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Tra Cinquecento e Seicento

In risposta al questionario sottopostogli, sul finire d'ottobre 1602, dal vicario patriarcale, il quarantottenne curato di San Giacomo di Rigolato, Sebastiano Della Pietra1, originario di Calgaretto, precisò:

ho nella mia cura ville sottoposte otto piccole et grande poste in monti et piani et li s.mi s.ti si adservono nella parochial chiesa di s. jac.o et si administra per esse ville; et sono discoste l'una della altra per due miglie et mezza et anime de comunione senza li putti 2802.

Pochi giorni dopo, il 9 novembre 1602, stilò una «Lista over memoria di tutti li Cramari della cura di S. jac.o quali vano l'inverno per guadagnarsi il viver con varia sorti di marcanzia in Allemagna, nel paese di Esterai»3 contenente 71 nominativi, dieci dei quali di persone «che stano loco et foco in Allemagna». La nota si presenta come un'elencazione tendenzialmente esaustiva degli emigranti abituali («di tutti li Cramari… quali vano l'inverno…»), non come una fotografia dei soli assenti in un istante determinato4. Lo sforzo di generalizzazione, pur non garantendo alcunché sulla completezza degli esiti, avrà forse evitato distorsioni prettamente casuali, strettamente legate al momento, tipiche di numerazioni più o meno coeve5.

Emerge così un fenomeno emigratorio rilevante in termini assoluti e relativi, puramente maschile, duplice quanto a durata (stagionale, con partenze invernali, ma anche definitivo), di carattere mercantile, indirizzato geograficamente verso l'Allemagna e l'Esterai. Le sue dimensioni, spia, forse, d'un avvio non recente, risaltano in rapporto alle 280 anime da comunione, «senza li putti», appartenenti alla cura; postulando un'equiripartizione tra i sessi, l'emigrazione maschile temporanea e stagionale (61 persone) incide pel 43,5% rispetto al complesso dei maschi potenzialmente attivi (140, anziani inclusi); una probabile maggiore numerosità di femmine e l'esistenza d'una, anch'essa probabile, quota d'anziani inabili al lavoro, inducono a concludere che, nel 1602, almeno un maschio in età lavorativa su due emigrasse.

Nei quesiti sottoposti al parroco trova espressione l'azione controriformista dalla Chiesa cattolica, volta a controllare e contrastare possibili contagi «luterani»6; si conosce, così, il nome di coloro che, sapendo leggere e scrivere, erano ritenuti, si suppone, potenzialmente pericolosi: «sono tre cioè Nicolò di corte, Marco di corte, Lonardo de Puschiasis et Valantino guartana et non usano se non libri vulgari italiani»7. Delle quattro persone elencate tre compaiono nell'elenco dei cramari (solo Valantino Guartana ne è escluso).

Alla data di stesura dell'elenco risultano attivati il registro dei matrimoni (dal 1576) e quello dei battesimi8, gli unici in quel momento obbligatori, le cui annotazioni sono riepilogate nella Tabella 1. Proprio nel 1602 queste s'interrompono per poi riprendere, anche, per la prima volta, nel registro delle sepolture, solo nel 1618.

La suddivisione dei battesimi per sesso evidenzia un rapporto di mascolinità elevato (137 maschi per cento femmine), ma non assurdo in rapporto al numero d'eventi9. Non vengono evidenziati battesimi in articulo mortis, né d'illegittimi; ciò desta sospetti per quanto riguarda i primi e non pare credibile nemmeno per i secondi, anche se, in un contesto limitato, il controllo sociale sui comportamenti sessuali era presumibilmente stringente; il curato segnala l'assenza d'unioni irregolari «ezcepto uno concubinario il quale per questo io intendo quando va in mercantia in Allemagna si mena dietro la concubina la quale è Tedescha et ha moglie a Stalis et si chiama Jacomo de Grac Cramaro» 10.

L'accentuata variabilità annuale di battesimi e matrimoni suscita perplessità, ma potrebbe essere giustificata dell'esiguità della popolazione e dall'andamento della mortalità (che non conosciamo). Nella scarsità di dati disponibili torna utile il confronto con la vicina parrocchia di San Giorgio (Comeglians)11.

