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Note


  1. Sull'orizzonte culturale di Sebastiano della Pietra, ricostruito grazie ai 55 titoli della sua biblioteca, Annalisa Comuzzi, Susanna e il parroco Mirai. Storia di un curato della montagna friulana nell’avanzare della Controriforma, Sommacampagna, Cierre edizioni, 2002, pp. 90-94. Viene eletto curato di San Giacomo per la prima volta nel 1575; secondo Giuseppe Vale, Antonio Roja, Note di storia della parrocchia di San Giacomo di Rigolato, Tolmezzo, Tip. Carnia, 1926, pp. 11-12, presta la sua opera almeno fino al 1602. Nel 1600, in occasione del giubileo, assieme ai curati di San Giorgio, Giacomo Mirai, e di Resiutta, Camillo Andriussio, effettua un pellegrinaggio, durato circa due mesi, a Loreto e Roma, Comuzzi, op. cit, pp. 83-88. Giovanni Spangaro segnala una «copia del testamento del curato pre Sebastiano q. Battista a Petra de Chialgiaretto curatus S. iacobi de Regulato», datato 1.12.1618, nel Fondo Roja - Giovanni Spangaro, Antonio Roia sacerdote e cultore di patrie memorie 1875-1943, Savona, Tipografia Priamar, 1964, p. 137. Questo elemento e altri indizi - il «R.do Domino Sebastiano Petrense Curato S.ti Jacobi Apost. de Rigulato» compare nei registri canonici di Forni Avoltri nel 1610 (ARCHIVIO PARROCCHIALE DI FORNI AVOLTRI (d’ora in poi: APF), Liber matrimoniorum 1592-1652, alla data 6.9.1610) - fanno ritenere che in realtà abbia svolto le funzioni di curato di Rigolato fino al 1618. 

  2. ARCHIVIO DELLA CURIA ARCIVESCOVILE UDINESE (d'ora in poi: ACAU), b. 806/82; nello stesso contesto Sebastiano della Pietra dichiara che i focolari appartenenti alla cura sono 80. Le otto ville in questione corrispondono alle attuali frazioni di Rigolato più Casadorno. Sulla visita pastorale di Agostino Bruno vedasi Sara Maieron, Pievi, chiese e religiosità. Visita pastorale del vicario patriarcale Agostino Bruno nella Carnia d’inizio ’600, Treppo Carnico, Ass. Cult. Elio cav. Cortolezzis, 2007.  

  3. ACAU, b. 806/82. Una fotocopia del documento è stata pubblicata in Domenico Molfetta , I «cramars» di Rigolato, in Fabio D’Andrea (a cura di), Veretâz. Storia, emigrazione esperienze e caratteristiche di una comunità , Alef/Comune e Scuola elementare di Rigolato, 1991, pp. 115-117. Si trascrive l'elenco dei cramari: «Nella villa di Valpicetto: Matthia fiolo di Duri Cossetto, Valantino fiolo di Danielo Cossetto, Antonio fiolo del supra scritto, Candido Cossetto, Jac.o delli Dumini; jn villa de Magnanins: Zuane Pilligrina, Jac.o Pilligrina, Jac.o Gussetto, Pietro de Cussulina, Zuane Pilligrina, Jac.o Zanutto; Jn Villa de Rigulato: Nic.o di Corte et Biasio suo fiolo, Zuane di Corte, Marcho di Corte, Zuane di Corte, Matthia Buiatto, Candido Buiatto, Zuane di Corte, Nic.o Vuezil, Bertul Floridano; Ludaria: Daniele de Puschiasis, Nic.o de Puschiasis, Lunardo de Puschiasis, Zuane de Puschiasis, Mattas bozet, Dumini bozet, Micaelo Candido, Batt.a Candido, Duminj de Meglana, Daniele de Agaro, Zuane de Agaro, Zuane de Agaro, Nic.o de Agaro, Batt.a de Agaro, Jac.o de Agaro, Dun. de Agaro, Antonio de Agaro, Zuane Chiandone, Antonio Chiandone; Cossadorno: Zuane di Cossadorno, Jacomo et Franc.o, Silvestro di Cossadorno, Zuan Batt.a di Volomaria, Vuezis et stalas: Pietro del Chiast, Antonio Durigono, Batt.a de Stalas, Pietro de Stalas, Jac.o de Stalas; Givigliana: Jac.o de fontana, Leonardo delli toni, Antonio delli toni, Antonio guartana, Lorenzo guartana, Lenardo guartana, Nic.o guartana, Vit Tieut, Matthia Tieut, An.o Tieut, Duri Tieut. Quelli che stano loco et foco in Allemagna: Jac.o Gortana, Lorenzo gortana, Leonardo tieut, Matthia Tieut, Jac.o Marcho, Batt.a de Agar. Jac.o di Cossadorno, Daniele bozet, Vit de Agaro, et jac.o delli dumini». 

