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La «grande emigrazione»

Negli anni a cavallo del secolo alcuni rivoli della «grande emigrazione», alimentati da uno sgocciolio sommesso e costante divenuto evidente negli Anni Ottanta dell'Ottocento, defluirono anche dall'Alto Gorto.

Il 3 aprile del 1889 otto maschi fornetti tra i ventiquattro e i quarantaquattro anni d'età sbarcarono a New York; provenivano da Antwerp (Anversa) e avevano attraversato l'Atlantico sul ponte del bastimento Westernland. Vennero classificati come emigranti con grado d'istruzione sconosciuto, laborer diretti a Pittsburgh, la Steel City, capoluogo della contea di Allegheny, in Pennsylvania. Si chiamavano Oswaldo (44 anni), Pietro (38) e Giovanni (27) Delfabro, Guiseppe (33), Luigi (33), Fortunato (27), Gaetano (26) e Giovanni (24) Romanin. La grafia di nomi e cognomi è ripresa dalla «banca dati» Cerca le tue radici, che non contiene alcun cenno a Forni Avoltri; il gruppetto è stato identificato indirettamente, per via onomastica, grazie a riferimenti colti nei fogli di sbarco degli anni successivi.

Furono tra i primi fornetti a raggiungere in gruppo gli USA; quindi, a modo loro, dei pionieri, posto che Pittsburgh e dintorni, rimasero, almeno fino agli anni Venti del Novecento, approdi privilegiati dagli emigranti del comune di Forni Avoltri.

Tra i primi, ma non i primi, come testimoniano Valentino Gerin, presente in Alabama nel 1888, e Mattia Krotter del quale il 2 settembre 1888 si dice che «a sex annis continuis habitat Americam septentrionalem», unitamente a chissà quanti altri, partiti alla spicciolata lasciando dietro di sé solo labili tracce1.

Gli elenchi di emigrati negli USA a inizio Novecento, elaborati da Tullio Ceconi sulla base delle richieste di passaporti registrate nel Comune di Forni Avoltri, suggeriscono una tendenza all'ingrossamento progressivo del flusso.

Altri dettagli, condensati nella tabella sotto riportata, sono emersi da alcune «banche dati» accessibili via web2. Riguardo ai movimenti antecedenti il 1900, però, esse si sono dimostrate avare di appigli, specie sui luoghi d'origine e la nazionalità dei passeggeri, e, in ogni caso, farcite d'intralci dovuti a imprecisioni, storpiature, anglicizzazioni riprese dai fogli d'imbarco e potenziate in fase di lettura, decodifica, digitalizzazione. Inoltre i frutti delle interrogazioni, già di per sé intrisi di soggettività, in quanto strettamente dipendenti dal background informativo dell'interrogante, sono riottosi a quelle verifiche e «quadrature» che solamente la conoscenza e la padronanza dell'insieme consentirebbero. La speranza di estrapolare, per questa via, dati esaustivi su una singola località, fatalmente incrinata, per questi motivi, dall'incertezza è, infine, ulteriormente ristretta dall'assenza di informazioni sul riflusso, ovvero sui rimpatri definitivi, che pur ci furono.

Nel quarto di secolo 1900-1924 almeno centoventuno fornetti sbarcarono negli Usa (4,8 all'anno in media), ventisette dei quali (poco più di uno all'anno) non per la prima volta, ma dopo viaggi ripetuti per una o più volte. Queste, in sintesi, le quantità rilevabili dalla tabella riportata in calce (tra parentesi tonde le traversate successive alla prima, già incluse nel totale):

  • 1900: uno;
  • 1901: uno;
  • 1902: sette (uno);
  • 1903: sei;
  • 1904: sette (due);
  • 1905: sette (uno);
  • 1906: otto (due);
  • 1907: due (due);
  • 1908: zero;
  • 1909: quattro (tre);
  • 1910: sei (due);
  • 1911: cinque (tre);
  • 1912: quattro (due);
  • 1913: sei (due);
  • 1914: tre (due);
  • 1915: due (uno);
  • 1916: zero;
  • 1917: cinque;
  • 1918: zero;
  • 1919: sette;
  • 1920: ventiquattro (uno);
  • 1921: cinque;
  • 1922: sette;
  • 1923: due (due);
  • 1924: due (uno).

