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Gli assenti nel 1679

La «Nota di tutti quelli abitanti del Quartiero di Gorto che s'atrovano in estero paese imperiale» venne «presentata per il capitanio Zanillo» al provveditore alla sanità Nicolò Cornaro «Adì 27 settembre 1679»28. Diversamente dall'elenco del 1602, in questo caso non ci troviamo di fronte ad una nota di cramari, ma, più genericamente, d'assenti in un istante determinato. La distinzione appare, nel concreto, molto sottile29; l'unico problema che pone concerne la sua completezza; l'epoca di stesura e la numerosità dei nominativi spingono a valutarla sufficiente anche se approssimata per difetto30. Le informazioni sono apparentemente più ricche rispetto al 1602, ma manca un termine di paragone adeguato, simile alla lista dei fuochi del 1607. In compenso le registrazioni contenute nei libri canonici sono più ampie e consentono un'individuazione ravvicinata del popolo dei cramari.

In 70 anni, dal 1602 al 1672, gli abitanti della cura di San Giacomo passano da circa 420 a circa 617; anche gli emigranti seguono un trend simile. L'incidenza degli assenti sulla popolazione complessiva (617 abitanti nel 1672) supera il 17% (era del 15,6% del 1602); quella sui 183 uomini da comunione (sempre conteggiati nel 1672) è del 57,9%, la più elevata in assoluto tra quelle allora riscontrate in Carnia31.

Le destinazioni sono presumibilmente rimaste più o meno le stesse del 1602. Compare l'Istria, zona nuova in cui, anche in seguito, s'orienteranno soprattutto nuclei di Valpicetto32. Come nel 1602 ci troviamo di fronte esclusivamente a maschi. Vengono elencati solo due soggetti accasati all'estero, contro i dieci del 1602, ed esplicitati numerosi legami di parentela (padre/figlio, fratelli).

Non conoscendo il numero d'abitanti delle varie località (la cui elencazione s'è semplificata con la scomparsa di Casadorno) le percentuali esposte nella Tabella 1333 ci dicono poco: Ludaria, presumibilmente ancora la località più popolosa, mantiene il primato d'assenti ma questa volta è seguita da Rigolato, che pare (ma ora include anche Casadorno) aver recuperato posizioni rispetto al 1602.

Per 95 dei 106 assenti è stato rintracciato l'atto di battesimo; per altri tre la data approssimativa di nascita è stata dedotta dall'età indicata negli atti di morte34; con maggiori incertezze è stato quindi determinato lo stato civile (limitando, per prudenza, le distinzioni a sposato e altro) dei 98 assenti così identificati (Tabella 14).

Circa il 10% di questi è costituito da giovanissimi, con età inferiore a 15 anni; gli appartenenti alla fascia d'età 15-30 sono quasi il 44% del totale; il 72,4% ha un'età compresa tra 15 e 45 anni. Per due terzi sono quasi certamente celibi; gli sposati sono maggioritari nelle fasce d'età 30-44 e 45-59.

Si tratta d'un'emigrazione prevalentemente giovanile, composta per oltre il 53% da soggetti con meno di trent'anni.

Applicando le stesse proporzioni usate per il 1602 agli uomini da comunione (trascurando i giovanissimi e supponendo che agli uomini da comunione corrispondano i maschi con più di 14 anni) si ottiene la Tabella 15.

Pur con le dovute cautele (gli otto assenti esclusi sono probabilmente sposati, le proporzioni tra celibi e sposati sono ipotetiche) il quadro così delineato pare, nelle sue linee generali, anche in questo caso, verosimile: altissima percentuale d'assenti tra i celibi (i rimasti sono l'eccezione), ovvero nelle fasce d'età più giovani; sposati vicini al 27% concentrati soprattutto nelle età centrali, coincidenti, si suppone, con la fase più feconda delle unioni matrimoniali.

Rispetto al 1602 si fa notare l'incremento dei celibi, come la composizione degli assenti (gli sposati sono il 31,6% nel 1679 contro il 50,8% nel 1602) aveva già lasciato supporre. Ciò è probabilmente il frutto di un'estensione su basi familiari, segnalata dalla presenza di giovanissimi (minori di 15 anni) e di giovani (minori di 20), del fenomeno migratorio (Tabella 16).

La maggior parte degli assenti, 58 su 106, era congiunta da legami parentali stretti e presumibilmente si muoveva in gruppo; i giovanissimi al seguito del padre o di un fratello più anziano.

Questo elemento emerge con maggiore chiarezza dalla classificazione per numero di componenti dei nuclei parentali d'appartenenza (Tabella 17)35. Cinquantotto assenti appartengono a 24 gruppi parentali, la maggior parte dei quali (17) composti da due persone, quattro con tre componenti e, infine, tre con quattro; in questi ultimi casi, con componenti più numerosi, in prevalenza composti da fratelli, pare di scorgere delle società in nuce, piccole compagnie commerciali familiari.

Lo spoglio dei libri delle sepolture ha consentito di rintracciare solamente 37 (34,9%) atti di morte riconducibili ai 106 assenti del 1679, undici dei quali per eventi avvenuti fuori comune (uno a Salisburgo, uno a Graz, uno ad Olhmundi, tre in Austria superiore, tre genericamente in Austria, uno in Germania, uno Timau36). Tra le innumerevoli eventualità, nella mancata morte a Rigolato dei restanti 69 (30 dei quali o erano già sposati nel 1679 o lo saranno successivamente), un buon ruolo l'ha, probabilmente, svolto l'emigrazione più o meno definitiva o temporanea.

Così è stato certamente per Giovanni Vezzil, morto a Cittanova nel 1722, e per Gussetto D'Agaro, che «morse in Germania», come da annotazioni apposte sul libro dei battesimi37. Lo stesso accadrà a Giovanni Puschiasis (nel 1679, novenne, in Germania al seguito del padre) che, divenuto cittadino di Wels, in questa città morirà verso il 1733.

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