  4. Questo passo è stato oggetto di numerosi commenti; rinviamo, per tutti, a Giorgio Ferigo, Alessio Fornasin, Le stagioni dei migranti. La demografia delle valli carniche nei secoli XVII-XVIII, in ID., ID. (a cura di), Cramars. Atti del convegno internazionale di studi Cramars. Emigrazione, mobilità, mestieri ambulanti dalla Carnia in Età Moderna, Udine, Agraf, 1997, pp. 108-109. L'intento di fornire un elenco generale pare confermato anche dalla precisazione che «praticano nella mia cura mercanti Tedeschi di Viena et di Sanspurch et quanto alle ginti che pratticano in terra todescha della mia cura ne farò notta et la portarò a V.E. avanti che si parta di gorto», ACAU, b. 791/2. 

  5. È stato osservato che «L'intreccio di emigrazione stagionale, emigrazione temporanea ed emigrazione definitiva rende scarsamente attendibili e - in senso proprio - precarie tutte le rilevazioni statistiche: la data di censimento può intaccare la veridicità del numero di stagionali - escludendo dal novero, se troppo anticipata, coloro che sarebbero partiti ad autunno più avanzato; la mancanza di un'esplicita richiesta cancella i trasferiti all'estero loco et foco; occasionale - infine e comunque - sarà la rilevazione dei temporanei.», Giorgio Ferigo, Per Mario Flora, I debiti e i peccati. Estate 1608: i cramari dell’Alto But, in «In Alto», LXXVII (1995), p. 25. 

  6. Si rinvia a G. FERIGO, Morbida facta pecus… Aspirazioni e tentativi di Riforma nella Carnia del ’500, in «Almanacco Culturale della Carnia», IV, 1988, pp. 7-73, il quale osserva che in questo periodo «Il timore di un rivolgimento non terrorizzava più da gran tempo la gerarchia cattolica; la speranza di un rivolgimento non animava più da gran tempo la gente», ivi, p. 56. La vicenda di 76 cramari dell'alto But inquisiti nel 1608 perché «mentre trafficavano nei paesi tedeschi, luterani o comunque riformati, avevano mangiato cibi proibiti nei tempi proibiti (Quaresima, Avvento, Vigilie), contravvenendo al precetto cattolico» è esposta in G. FERIGO - P. M. FLORA, op. cit., pp. 19-32. 

  7. ACAU, b. 791/2. La contraddittorietà della risposta (le persone sono tre, ma ne vengono elencate quattro) forse tradisce un'incertezza e un atteggiamento volto a minimizzare questo tipo di rischio. La consuetudine, anche personale, di Sebastiano Della Pietra col mondo dei cramari, oltre che dalla lunga permanenza nella cura di Rigolato e dalle sue origini, è dimostrata da questa affermazione rilasciata nel medesimo contesto: «il maggior viaggio che fazo e andar a Tolmezo et Udene et questi doi anni prossimi 601 et 602 son stado a Vienna a visitar i miei fratelli la prima volta steti fuori dalla cura 36 giorni la seconda volta denovo febrari et marzo et aprile per il male che mi feci in una gamba et per il mal d'occhi et in questo tempo non lasso persona particolar alla cura ma la racomando alli parochi vicini…». 