Le traversate seguono un andamento tendenzialmente crescente fino al 1906 (trentasei arrivi), subiscono un primo brusco rallentamento nel biennio 1907-1908 (due reingressi e nessun primo arrivo), per riprendere, poi, un trend ascendente, benché attenuato, fino alla Grande Guerra (trenta sbarchi, equiripartiti tra primi ingressi e reingressi), che segna un nuovo punto di arresto (con un unico trasferimento nell'ottobre del 1917, alla vigilia di Caporetto, riguardante un nucleo familiare di cinque persone). Nel dopoguerra il flusso riparte vigoroso, impennandosi vistosamente nel 1920 (ventiquattro traversate), con lo sgorgo improvviso del fiotto compresso durante il conflitto, rafforzato dai nuovi disagi di quegli anni; ma la tendenza verso l'alto s'affievolisce quasi subito, cozzando bruscamente, a partire dal 1924, contro un nuovo contingentamento, particolarmente restrittivo, degli ingressi.

Ci si muove per lo più a piccoli e piccolissimi gruppi di parenti e compaesani; questo succede sicuramente per novantuno emigranti, ma c'è da supporre che per una parte, almeno, dei restanti trenta, gli attraversamenti fossero solo apparentemente solitari e coinvolgessero soggetti non residenti a Forni Avoltri, sfuggiti all'analisi.

Fino al 1915 si parte in prevalenza dai porti della costa atlantica francese. A Le Havre s'imbarcano cinquantaquattro fornetti, a Cherbourg cinque, a Bordeaux uno; solo in sette partono da Genova, uno da Brema e da Anversa. Nel dopoguerra, invece, è Genova a primeggiare con trentotto imbarcati, seguita dalla neoitaliana Trieste, con nove, e da Napoli, con tre, mentre la Francia e i porti esteri in pratica svaniscono (si verifica un solo imbarco a Cherbourg e un altro, anomalo, a Gibilterra). Si contano in tutto cinquantacinque traversate, poco più di due all'anno in media, effettuate su trentaquattro transatlantici diversi. Ecco i nomi dei transatlantici, ordinati secondo la frequenza di utilizzo, con l'indicazione delle date di arrivo negli USA e della quantità complessiva dei fornetti trasportati (cfr. la tabella sotto riportata):

  • Cinque trasporti:
    • La Lorraine: 7.6.1902, 5.3.1904, 7.5.1904, 31.8.1907, 6.3.1910; quattordici passeggeri.
  • Quattro trasporti:
    • France: 24.5.1912, 20.6.1913, 4.4.1914, 1.5.1914; cinque passeggeri.
  • Tre trasporti:
    • La Tourraine: 4.10.1903, 16.9.1905, 13.5.1906; dodici passeggeri;
    • Argentina: 5.10.1920, 27.11.1920, 24.1.1921; nove passeggeri;
    • Duca d'Aosta: 14.5.1920, 3.9.1920, 31.3.1921; sei passeggeri
    • La Provence: 31.8.1906, 7.5.1909, 10.2.1911; tre passeggeri.
  • Due trasporti:
    • Taormina: 25.12.1919, 25.11.1922; dodici passeggeri;
    • La Gascogne: 16.4.1900, 21.4.1902; sette passeggeri;
    • La Bretagne: 26.2.1905, 5.11.1905; quattro passeggeri;
    • America: 29.7.1912, 28.3.1920; tre passeggeri;
    • New York: 30.4.1911, 27.5.1911; tre passeggeri;
    • Chicago: 31.3.1911, 24.6.1913; due passeggeri.
  • Un trasporto:
    • America 1908: 12.11.1920; sei passeggeri;
    • Giuseppe Verdi: 26.10.1917; cinque passeggeri;
    • Duca degli Abruzzi: 23.2.1920; quattro passeggeri;
    • Guglielmo Peirce: 25.12.1920; tre passeggeri;
    • Rochambeau: 11.11.1913; tre passeggeri;
    • Conte Rosso: 23.8.1923; due passeggeri;
    • La Champagne: 23.3.1903; due passeggeri;
    • Prinzess Irene: 18.8.1909; due passeggeri;
    • Bremen: 6.11.1913; un passeggero;
    • Colombo: 8.11.1922; un passeggero;
    • Duca di Genova: 25.4.1910; un passeggero;
    • Duilio: 25.12.1924; un passeggero;
    • Espagne: 15.11.1915; un passeggero;
    • Europa: 29.1.1915; un passeggero;
    • Kroonland: 1.10.1907; un passeggero;
    • La Savoie: 15.4.1905; un passeggero;
    • Olympic: 20.12.1922; un passeggero;
    • Saint Laurent: 5.4.1906; un passeggero;
    • Saint Paul: 21.7.1912; un passeggero;
    • Teutonic: 13.5.1906; un passeggero;
    • Timavo: 21.9.1924; un passeggero;
    • Trave: 2.4.1901; un passeggero.

