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L'inafferrabile contrabbandiere

Li 15 [aprile 1890] a ore 7 quasi sereno perfetto 8 e 40 controbando.

O anche

1898. Oggi il 21/10 spedii letera a Liesig23 per che mi ritornino il mio Zuchero circa 9 chili e ½ che me lo portò via una guardia.

Così parlò (scrisse) il Gatsby di Collina24, grande contrabbandiere. Più esplicito di così!

Vi sono altre annotazioni simili, e anche quando Samassa non è altrettanto esplicito si capisce ugualmente che certi viaggi a Mauthen e alcune sue "liste della spesa" sono un po' "particolari". Tuttavia, oltre al citato sequestro dello zucchero non vi sono altri interventi dei custodi della legge: Samassa menziona bensì una contravenzione a Forni Avoltri di cui si occupa personalmente, ma l'ammenda riguarda danni boschivi (i citati dani causati nel trasporto del legname) ed è a carico del commerciante di legname. Vi sono inoltre alcune non meglio identificate spese di dogana a Udine25, tuttavia in nessun modo riconducibili a una sanzione.

Che a Collina, come ovunque fra le Alpi Marittime e le Carniche, il contrabbando al minuto fosse pratica comune è cosa persino banale a dirsi26. Ma qualche chilo di sale o di tabacco o di zucchero non facevano di alcuno un contrabbandiere a tempo pieno, e neppure part-time: come molti suoi compaesani e consimili, dai confini con la Francia a quelli con l'Impero asburgico, Samassa era un contrabbandiere occasionale ancorché, come vedremo nel prosieguo, per nulla sprovveduto.

Sebbene per poche settimane, Pietro Samassa nasce suddito di Francesco Giuseppe I, imperatore d'Austria e re d'Ungheria, quando ormai da mezzo secolo il confine fra Ducato di Carinzia e Regno Lombardo-Veneto è assai più permeabile di quanto non diventi dopo il 1866, anno in cui il Friuli entra a far parte del Regno d'Italia. Anagraficamente null'altro che un dettaglio, ma Pietro crescerà a una scuola, quella della generazione precedente la sua, che nei confronti di quel confine ha consuetudini decisamente più disinvolte di quanto i nuovi tempi post 1866 non impongano. Forse anche in ragione di ciò, e come già per la caccia di frodo, fra le popolazioni di confine la pericolosità percepita e la riprovazione sociale per questo genere di illecito è prossima allo zero.

All'attività di contrabbando, anche se non esercitata in prima persona, è legato uno degli eventi più tragici della vita di Pietro Samassa, circostanza sulla quale nelle Note egli si diffonde con inusitata lunghezza, intensità e precisione, fino a dettagli decisamente impressionanti dai quali traspare tutta la sua angoscia. Riporto per intero il testo di Pietro27.

Li 22 [dicembre 1893] oggi grande dispiacere. Il tempo vento e caligo fino a ore 9 e ½ e dopo nuvolo misto. Geri fui in cima la Valentina e ogi pure fin alla casera28. Prima ero a 8.20, geri in cima, e a ore 10 là del Lago di ritorno, drio le informazioni di Gius. Zanier Col. Mio Fratello è asofogato verso le 2 le 3 dopo mezogiorno che in quel momento era il tempo sciroco.
Li 23 oggi proprio l'ultima speranza di vederlo più vivo in questo mondo. Il motivo che statto essendo partito con una mal compagnia e l'anno bandonato, e essendo una cativa giornata si dubita che sia andato sotto le valanghe sopra li strenti del Lago Volaia29. N.B. il tempo è belisimo le noti uguale a agosto senza un pel di aria.
Li 24 tutto il giorno bellissimo e tepido sereno. Ogi Domenica Vigilia di Natale una belissima note, ma io e li miei aflitto.
Li ore 5 sereno oggi statti 46 da Forni e circa 20 [da Collina?]. Il tempo là del Lago e cima della Valentina fredo assai, e non l'avemo trovato.
Li 31 Dicembre Domenica belissimo ma fredo. A ore 8 e 10 e 12 sereno, a ore 2 pom. bello, a ore 5 e 6 e 9½ belo sereno, a ore 10 id.
L'ultimo del anno 1893 terminato sano, ma con la gran disgrazia del 21 passatto la Morte del mio buon Fratello.