  8. Ciò coincide, almeno in parte, con quanto accertato dal visitatore: «estendit libros matrimoniorum et baptizatorum incipientes ab anno 1576 in quibus sunt notae ab anno 1600 factae iusta synodo diocesano non habet librum mortuorum habet librum confirmatorum in quo descricti sunt iammodo confirmati a Rmo Episcopo Tergestino mense proximo p.to», ACAU, b. 791/2. Diviene, così, certa la perdita delle registrazioni dei battesimi 1576-1580, esclusi i quattro nominativi leggibili nel lacerto di pagina con cui inizia il relativo registro (i quali, quindi, andranno collocati preferibilmente verso la parte finale di questo periodo: Pietro a Stalis di Leonardo e Maria (Stalis), Valentino Gussetti di Daniele e Maria (Valpicetto), Valentino Gortana di Pietro e Orsola (Givigliana) e Giovanni a Romanis di Daniele e Maria (Rigolato)). 

  9. 146,2 è l'estremo superiore dell'intervallo di confidenza per 100 nati, nell'ipotesi che il vero rapporto tra i sessi alla nascita, su 10.000 casi, sia di 105 maschi ogni 100 femmine, L. DEL PANTA , R. RETTAROLI, Introduzione alla demografia storica, Bari, Edizioni Laterza, 1994, p. 61. 

  10. ACAU, b. 791/2. 

  11. Le registrazioni di Forni Avoltri non consentono sovrapposizioni significative. I battesimi e matrimoni celebrati a Rigolato sono stati desunti dai registri originali mentre per quelli di Comeglians si è attinto dalla banca dati creata da Giorgio Ferigo a supporto dei suoi studi di demografia storica, i primi, in ambito carnico e friulano, sistematicamente basati sui registri parrocchiali, consistente nella trascrizione manuale, scrupolosa, integrale, ordinata, in forma tabulare, dei libri canonici, arricchita con preziose indicazioni di linkage, ovvero di legami fra eventi (battesimi/decessi e viceversa) e integrata con i casi annotati su registri non appropriati (in prevalenza costituiti da decessi infantili segnalati nel registro dei battesimi). D'ora in poi s'identificherà questa fonte con ARCHIVIO GIORGIO FERIGO, registri parrocchiali Comeglians (in breve: AGF, RpC). 

  12. G. Ferigo, Ancora di cifre e di anime, in M. Mochelutti (a cura di), In Guart. Anime e contrade della Pieve di Gorto, Udine, Società Filologica Friulana, 1994, p. 147. I 17 battesimi annotati a Comeglians sono stati considerati come appartenenti a Rigolato. 

  13. Tutti i riferimenti ai dati del 1607 devono intendersi desunti dall'inchiesta promossa dai Provveditori sopra beni comunali, conservata in ARCHIVIO DI STATO DI VENEZIA, Provveditori sopra beni comunali, b. 471. 

  14. Pur nell'esiguità dei numeri (10 battesimi e 11 sepolture) anche a Forni Avoltri il triennio 1600-1602 chiude con un saldo naturale negativo. 

  15. Su questi temi L. MorassiI, 1420/1797 Economia e società in Friuli, Udine, Casamassima, 1997, pp. 94-97. 

  16. I dati sono stati uniformanti portando la durata dei mesi a trenta giorni; la media mensile degli eventi è stata quindi posta come base percentuale cui rapportare gli eventi mensili (il totale annuale dà 1200). La Figura 1 è stata tracciata sui dati percentuali normalizzati. 

  17. Sulle modalità di normalizzazione e di rappresentazione percentuale valgono le precisazioni già espresse per i battesimi. 

  18. Si fa notare l'assenza di cramari a Gracco, che, però, come si vedrà, in questo periodo è particolarmente sguarnita d'abitanti. Una loro inclusione tra quelli della confinante Vuezzis sembra improbabile in quanto questa viene elencata assieme alla vicina, e minuscola, Stalis (Vuezis et stalas - anche se dietro «Jac.o de Stalas» potrebbe esserci, come s'è visto, un «Jacomo de Grac Cramaro»). 