Il notevole dislivello tra gli eventi registrati nelle due parrocchie (nel ventennio 1583-1602 a Comeglians s'impartiscono 469 battesimi, a Rigolato appena 170) e l'assenza di matrimoni in alcuni anni, accrescono le perplessità sulle registrazioni di Rigolato (Tabella 2). A complicare i confronti c'è poi l'area grigia, dai confini sfumati, di Valpicetto dove, nel 1602, cinque fuochi (presumibilmente su 12, come nel 1607) fanno riferimento alla cura di San Giorgio12.

Ma alla fine del XVI secolo la differenza d'abitanti fra le due parrocchie pare giunta a un livello mai più riscontrato (Tabella 3); i totali decennali evidenziano, inoltre, una certa coerenza (soprattutto le nascite, quasi equamente ripartite nei due periodi) all'interno di ciascun ambito. L'assenza di matrimoni a Rigolato nel triennio 1588-1590, potrebbe, visti i numeri in gioco, essere solo apparente, compensata da sposalizi celebrati in altre parrocchie (nel periodo considerato risultano produttive altre 48 unioni matrimoniali di cui non si conosce il momento d'avvio). Le stime della popolazione complessiva, costruite sulle anime da comunione (dati parziali ma unici prima della rilevazione del 160713, a parte quelli, anch'essi enigmatici, sui fuochi) pur nella loro grossolanità, evidenziano un periodo di regresso demografico per Comeglians (che chiude l'intervallo 1582-1607 con una perdita di circa 144 persone, corrispondenti al 16% della popolazione iniziale) mentre Rigolato, dopo una flessione a cavallo del secolo, nel 1607 pare riposizionarsi sui livelli del 1583.

Sembra quasi che le due località stiano seguendo percorsi opposti:

  • Comeglians verso il ridimensionamento d'una consistenza demografica giunta a un livello apprezzabile;
  • Rigolato, scarsamente popolata, verso un graduale incremento dei suoi abitanti.

La modestia dei dati non può fornire prove decisive in questo senso; il saldo naturale fortemente negativo nella Comeglians degli ultimi anni del Cinquecento (Tabella 4) evidenzia, tuttavia, un periodo pluriennale di sofferenza demografica, non si sa quanto esteso alle località vicine14, mentre rimane sconosciuto l'effetto delle emigrazioni definitive.

A livello più vasto (Patria del Friuli), la seconda metà del Cinquecento pare caratterizzata da un calo della popolazione causato da ripetute carestie ed epidemie. Crisi acute sono segnalate in tutto il Friuli, ed anche in Carnia, nel 1591/1592, mentre l'impatto della peste del 1598 sembra essere stato modesto15.

I quozienti generici di natalità (Tabella 5) si presentano in forma credibile per Comeglians ma, ancora una volta, fanno pensare a una sottoregistrazione dei battesimi per Rigolato; si tratta, comunque, d'indicatori grossolani, fortemente condizionati dalla ristrettezza e dalla struttura della popolazione. Pur tra i dubbi appena espressi, i dati a disposizione, proprio in quanto non completamente manchevoli, paiono in grado di fornire degli elementi conoscitivi, magari sfuocati, difficilmente ottenibili altrimenti.

I battesimi seguono una curva stagionale marcata (Tabella 6) che si lega col carattere invernale delle migrazioni; i picchi s'accentuano in marzo-giugno, con concepimenti collocati nei mesi di giugno-settembre, quando l'assenza dei maschi è minore (Figura 1)16.

Rigolato 1576-1602: stagionalità dei battesimi

Quest'andamento è sostanzialmente confermato, nonostante alcune variabilità anche accentuate, in tutte le periodizzazioni. Nel decennio 1581-1590 si nota un picco marcato, superiore a tre volte la media, nel mese d'aprile, insuperato anche in seguito; i mesi di maggio e giugno si mantengono prossimi a quota duecento. L'andamento del decennio successivo evidenzia uno slittamento dei massimi, posizionati vicino a quota 250, da aprile a maggio-giugno. Stando a questo elemento, tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento il movimento migratorio, maschile ed invernale, sembra essersi costantemente mantenuto su livelli elevati.

Considerazioni analoghe valgono per i matrimoni (Tabella 7)17. La stagionalità evidenziata dal grafico (Figura 2) appare ancor più netta, con una concentrazione quasi esclusiva degli eventi nei mesi di agosto-ottobre, coincidenti con quelli di rientro dei cramari. L'esiguità dei casi sconsiglia, in questo caso, ulteriori deduzioni.