A solcare l'Atlantico per la prima volta sono in maggioranza maschi (64 su 94), giovani nel pieno delle forze, appartenenti alle prime classi d'età lavorativa (44 su 64 ricadono nella fascia 15–34 anni); anche le trenta femmine evidenziano un distribuzione per età analoga (21 su 30 appartengono alla fascia 15–34). Questa la distribuzione:

  • Maschi
    • 0–14: dodici;
    • 15–24: venti;
    • 25–34: venticinque;
    • 35–44: sette.
  • Femmine
    • 0–14: sette;
    • 15–24: tredici;
    • 25–34: otto;
    • 35–44: due.

Quanto allo stato civile, sotto i venticinque anni solo due maschi (su trentadue) e una donna (su venti) si dichiarano sposati; nella fascia d'età 25–34 anni i rapporti s'invertono, con sedici maschi (su venticinque) e cinque femmine (su otto) sposati (tra le femmine si conta anche una vedova), così come tutti gli appartenenti alle esigue schiere della classe d'età 35–44.

Stando alle dichiarazioni rilasciate all'imbarco, il mestiere di gran lunga più praticato dai maschi era quello di mason, muratore, con trentacinque occorrenze (compresa una al di sotto dei quindici anni); nella fascia 15-44 seguono quindi:

  • laborer, lavoratori non meglio qualificati, con quattro evenienze;
  • carpenter, con tre;
  • miner e stone cuttter, con due;
  • bricklayer, decorator, joiner, plasterer, shoemaker e smith, con una.

Tra le femmine primeggiavano le housewife, casalinghe, con quattordici casi (compresi due al di sotto dei quindici anni); nella fascia d'età 15-44, si osservano tre casi privi d'indicazioni seguiti da:

  • dressmaker e housekeeper, con due evenienze;
  • domestic, private, servant e student, con una.

Nella fascia d'età 0–14 si rileva la seguente distribuzione:

  • Maschi
    • con mestiere/condizione non definito: nove;
    • labour: due;
    • mason: uno.
  • Femmine
    • con mestiere/condizione non definito: due;
    • scolar o student: tre;
    • housewife: due.

Per insediarsi più o meno stabilmente venivano privilegiate località della Pennsylvania o del Michigan; le zone industriali di Pittsburg (con ventotto destinazioni, alle quali debbono aggiungersi quelle del circondario, poi inglobato nell'area urbana, come Allegheny) e di Detroit (con ventuno) emergono come i poli dotati di maggior attrattività, seguite, a buona distanza, da altri sette stati: West Virginia e Indiana con otto arrivi ciascuno; Kentucky e Kansas con quattro; New Jersey con due; Illinois e California con uno. Ecco il dettaglio delle destinazioni finali delle prime traversate:

  • Pennsylvania: quarantadue (Pittsburg, ventotto; Cornellsville, cinque; Allegheny, quattro; Altoona, due; Uniontown, due; Republic, uno);
  • Michigan: ventuno (Detroit);
  • West Virginia: otto (Philippi, quattro; Welch, due; Gary, uno; Raleigh, uno);
  • Indiana: otto (Gary);
  • Kentuky: quattro (Linch);
  • Kansas: quattro (Croveburg, tre; Ellsworth, uno);
  • New Jersey: due (Union);
  • Illinois: uno (Chicago);
  • California: uno (S. Raphael);
  • Altri: tre (non identificati).

