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Funzione dell'Archivio storico

Si trascrive l'intera sezione, così intitolata, dell'introvabile opuscolo Il dott. Giovanni Gortani e l’archivio storico della Carnia.

L'Archivio storico della Carnia vuol essere, per il presente e futuro, una istituzione ed una partita aperta, un vivaio, non un cimitero.
Deve vivere e svilupparsi, non giacere nel sonno dei morti.
Vivere come cenacolo di cultura carnica, di ogni ramo, che ne raccolga gli studiosi.
I quali studiosi per ora svolgono opera slegata, ognuno per proprio conto e quasi all'insaputa gli uni degli altri, senza organizzazione, senza intesa, e coi danni insiti alla disorganizzazione.
La prima mira dell'Archivio sarà quella di continuare a raccogliere le memorie di qualche importanza che riguardano la Carnia.
Questa funzione è essenziale e va organizzata.
Le memorie disperse·qua e là per i paesi vanno incontro a sicure distruzioni o perdite, e nel passato, remoto e prossimo, ciò è avvenuto fin troppo spesso, sia per incuria, per ignoranza o pregiudizi di privati, sia perché spesso non si sapeva dove porre al sicuro quei documenti. La stessa sorte, recentissima, dell'Archivio Gortani, ne è la più grave riprova.
Gli archivi parrocchiali furono·sempre i migliori asili per le memorie del passato, ma anche là o incendi o topi o altro, compresa certa trascuranza di parroci, fecero scomparire cose preziosissime.
Quelli che hanno delle memorie da salvare sapranno d'ora in poi dove affidarle, almeno in copia, da custodire.
Non s'intende con questo di garantire all'Archivio una sicurezza assoluta ed eterna; le cose umane son sempre umane: ma una certa maggiore garanzia sì, garanzia che deriva dall'essere l'Archivio elevato ad ente pubblico, retto e sorvegliato da un consiglio di persone degne, e posto sotto la tutela dello Stato.
Giustizia vuole poi che le memorie vi siano nella maggior copia possibile depositate a comodità degli studiosi, che altrimenti difficilmente se le potrebbero procurare, perché l'Archivio è aperto a tutti.
Da qualche tempo, in alcuni rami della vita pubblica, si nota un vero risveglio nella cura di conservare o assicurare le memorie cronistoriche man mano che i fatti si svolgono. I parroci hanno l'obbligo del libro storico della parrocchia; i maestri, nella cronaca della scuola, segnano anno per anno i fatti e lo sviluppo della vita scolastica. L'Archivio storico conta di avere collaborazione e soccorso dalla rete in buona parte salda e capace dei parroci e da quella anche più fitta ma più debole dei maestri, sebbene non essendo nemmeno la cronistoria cosa da tutti, i loro scritti si presentino talora viziati da vedute meschine o partigiane.
I direttori delle scuole, riassumendo le cronache, potrebbero fornire anno per anno un quadro sostanzioso della vita scolastica della Carnia.
Ma sarebbe opportuno che anche ogni comune tenesse un suo libro storico.
Il Consiglio dell'Archivio cercherà di provocare annualmente dai comuni un breve sommario dell'attività svolta nei vari rami dell'amministrazione. Per il presente l'Archivio terrà un suo libro della cronaca generale una specie di protocollo storico, dove in breve saranno annotate le notizie man mano che vengono conosciute; cercherà di procurarsi in copia la documentazione dei fatti più importanti; acquisterà copia di tutte le pubblicazioni relative alla Carnia, di qualunque genere esse siano.
L'Archivio intende anche di arrivare dove non giunse il Dott. Gortani, cioè a scovare i depositi di notizie rimasti inesplorati e completare con essi, o continuare gli annali.
Per questo fa appello a tutti gli appassionati di cronistoria carnica, noti e ignoti, perché si facciano avanti, essi che dell'Archivio dovranno essere gli alimentatori più fedeli.
Si sa che la molla dei miglioramenti della Carnia è stata e sia in massima parte nella libera iniziativa dei privati e dei paesi. Le provvidenze pubbliche sono state sempre molto scarse.
Ma fra il popolo è scarsa ed incerta e spesso mancante la consuetudine di lasciare memoria scritta delle sue opere migliori, ed il merito di quelle iniziative sfugge, di conseguenza per lo più alla conoscenza comune. Quelle qualunque memorie che pure restano stanno nascoste nelle case private e spesso scompaiono. Eppure sono esse gli elementi migliori della .storia del popolo e si devono ricuperare.
I liberi ricercatori e cronisti, esaminando pazientemente le carte dei paesi, registrando le notizie vive della tradizione popolare, recente e remota, riusciranno a ricostituire il quadro della vita dei paesi e delle istituzioni.
Non è da illudersi circa la facilità di questo primo gravissimo impegno dell'Archivio, e un certo qual senso di riserva si impone.