Rigolato 1576-1602: stagionalità dei matrimoni

La disponibilità delle registrazioni di matrimonio e di battesimo per un periodo abbastanza lungo, consente di stabilire, con buona approssimazione, quanti dei cramari elencati da Sebastiano Della Pietra fossero sposati o vedovi; i risultati di questa ricostruzione (Tabella 8)18 dicono che almeno il 50% lo era.

Nella Rigolato di quasi due secoli dopo, al 31.12.1799, la popolazione d'età superiore a 14 anni risulta ripartita tra un 27,8% di maschi sposati e vedovi, un 16,3% di celibi e un 55,9% di femmine19. L'applicazione di questi rapporti alle 280 anime da comunione del 1602, sintetizzata nella Tabella 9, restituisce un quadro verosimile; l'incidenza dei cramari celibi, rispetto al totale dei celibi, è molto alta, tale da giustificare una relazione diretta con la stagionalità dei matrimoni. Anche l'incidenza dei cramari sposati e vedovi, rispetto al totale, è notevole, ma la correlazione con la stagionalità dei battesimi, benché logica, appare meno immediata; per essere più precisi bisognerebbe conoscere quanti cramari appartenessero a nuclei coniugali fecondi (o fare ulteriori ipotesi in base all'età, o alla durata del matrimonio, ecc.).

Tra i dieci (quantità, visti i numeri in gioco, rilevante) emigrati «che stano loco et foco in Allemagna», compaiono quattro soggetti sposati, il che suggerisce l'esistenza di un'emigrazione definitiva estesa a interi nuclei familiari e non solo a singoli; si può, inoltre, ipotizzare che chi si stabiliva definitivamente all'estero operasse nel settore commerciale in cui operavano gli altri cramari20.

Questo era accaduto a «Zuanne d'Agaro borgesse et mercante in Zitterstorff», il quale, qualche anno dopo, nel 1609, avendo per «testimonij li mag.ci providij S.ri Phillippo Pronzen, consulo di Zitterstorff, Martin Miller Giudice di d.ta città, Gallo Pitticher consilgiero et Andrea Etter canceliere scrivante di q.sta citta21», dettò il proprio testamento dando, tra l'altro, alcuni consigli al figlio maggiore, Mattia, destinato a proseguire l'attività commerciale.

stante che Mathia d'Agaro mio fig.lo più vechio hà intenzione di voler menare il mio negocio marchantille debba il med.o insieme con sua madre fare et menare tal negocio realm.te et honoratam.te ugualmente, et che debba usare ogni dilligenza senza sparagno di alcuna faticha ne lavore, com'è stato dilligente et accorto che nel negozio marchantille partiene? tanto sara possibille di fare et agittare, et con la gente debba negociare realm.te et giustam.te, et conservarsi che non sollo la sua cara madre la mia cara consorte et lui med.o ma ancora sue sorelle et li miei cari figli, accio li med.mi p. l'avenire possino havere un quieto et bon avantagio, parimente conservare ogni uno senza separato lamento che potessero sortire.

Giovanni doveva essersi guadagnato una buona posizione economica, tanto da disporre un lascito, finalizzato a captare la protezione sulla futura vedova e i figli, a un baronetto von Althan:

al fig.lo dell generosso sig.re sig.re Johanne da Holtonn da Goltburg a Musterstetten, Lib: Baro sig.re di Zitterstorff e Khirchstetten22 ec.ec. cioè mio chariss.mo et ill.mo sig.re et generosso signorino signorino Bolfgango Eustachio Giovane sig.re di Olthonn ec. fiorini imperialli due cento qualli habbino da esser detratti dal debito che d.o ill.mo sig.re mi va debitore,

Tra i figli mostra un occhio di riguardo verso Gregorio, il minore, al quale destina un capitale di 300 fiorini.

testo et lascio al mio cariss.mo fanciulino Gregorio qualle hò hauto con la mia carissima consorte Anna honoratam.te appare, di avantagio dalla indivissa facolta fiorini imperialli trecento, con q.sta condicione quando mia consorte havera volonta di ponere li medesimi 300 fiorini nell negocio, sia obligata annualm.te a pagare l'interesse a Gregorio mio figlo.