  19. A. Puschiasis, La popolazione di Rigolato agli inizi del XIX secolo, in «Metodi e Ricerche», n.s., XXVI, 1 (gennaio-giugno 2007), pp. 59-60. 

  20. È possibile notare alcune omonimie tra i dieci emigrati definitivi e gli altri cramari («Lorenzo Guartana» e «Matthia Tieut» a Givigliana, «Batt.a de Agaro» a Ludaria, «Jac.o delli Dumini» a Valpicetto, «Jac.o di Cassadorno» a Casadorno). Vista la frequenza di omonimi si è ritenuto, ma è pur sempre mera ipotesi, che si tratti di soggetti distinti.  

  21. Il testamento è datato 9.6.1609 ma questa e le altre citazioni sono tratte da una copia «dall'originalle testamento d verba ad verba come qui appare estrata, appare il sigillo più picolo di q.sta citta dato Zitterstorff li 15 marzo anno 1705» rinvenibile in ARCHIVIO DI STATO DI UDINE (d'ora in poi: ASU), Notarile antico, b. 3770. Zitterstoff sta per l'attuale Zistersdorf (Niederösterreich), collocata in una zona che pare ampiamente battuta dai cramari dell'alto Gorto nel corso del `600. Per gli Jacob di Povolaro, con Leonardo insediatosi a Melk nella prima metà del Seicento, si veda G. Ferigo, Di alcuni cramari di Povolaro - Carnia (1596-1846), in «Metodi e Ricerche», n.s., XIX, 1 (gennaio-giugno 2000), pp. 11-21. 

  22. Giovanni von Althan da Goldburg-Murstetten, barone di Zistersdorf e Kirchstetten (tutte località dell'Austria inferiore). 

  23. Un segno del contrasto coi protestanti, in una zona religiosamente di confine, può forse leggersi nell'accenno al rito cattolico contenuto nella seguente disposizione testamentaria: «Primo raccomando io l'anima mia, quando questa venira separata dal mio corpo mortalle nelle manni del potentis.mo Iddio e lo p.ego p.li meritti et volontà di Christo che habbi di quella perdono et misericordia. Il mio corpo che sia sepolto giusto il consueto cattolico honoratam.te nella sacratta terra nella Pieve della B.V. qui di Zitterstoff». Si riporta la clausola finale del testamento: «In quanto tutta la mia propria et p.tinente facoltà che mi ritrovo havere qui in Zitterstoff et in Ittalia da Tolmezzo cioe tereni, corte case vignalli sigurta argentaria scritture et inscritture debitti aspettanti et contanti et altro di nessuna cosa eccetuata, oltro il legato sopra scritto qualle ha da haver la preminenza et restar debba, di q.sto tutti quanti debba haver et restar debba la mitta alla antenominata… mia consorte l'altra mitta debba esser consegnati alli nostri ambi putti». 

  24. Copia del documento «Dato in Zitterstorf li 18 apprile dapoi la nat.a del s.e l'anno 1610» in ASU, Notarile antico, b. 3770. 