A ogni modo sono voti doverosi. Voti che vorrebbero riprendere l'attività spiegata dal Dott. Gortani e a cui, verso la fine, non bastavano più le sue sole forze, essendosi il compito di troppo allargato.
A disturbare il pubblico c'è da tirarsi addosso sorrisi, ire e altro, ma non per questo è lecito di ristare.
La Carnia non sarà tutta sorda.
Sorgeranno, si spera, i cirenei che per amore della loro terra si addosseranno anche la croce d i questa impresa.
Per ora c'è molto lavoro interno da sbrigare nell'Archivio stesso, e cioè la sistemazione dei documenti disordinati e la trascrizione di quelli i cui manoscritti sono smarriti.
C'è poi da fare l'indice degli Annali.
E a lungo andare saranno da raccogliere gli indici di informazioni degli archivi notarili e degli archivi di Stato per ciò che concerne la Carnia e possibilmente gli estratti degli atti.
La seconda funzione dell'Archivio, corrispondente alla fase costruttiva e di avviamento alla storia vera della Carnia, sarà quella di organo propulsore di studi cronistorici sulla Carnia.
S'è già detto che il Dott. Gortani, con eroica risoluzione, sulla massa dei documenti trascritti cominciò ad un certo punto a tracciare degli schemi di monografie particolari su molti paesi di tutta la Carnia, citando i documenti che li riguardano ed aggiungendo in copia certe memorie loro speciali. Il vastissimo impegno va ripreso ed affidato, qua e là, a delle persone che possano aggiornarlo e portarlo o compimento. Sacerdoti e maestri sono singolarmente indicati per questo ufficio.
Non pochi paesi hanno dei ricercatori, per lo più solitari ed oscuri, delle loro origini e vicende; ricercatori che talora si arrestano o si smarriscono per mancanza di indicazioni e di incoraggiamenti. L'Archivio storico può offrire loro il suo materiale, dove tutti troveranno traccie di quanto li interessa, ma dove tutti ancora si accorgeranno che per lo più, a rifinire le monografie particolari, si impongono ulteriori ricerche nel nei nascondigli delle carte dimenticate per le vecchie case o nei filoni della tradizione e della leggenda, e sopratutto nel quadro vivo della vita presente.
C'è della gente che per essere indotta a collaborare ha proprio bisogno dello stimolo, si tratti di timidi o di tratti di dormienti, e lo stimolo basta. Il Dott. Gortani stesso ebbe molti collaboratori o aiutanti. Perché si dovrà disperare ora?
A ogni modo, se anche i collaboratori non sorgeranno in pieno quasi per miracolo, non si avrà nemmeno, per poco che si lavori, la desolazione totale del deserto. E sarà tutto guadagnato.
Fra i più esperti studiosi sarà poi necessario che si dia mano a delle monografie storiche di carattere più generale. Finora è abbastanza ricca di cultori e di monografie solo la storia religiosa della Carnia, per opera sopratutto di dotti sacerdoti, sebbene manchi anche in questo campo una vera opera d 'insieme.
Gli studi cronistorici generali s'impongono per avvicinare alla vera storia della Carnia, storia di popolo che per lo più ha dovuto fare da sè, o, peggio, ha dovuto vivere faticosamente sopportando le molestie delle diverse dominazioni, da sé ha dovuto trarre le risorse per campare, da sè ha dovuto svilupparsi ed istruirsi. Quegli studi dovranno portare alla luce ed ordinare gli elementi vitali della storia e della vita del popolo e dimostrarne la fecondità.
Ecco alcuni argomenti che vanno svolti:
La vita economica in Carnia; il lavoro; i mestieri e l'emigrazione; le strade come fattori di sviluppo; la proprietà e le sue vicende; piccole industrie; commercio e mercati; usi e costumi scomparsi; usi e costumi che sopravvivono; rivalità e campanilismi; le abitazioni; le amministrazioni pubbliche; la vita religiosa e morale; la scuola e l'istruzione; la beneficenza; le arti; letterati e letteratura carnica.
I futuri dottori potrebbero farne oggetto di studio per le tesi di laurea, come già qualche esempio si è avuto, ed altri uomini maturi oggetto di serie ricerche ed esercitazioni.
Tutto questo ci vuole per preparare la vera storia della Carnia.
L'Archivio cercherà di rifarsi del tempo perduto.
Esso, come s'è già detto, è aperto a tutti, si appella a tutti.
Sarà fortuna se incontrerà favore, se riuscirà a polarizzare attorno di sè gli studiosi di cose carniche, se avrà la virtù di suscitare nuove energie.
Un consiglio dell'Archivio, sarà indispensabile, per ogni buon conto.
I compiti si preciseranno man mano che l'istituzione si svilupperà.
La Società Friulana di Storia Patria ne darà mano e Consiglio.
E Dio ne sia propizio. 
Pietro CELLA, Il dott. Giovanni Gortani e l'archivio storico della Carnia, Premiato Stabilimento Tipografico L. Lukežič, Gorizia 1930, pp. 30-33.
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