Ma non dimentica le sue radici, in particolare assegna a «maria mia cara sorella qualle habita in Ittalia nella mia patria di Tolmezo fiorini imperialli vinti» e quanto ai frutti dei beni immobili dispone che almeno in parte siano destinati ai poveri.

comando sive ordino et di legato lascio a quelli che possederano li miei beni proprij in Ittalia di Tolmezo sino obligati annualm.te il giorno di S. marcho a dare alli poveri li qualli appresso mi haverano christianament.te a memoria mezza bozza di vin et. s. 4 soldi d'Italia p.con.di23.

La morte dovette coglierlo da li a poco; già il 18 aprile del 1610 la moglie Anna «relita et vedoa dal qm mag.co S.r Zuanne d'Agaro mercante et cittadino statto in Citterstorff sotto la Ens in Austria24», anche a nome dei curatori dell'eredità e dei figli Mathia, Sabina e Gregorio, devolveva a Nicolò D'Agaro, fratello di Giovanni, il godimento dei beni immobili situati a Rigolato con l'obbligo d'attuare le disposizioni del defunto a favore dei poveri.

stante il q.m s.r Zuane d'Agaro med.o ha lasciato in Ittalia si ritrova havere diversi suoi propri luogi et posessioni cioè in Ludaria et rigolato et casadorno come seguono cioè una casa et horto appresso in Plan chiador, un stauliero in Giaversan un prato in nuiaret chiamato in Rizoul, quel di cenzaria, Tavoschiana, vues, sora clap, col maior, Pavoroul Valparvier, Tacheglons et in qual et in cadauno dalli sud.ti luogi un pezetto di prato et in chiamuson un pezo di campo, stante che noi Anna d'Agaro et li sud.ti miei fig.li cioè Mathia Sabina et Gregorio dapoi dalla morte del q.m amatisi.mo sud.o mio marito et padre non posiamo valersi ne godere li sud.i luogi cioè casa horto et campi et prati nessuno eccettuato et che ne stano morti, così habbiamo noi volontariam.te et condialm.te dati et consegnati li sud.ti et md.mi luogi a godere et a posedere al nostro caris.mo cogn.to et parente s.r Nicolo d'Agaro fra.llo del q.m sud.to mio maritto et nostro padre, con patto et condizione che annualmente debba sopra li antenominati luogi il giorno di s. marcho quando fanno la processione dare a cadauno vicino o fuoco di Ludaria Rigolato et Casadorno 1 b.a di vino et s. 4 di pan et q.sto pe.perpetua memoria come appar testam.to dal ante nominato s.r agaro dall 10 giugno passatto 1609.

Qualora Nicolò d'Agaro non fosse stato in grado d'adempiere al legato i beni avrebbero dovuto confluire direttamente alla comunità.

mentre il sud.o s.r nicolo d'Agaro mancasse di dare tal elemosina annualm.te al tempo sud.o dahautorità al comune di lud.a et rigolato et cassadorno che possino accettar in loro li sud.ti et antenominati luogi et quelli goderli, ma che dal med.o comune sia poi fatta tal elemosina come sud.to et che dal med.o s.r nicolo d'agaro et sucesori et h.di non possia mai in alcun tempo vender né alienar veruno dalli sud.ti nominati beni, ma p.petuamente restar debino et quando lla sud.ta ellemosina sarà dal med.o s.r Nicolò d'agaro et h.di eseguita al tempo come sud.to non sia né da me Anna d'agaro ne da miei figli Matia e sabina et Gregorio ne meno dalli curatori mai in alcun tempo sopra d.ti beno adimandata cosa alcuna ma sempre il sud.to sr nicolo et h.di possederli; eseguendo pero come sud.o promettendo p. se et h.di a mantener et osservare come sud.o ne adesso ne p. l'avenire p.rettender ne adimandar cosa alcuna25.

Nel 1607 la cura di San Giacomo conta 455 abitanti, ripartiti in 86 fuochi distribuiti in otto ville. La località più popolata è Ludaria, seguita da Valpicetto, mentre Rigolato si trova solo al terzo posto. La vicinanza temporale dell'elencazione dei fuochi con la lista dei cramari consente, non senza qualche forzatura, alcuni confronti, riassunti nella Tabella 1026. La consistenza media degli aggregati domestici è, nel complesso, di 5,29 persone; a livello di singola località le medie oscillano tra massimi superiori a sette componenti (Valpicetto e Gracco) e minimi prossimi a 4,5 (Givigliana, Ludaria e Rigolato).