I rientri non definitivi in Italia, uno all'anno in media nel venticinquennio 1900-1924, in alcuni casi ripetuti per diverse volte, fornivano verosimilmente l'occasione per lo scambio di informazioni sull'esperienza migratoria, sulle sue opportunità e prospettive, contribuendo così ad orientare le nuove decisioni. Si notano alcune ricorsività: Fortunato Romanin, emigrato a Pittsburgh nel 1889, rientrò almeno quattro volte (nel 1904, 1911, 1915 e 1920); Valentino Gerometta, emigrato sempre a Pittsburgh nel 1902, almeno tre (nel 1907, 1911, 1914); Giuseppe Gaier e Michele Pascolin, anch'essi insediati a Pittsburgh, due (1906, 1914 e 1906, 1910, rispettivamente). I rientri ripetuti non costituivano, tuttavia, la norma e la distanza dal primo arrivo raramente era breve. Se Iginio Gaeir e Michele Pascolin lasciano trascorrere «appena» due anni per rivedere la famiglia, Pietro Giacomo Agostinis ne aspetta sedici, Valentino Romanin dieci, Gaetano Del Fabbro tredici; Elena Crovagna e Pietro Carrera cinque. Francesco Eder rientra nel 1923, dopo diciannove anni, quando, ormai «naturalizzato», si chiama Frank; anche Felice Gerin al momento della sua visita, nel 1907, è già cittadino americano. Alcuni viaggi svolti dai figli dei primi emigrati, cittadini americani per nascita – come quelli delle giovani Maria Lucia Romanin, che conosce Forni Avoltri nel 1909, Elena Crovagna e Olga Pascolin, che vi giungono nel 1911 e nel 1923, rispettivamente, Augusta Agostinis che rientra negli Usa nel 1906 – assumono sfumature iniziatiche, con risalita ai luoghi di radicamento lignatico.

Ecco un dettaglio dei rientri temporanei non ripetuti:

  • 1902:
    • Damiano Paluber, 37 anni, residente negli USA dal 1890 al 1896, diretto a Pittsburgh «to his sister»;
    • Valentino Romanin, 23 anni, già residente negli USA per «10 years».
  • 1904:
    • Gaetano Del Fabbro, 33 anni, residente negli USA dal 1890 al 1903, diretto a Pittsburgh.
  • 1905:
    • Giacomo Agostinis Pietro, 38 anni, residente a Pittsburgh dal 1889 al 1905, «returns house in Pittsburg Pa, 21 Bothwell avenue».
  • 1907:
    • Felice Gerin, 60 anni, residente a Pittsburgh «non immigrant alien».
  • 1909:
    • Giovanni Gerometta, 29 anni;
    • Ervino Romanin, 5 anni e mezzo, rientra a casa dal «father Romanin Giacomo»;
    • Maria Lucia Romanin, 9 anni, «US born» residente a Pittsburgh dal 1900 al 1909, rientra a casa;
    • Ottavia Romanin, 27 anni, già residente a Pittsburgh dal 1900 al 1909, rientra presso «her mother Romanin Luigia Bothwell street».
  • 1911:
    • Elena Crovagna, 21 anni, «non immigrant alien», residente negli USA dal 1905 al 1910, si ricongiunge col «father G. B. Crovagna» residente in «1113 Western Ave Pittsburg».
  • 1912:
    • Pietro Carrera, 29 anni, residente negli Usa dal 1906 al 1911, si ricongiunge alla «sister Regina Agostinis» residente a Pittsburgh;
    • Marcello Gerometta, 29 anni, «Usa citizen», «returns at home» dal fratello Giovanni, residente a Gary (Ind) «400 5a Av».
  • 1913:
    • Igino Gaier, 32 anni, residente a Chicago dal 1910 al 1912, diretto dal «friend» Giovanni Gerometta residente a «Detroit 1849 Jefferson Dellgary»;
    • Michele Pascolin, 28 anni, residente a Pittsburgh dal 1911 al 1912, diretto dalla «aunt» Luigia Crovagna, residente a «Pittsburg 36 Perrysville av.».
  • 1923:
    • Frank Eder, 52 anni, cittadino americano, naturalizzato dalla «supreme court ogf Oldenburg 1918/13/3», ritorna a casa sua, ad Altoona (Pa) «2123 7th Ave»;
    • Olga Pascolin, 17 anni, cittadina americana per nascita, ritorna a casa, a Detroit «5533 Hurblutade».
  • 1924:
    • Giuseppe Del Fabbro, 38 anni raggiunge il «friend Giacomo Romanin» a Pittsburgh, «E. Lorimer Ave 612».
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