  25. Si può tentare un'identificazione più precisa di Zuanne D'Agaro. Nella nota dei cramari del 1602, tra i nominativi di Ludaria, compaiono in successione due Zuane ed un Nicolò D'Agaro; nei libri canonici manca qualsiasi attestazione relativa a Zuane, ma, tra il 1586 e il 1601, almeno quattro battesimi sono riconducibili ad una coppia formata da Nicolò D'Agaro e dalla consorte Maria. Inoltre un Nicolò D'Agaro muore all'età di 78 anni nel 1624 ed una Maria D'Agaro vedova di Nicolò, ottantenne nel 1640 (Giovanni, n. 18.4.1586; Odorico, n. 21.5.1589; Leonarda, n. 15.6.1596 e Caterina, n. 28.6.1601; Nicolò D'Agaro muore il 18.8.1624 e Maria relitta di Nicolò il 17.3.1640, ARCHIVIO PARROCCHIALE DI RIGOLATO (d'ora in poi: APR), rg. I - Canonicus Liber: Matrimoniorum 1576-1702, Baptizatorum 1581-1701, Mortuorum 1618-1701). Presupponendo che questo Nicolò fosse il fratello del nostro Giovanni si può ipotizzare che quest'ultimo sia nato a non molta distanza dal primo e quindi morto ad un'età di circa sessanta/sessantacinque anni. Si tratterebbe di un'età compatibile anche con un'attività commerciale cresciuta lentamente, a piccoli passi, in tempi medio-lunghi, partendo da zero, nel corso di un'intera vita lavorativa condotta con «ogni dilligenza senza sparagno di alcuna faticha ne lavore». A favore di quest'ipotesi c'è la mancata annotazione dei battesimi dei figli di Giovanni, contro, forse, il fatto che nella nota dei cramari il suo nome non compaia tra quelli con loco et foco in Allemagna. 

  26. L'assegnazione degli emigrati definitivi alle varie località, non precisate nell'elenco, è stata fatta in base al cognome e ad altri elementi. 

  27. Le due eccezioni sono costituite da Daniele Puschiasis, a Ludaria, e Candido Buiat, a Rigolato; del primo non conosciamo la data di matrimonio (è possibile che sia avvenuta tra il 1602-1607; alla ripresa delle registrazioni, nel 1618, risulterà sposato - il 24.7.1618 nasce Giacomo Puschiasis figlio di Daniele e Maria, APR, Baptizatorum 1581-1701); il secondo si sposerà nel 1611, a Comeglians, con Giacoma Raber - AGF, Rpc, Libro 1.Nascite, Morti, Matrimoni 1598-1634, 12.9.1611. 

  28. Claudio Lorenzini, L’inchiesta del 1679 nella trascrizione di Giovanni Gortani, in Giorgio Ferigo, Alessio Fornasin (a cura di), Cramars, op. cit, p. 451. Tutti i riferimenti all'inchiesta del 1679 si basano sulla trascrizione operata da Claudio Lorenzini dell'«Inchiesta promossa dal provveditore alla sanità della patria del Friuli Nicolò Cornaro nella comunità della Carnia nel settembre 1679, con la richiesta di specificare quanti e chi fossero i carnici fuori dalla Provincia, nell'imminente pericolo di un contagio di peste», ivi, p. 450. 

  29. Ma non sappiamo quanto; per esempio tra gli assenti in Austria figura (assieme a 3 fratelli più anziani) anche il quindicenne Giuseppe Di Corte che, nel 1694, al momento della morte, verrà qualificato «chirurgus de Rigulato» (APR, Mortuorum 1618-1701, 9.3.1694); in questo caso si può sospettare un'assenza per motivi di studio. 

  30. Non vi compaiono nomi di persone che, all'epoca, sicuramente esercitavano la mercatura all'estero come quelli dei Volomario di Casadorno. 

  31. Per un quadro complessivo si rinvia alla tabella elaborata da Alessio Fornasin, Ambulanti, artigiani e mercanti. L’emigrazione dalla Carnia in età moderna, Caselle di Sommacampagna, Cierre Edizioni, 1998, p. 16. 