Il numero d'animali grossi può essere preso a parametro del ruolo svolto, nei vari contesti, dallo sfruttamento economico delle risorse agricole, dall'allevamento e dalle attività pastorali; ad ogni aggregato, genericamente identificabile come un'azienda a base familiare, composto da 5,29 componenti, corrispondono mediamente circa 7 animali. Spiccano, tra tutte, le località di Valpicetto, con una consistenza media di 11,58 animali, e Gracco (non a caso si tratta delle località con gli aggregati di maggiori dimensioni); le altre si muovono tra i sei e i sette animali grossi per aggregato, solo Rigolato scende al di sotto. I cramari sono mediamente il 15,6% della popolazione complessiva. Percentuali situate tra il 20 e il 27% si riscontrano a Casadorno, Givigliana e Ludaria (che è la località più popolosa). Sotto il 10% si collocano Valpicetto e Gracco (dove non sono segnalati cramari), tra il 10 e il 20% le altre località.

Si potrebbe ipotizzare, almeno per Valpicetto e Gracco, una relazione tra rilevanza economica dell'allevamento, consistenza degli aggregati domestici ed emigrazione (Tabella 11).

Valpicetto si caratterizza, rispetto alle altre località, per una maggiore incidenza degli aggregati medio/grandi (8 aggregati su dodici appartengono alla fascia tra 7 e 14 componenti) con una buona consistenza d'animali grossi, equiparabili, nel contesto considerato, ad aziende di grandi dimensioni. Aziende analoghe (con più di venti capi) si trovano solo a Ludaria, che però è zona di forte emigrazione. Givigliana, paese d'emigrazione per eccellenza col suo 26,79% di cramari, presenta una buona consistenza media d'animali per aggregato. Se ci fermassimo a questa località si potrebbe concludere che sia l'emigrazione a supportare lo sviluppo dell'attività agricola e non quest'ultima a frenare la prima. Ma i dati utilizzati sono insufficienti, le relazioni tra i vari elementi rimangono contrastanti e richiedono ulteriori approfondimenti.

Diciotto degli 86 fuochi complessivamente censiti nel 1607 sono retti da femmine (dieci di questi sono nuclei di solitarie, uno include 11 componenti e gli altri hanno un numero di componenti compreso tra 2 e 5). L'incrocio con l'elenco dei cramari può, quindi, contare sui rimanenti 68 nominativi maschili.

Nel 1607 troviamo a capo di ventinove aggregati altrettanti cramari elencati nel 1602. Si tratta in prevalenza di soggetti già individuati come sposati o vedovi (27 su 29)27 che rappresentano il 42% dei fuochi retti da maschi. Rispetto al 1602 mancano quattro nominativi appartenenti al gruppo degli sposati o vedovi; si tratta di Silvestro di Cossadorno, Vit Tieut (Givigliana), Mattia Pozet (o Bozet, Ludaria), Valantino fiolo di Danielo Cossetto (Valpicetto) che potrebbero essere stati assorbiti in aggregati estesi, oppure emigrati o morti.

La mancanza di dati per Gracco e Valpicetto (e il numero modesto per Casadorno) è frutto della sfasatura temporale che caratterizza il confronto, ma anche, probabilmente, del fatto che buona parte degli aggregati presenti in queste località, modesti nel numero, sono verosimilmente complessi, raggruppano più nuclei familiari a fronte d'un solo capofamiglia (questo vale soprattutto per Gracco dove i tre aggregati rilevati sono composti da 5, 8 e 9 persone e per Valpicetto).

I ventinove aggregati così individuati hanno un numero medio di componenti e d'animali grossi superiore a quello globale (Tabella 12); per quanto riguarda gli animali la differenza per aggregato è più marcata a Ludaria e Givigliana mentre tocca il minimo a Magnanins. In conclusione, pur con le eccezioni evidenziate, stando a questi (molto parziali) indizi, non pare che la dimensione delle aziende agricole abbia, nella maggior parte dei casi, agito da freno all'emigrazione; rimane da capire, invece, quanto quest'ultima abbia giovato alle prime.

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