11.

Bosco de Navo 185 piante
facitura 50  
Bignadura fin in Cumugnos 30  
di Cumugnos al molin 25  
dal molin a fulin 12  
dal fulin al Zovo 65  
dal Zovo al ponte lans 30  
strada dal folin al Zovo 2.12  
dal Zovo al porto 10  
ponte lans governatura 10  
tutto il martore 1.00  
dani di campagna 20  
  2.52  

La descrizione evidenzia come il percorso dei tronchi non sia né breve né semplice (ma ve ne sono di più lunghi e complicati). Dal Bosco de Navo, sopra Collina, i tronchi scendono al fondovalle del rio Fulìn, sotto Collinetta. Di qui il legname deve essere trascinato in salita lungo il sentiero (oggi ampia strada carreggiabile) verso Givigliana e quindi, oltrepassato il crinale (Zovo) che divide il bacino del Fulìn da quello del Degano, calato a quest'ultimo in località Sglinghin (Rigolato).

È da sottolineare che al tempo di Samassa Collina era priva di strade propriamente dette: oltre alla gerla, il mezzo di trasporto più usato era la slitta da carico, buona per il fieno e la legna ma inservibile per il trasporto dei tronchi12.

Oltre al bosco e all'edilizia Samassa pratica con una certa continuità il commercio dei latticini: burro, ricotta e soprattutto formaggio, che acquista anche in malga dai produttori e rivende al minuto.

Accordo fra Pietro Samassa e Nicolò Pascolin Culàu
Fig. 5 - Accordo fra Pietro Samassa e Nicolò Pascolin Culàu di Sigilletto per la compravendita di latticini, fieno e legname.

Memoria con Pascolin Nicolò di Sigileto.
Dacordo di soministrarmi il Formaggio fato Lui nella Sua Malga Bel Vedere genere di Salamora col prezzo al chilogrammo levato a Sigileto di £. 1.30.

È la produzione di formaggio salato (salamora nella grafia di Samassa, nella parlata di Collina formadi di salmuério) di Nicolò Pascolin nella malga Belvedere13. Acquisti simili Samassa ne fa un po' ovunque, anche fuori Collina (il cognome del venditore nella nota che segue, Durigon, è caratteristico di Rigolato), e per quantitativi i più diversi.

Compro Buro da Bepi Durigon Kg. 12.900
a £. 2.00 il chilo importa £. 25.80

I latticini sono poi rivenduti al minuto.

il 31/1.98 alla Putella Kg.1.100 di formagio 1.60
ebbi 2 paia di cerclis da ciaspe14 1.00

E anche

Trasporto Tamussin Giovanni Braido 5.77
il 7 Febraio consegno Edelbais15 dacordo 2.50
il 25 Marzo consegno a Lui stesso Formagio  
salamora Kg. 1.40 3.08
£ undici e trenta 11.35
il 3/4 consegno una libra di Buro 1.00
  12.35

Considerato che il prezzo medio di acquisto del formaggio è 1.30 £/Kg e la rivendita al minuto 1.40 £/Kg non si può neppure dire che Samassa applichi ricarichi particolarmente esosi. In prevalenza il formaggio è venduto al minuto a Collina, ma nelle Note sono registrate diverse spedizioni e trasporti di latticini in Istria, dove si trova una nutrita colonia di emigrati collinotti, fra cui alcuni parenti di Samassa, e dove egli stesso si reca ripetutamente.

Come abbiamo visto sopra, oltre ai latticini c'è altra "merce" che risulta particolarmente appetita e di cui − comprensibilmente, vista la sua conoscenza dei monti − Pietro si dedica con profitto (sic) alla raccolta.

1898
Scotti Giuseppe presso Signor Alberto Caneva in Dignano di spedirgli circa 100 Edelbais

A quel tempo non solo la raccolta delle stelle alpine non è proibita e neppure regolamentata, ma anche la sensibilità ambientale è ancora tutta da inventare se in quegli stessi anni, nel bollettino della Società Alpina delle Giulie, si legge

Mentre si procede lentamente [...] si può fare larga provvista di stelle alpine (Edelweiss) che crescono in abbondanza, e non sono tanto ricercate dai pastori dei luoghi, forse per la distanza dai centri di smercio16.

Pietro Samassa
Fig. 6 - Una coppia di elbàis in piena fioritura. Un tempo assai comuni nei prati di alta montagna –quasi come le margherite –, la raccolta indiscriminata li ha oggi costretti alla semiclandestinità (foto Dorino Bon).

Stelle alpine come margherite!

Stiamo divagando. Ulteriori attività assortite di Pietro Samassa che ritroviamo puntualmente registrate: vendita di legna, soprattutto − ma non solo − ai gestori delle malghe Chiampei e Chianaletta; produzione e vendita di scandole in larice per tetti, a 35 Lire al migliaio; riparazione di tetti in paglia di segale, lavoro per il quale è richiesta particolare competenza e abilità; compravendita di prodotti agricoli vari: fagioli, cavoli e soprattutto fieno, quest'ultimo utilizzato anche nel trasporto del legname, per diminuire l'attrito dei tronchi allo scivolamento; cointeressenza con Michele Tolazzi nella gestione della malga Volaia (Obere Wolayer Alpe); gestione − o qualche cosa di simile, visto che ne tiene accurata contabilità − della stazione di monta taurina di Collina; sfalci di fieno per conto terzi; trasporto di materiali vari. Ed è naturalmente possibile-probabile-quasi certo che qualche cosa mi sia sfuggito, o non compaia nelle Note.

Da questa congerie di attività che, come ben si comprende, coinvolge moltissimi altri soggetti − fornitori, clienti, operai, la moglie stessa di Pietro e la serva/servo di casa17 − attingiamo anche qualche utile informazione riguardo al salario dei lavoratori del tempo, quanto meno a Collina e dintorni, espresso in valuta corrente (Lire). 1.30 £ è la retribuzione media di una giornata/uomo di sfalcio dell'erba da fieno (una donna prende 1 £: a parità di attività, il lavoro di una donna è ovviamente meno retribuito); a spalar neve 1.10; un operaio o boscaiolo 1.40-1.50; un artigiano, ad esempio un fabbro, 2.00-2.10.

Prezzi di beni e servizi? Il formaggio costa 1.40 £/Kg e il burro circa 2.10 £/Kg; un paio di scarpe costa circa 5 £ e una pelle di vacca 16; 2.50 £ la levatrice, e 5.20 £ il parroco per un funerale con due paternosters18.

Alla luce di tutto questo si comprenderà poi, in tutta la sua pienezza, come e soprattutto quanto l'attività di guida alpina potesse risultare remunerativa, e quindi appetibile, in confronto alla vita-di-tutti-i-giorni.

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