  32. Limitando lo sguardo alla Val Degano, l'emigrazione verso l'Istria è comune nella zona d'Ovaro e riguarda specialmente sarti e tessitori. Gli studi che hanno approfondito questi aspetti sono numerosi; si rinvia a Fornasin, Ambulanti cit, p. 27 e sgg.. Tessitore era ancora Giuseppe Cossetto, residente nel secondo dopoguerra, a Zagabria «proveniente dall'Istria, dove, forse già da più di tre secoli, si era trasferita da Valpicetto la famiglia», Alessandro Vigevani, Friulani fuori di casa in Croazia e in Slavonia, Opuscoli della SFF n. 13, Udine, Tip. D. Del Bianco & Figlio, 1950, pp. 28-29. Un «Mistro Mattio Cusset, hora abitante in Grisignana» compare il 2.7.1683 negli atti del Nodaro Lorenzo Sincich, A. De Colle, Friulani del comune di Visignano, in «Ce fastu?», XXXVI (1960), p. 183. All'inizio dell'Ottocento si trasferirà a Verteneglio «Giuseppe Vidali q. Giambattista» qualificato nel catasto del 1820 come posjednik, possidente, ed originario di «Regolato di Carnia», N. Fachin, Brtonigla i okolica - Verteneglio e dintorni, Verteneglio, Comune di Verteneglio, 2001, p. 28. Ma già nel 1692 il «s.r Leonardo q.m Josepho Vidale d. d'antonijs della sud.a villa di Rigolato… ha fatta la pubblicazione di contrato in matrimonio p. il sud.o Vidale con D.a Pascha fig.la dal q.m Ant.o di Benedetti abitante in Abriga nella Istria», ASU, Notarile antico, b. 3770, atto dd. 28.7.1692. Leonardo Vidale ancora nel 1701 risulta residente nel territorio di Torre e Abrega, vicino a Parenzo, quando «D. Candido q.m R.do P. Giovani Benvenuta di Ludaria… ha costituito e constituisse suo legittimo procuratore… l'Eg.o D. Leonardo Vidale hora habittante in Torre… a dover comparire havanti la Mag.ca Gius.a e contato di mumiano nelle parti della Istria…», ASU, Notarile antico, b. 2874, atto del 5.9.1701 (Mumiano sta per Momiano, presso Buie d'Istria). 

  33. Dalla trascrizione utilizzata abbiamo ricavato 106 nominativi contro i 107 indicati da VALE - ROJA, op. cit., p. 12, che a Magnanins e Valpicetto conteggia 6 assenti in Baviera contro i nostri 5. Domenico Molfetta ne conta 105 (30, contro i nostri 31, a Rigolato), Molfetta, I «cramars» di Rigolato, op. cit., p. 112; in questo caso la divergenza nasce probabilmente dall'elencazione di «Gio Battista Pietro et Zuane fratelli di Corte», che abbiamo ritenuto, in base alla ricostruzione dei gruppi familiari, riferita a tre soggetti distinti, «Gio Battista», «Pietro» e «Zuane», fratelli di Corte. 

  34. Si tratta di «Zuane Gusetto» fratello di «Odorigo» (Valpicetto), morto all'età di 41 anni il 6.3.1695; di «Zuane fiolo di Domenigo Vidale» (Valpicetto), morto all'età di 66 anni il 24.4.1724 e di «Valentino Gusetto» fratello di Joseffo (Ludaria), morto all'età di 40 anni il 19.4.1695, APR, Mortuorum 1618-1701, e Mortuorum 1702-1799, alle date specificate). Gli otto assenti esclusi dall'analisi sono: Valpicetto: «Odorigo Gusetto» fratello di «Zuane»; Rigolato: «Zuane del Negro»; «Vit Sberla» (immigrato dalla vicina Maranzanis; rimasto vedovo, si risposerà con Maria «relicta o. m.r Joannis de Curia deto Cassadorn», nata Vidale, di Casadorno); «Lorenzo di Corte»; «Jacomo Floridan»; Ludaria: «Joseffo» fratello di «Valentino Gusetto»; Givigliana: «Antonio e Vit »fratelli Gortana. 

  35. Giovane età e avvio al lavoro al seguito di parenti sono elementi già notati all'inizio del Seicento nell'Alto But (Ferigo - Flora, op. cit., pp. 22-23). 

  36. Giovanni Gussetti, Salisburgo 6.3.1695; Giovanni D'Agaro, Graz 17.11.1705; Valentino Gussetti, Olhmundi 19.4.1695, Leonardo D'Agaro, Austria Superiore 31.3.1694; Giovanni Candone, Austria Superiore 2.1.1684; Matteo Candone, Austria Superiore 14.3.1684; Nicolò Di Corte, Austria 1.5.1682; Lorenzo Candone, Austria 18.5.1682; Pietro Stalis, Austria 30.12.1683; Giovanni Gortana, Germania 6.1.1684; Daniele Gussetti, «Vicinis id est mudae» 13.4.1686 (APR, Mortuorum 1618-1701, alle date specificate). Come si vede le annotazioni sono state apposte principalmente (8 su 11) nel periodo 1682-1686. 