***

Segue dal 21 Dicembre la mancanza del mio Fratello.
Oggi trovato a ore 10 meno cinque di matina, il 16 Luglio e ero solo di compagnia. Trovato a piedi della riviera per [dove] si varda dal lago Volaia in cima la Valentina. In quela riviera fu mossa una Valanga di neve circa 4 quarte e lui discendendo dalla cima Valentina fu rapito e trasportato al fondo.
La posizione che lo trovai metà era fuori della neve. Era sdraiato colla vita davanti verso tera, non avendo conosciuto che abbia fatto nessun sforzo per uscire che qua era stanco sfibrato, che già una valanga lo aveva rapito agli strenti della Valentina avendo trovato il beretto e il bastone. Partito poi lì senza bastone e 4 quarte di neve era in Ciaspe, che poi le [ho] ora ancora con me sempre adesso. Esso si trovava tutto corotto con gran odore di pamatica Romatich essendo statto preso della valanga verso le 4 pomeridiane, o anche le 3 o anche le 5, ma alle 4 era il più gran scirocco che in allora si sentiva a venir valanghe d'ogni parte.
Per la cretta mio fratello portava seco 44.22.11._13.11.32.19.17.11.14.19
51.24.15.32.29.42.23.20.23.14.45
15.30.19.20. e drugo-nizc 1894/1/7/2

C'è veramente poco da aggiungere alla descrizione di questa terribile sciagura, dove alla tragedia della scomparsa del fratello minore si aggiunge, sei mesi più tardi, il ritrovamento del corpo in condizioni altrettanto drammatiche. Solo due annotazioni a margine di questa tragica vicenda. Anzitutto, i numeri delle ultime tre righe sono codici di identificazione della merce che Giovanni Samassa portava con sé. Altrove, sempre nelle Note, Pietro riporta la chiave di questo codice, che tuttavia non consente una completa decrittazione del messaggio: la parte iniziale è una cariga di..., ma al seguito non si riesce a dare senso compiuto. Si tratta certamente di un carico di contrabbando, probabilmente zucchero. In secondo luogo, la frase essendo partito con una mal compagnia e l'anno bandonato è l'unica espressione, nelle centinaia di pagine dei tre libretti, in cui Pietro Samassa assume un tono accusatorio nei confronti di chicchessia. Nella fattispecie, i compagni di viaggio del fratello che, a suo dire, lo avrebbero abbandonato.

Il lago Volaia con il Rauchkofel
Fig. 7 - Il lago Volaia con il Rauchkofel al centro e, sulla destra, la base della cima Lastròns del Lago. Fra i due monti, nell’ombra, la parte superiore del Wolayertal, che dal Valentintörl scende al lago e dove perse la vita Giovanni Samassa.

Da Collina, la via per Mauthen attraverso Volaia e il Valentin Törl, dove perde la vita Giovanni Samassa, è decisamente più lunga e soprattutto più pericolosa di quella per Monte Croce Carnico via forcella Plumbs e val di Collina: nei secoli passati la via di Volaia era praticata soprattutto da contrabbandieri e migranti irregolari, in quanto consentiva di evitare sia il valico di Monte Croce che buona parte della strada principale dal passo a Mauthen, strada già allora assai frequentata e quindi soggetta a maggiori controlli30. Il fatto che i viaggi per Volaia fossero effettuati anche in pieno inverno e in condizioni di grave pericolo − come le condizioni in cui Giovanni Samassa fu travolto da una valanga, dopo una pesante nevicata e con grande scirocco − è oltremodo indicativo della potente "spinta", necessità o convenienza che fosse, a correre il rischio.

Di ritorno a Pietro e per concludere anche questo argomento, il contrabbando non poteva essere per lui più di un'attività saltuaria, non fosse altro perché non aveva il tempo di dedicarvisi. Nelle sue Note il calendario è colmo di impegni in lavori "normali" ai quali poi si aggiungono, letteralmente disperse qua e là, le missioni riconducibili ai traffici illeciti, solo o in piccoli gruppi di due o tre. Questo per le risultanze in sé. Quanto alle ragioni per cui Samassa non dedicasse più tempo a questi traffici, verosimilmente più redditizi del lavoro quotidiano, ci si può sbizzarrire nel campo delle ipotesi, tutte però prive di conferma. La prima e più banale ragione che viene in mente è che, stante l'esiguità del "mercato" (Collina, o poco altro: se non altro per ragioni logistiche non è molto credibile che egli potesse rifornire di merce di contrabbando mezza Carnia), non ci fosse grande domanda per collocare la merce stessa.

Conclusione. Come già per la caccia e i relativi commerci, Pietro Samassa non è contrabbandiere di professione non fosse altro perché, a quanto ci è dato vedere dai suoi impegni, non ha il tempo e il modo di esserlo.

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