  37. Cittanova sta per Wiener Neustadt; le annotazioni sono poste in APR, Baptizatorum 1581-1701, al 30.4.1649 per Giovanni Vezil ed al 4.12.1666 per Gusetto D'Agaro. 

  38. G. Vale, A. Roja, op. cit., p. 11. 

  39. Ivi, p.12. Giovanni Benvenuta venne accusato da «Giovani Guseto Nicolo di Corte et Matia Guseto direti da una inesplicabile malitia di un talle Pietro Misone», di «tre pusicioni nella loro maligna querela al R.do B.ti La prima di innabile a la cura la seconda di solito a ubrigarsi et bisteme, et la terza di publicho con qubinain». Il suo difensore schernisce le accuse osservando, fra l'altro, che «molti sonno li testimoni che dicono il R. B.ti sia di natura giuviale et quando e di pasagio per qualche vila egli bevara un bigiere di vino ma ben dicono apertamente che non loanno mai veduto ubriaco ma solamente a legro» e che «sono certe nature apunto in compagnia et massime chi asseso in germania come è R.B.ti che di può dir notrido con li todeschi con un biger o due di vino fanno hun remore che dieci i italiani non farebano…». Da documento, senza data, collocato in ASU, Notarile antico, b. 2874. 

  40. Momento in cui annotò a futura memoria: «11 febraro 1687: n.b. et questi furono li primi da poi che son stato nominato come Econimo di rigolato et non ostante… tutti in ordine... nelle carte seguenti.. giusto è fato per memoriale»; l'annotazione è apposta in APR, Matrimoniorum 1576-1702 nella facciata anteposta all'annotazione del 31.12.1681.  

  41. APR, Baptizatorum 1581-1701, 10.6.1686. 

  42. I dati della parrocchia di San Giorgio (Comeglians), ricavati da G. Ferigo, A. Fornasin (a cura di), Cramars cit., p. 442, sono gli unici completi e si riferiscono alla generalità dei battesimi; quelli delle altre due parrocchie, frutto delle nostre elaborazioni, considerano la sola natalità legittima ma sono indeboliti da diverse lacune. Per Rigolato mancano, o sono state escluse perché incomplete, le annualità dal 1603-1617, 1655, 1656, 1680 e 1681; a Forni Avoltri mancano i battesimi dal mese di giugno 1718 al mese di aprile 1794. Si è deciso d'utilizzare tutti i dati, anche quelli relativi ai ventenni incompleti, confidando di cogliere in questo modo almeno qualche brandello del fenomeno. L'asterisco segnale la presenza di dati incompleti. 

  43. Quest'ultima località, almeno nel Seicento, sembra caratterizzarsi, rispetto alle altre, per un'anticipazione delle partenze, segnale d'aree d'approdo in parte diverse da quelle in prevalenza praticate dai cramari delle altre località. 

  44. Nel periodo 1595-1634 a Comeglians vengono annotati 119 decessi all'estero; 298 nel 1701-1819, Ferigo, Ancora di cifre cit., pp. 163-165. 

  45. Maria moglie relitta di Mattia Tieut fu Vit, morta in Germania, all'età di 65 anni: APR, Mortuorum 1618-1701, 28.03.1648. 

  46. Nicolò figlio di Valentino de Antoni, APR, Mortuorum 1618-1701, 28.8.1657. 

  47. Tutte le indicazioni che seguono sono tratte da APR, Mortuorum 1618-1701. Nel 1695 muore a Salisburgo Giovanni olim Giacomo Gussetti, all'età di 47 anni (6.3.1695), ne accenna anche Herbert Klein, I «materialisti» della Carnia nel salisburghese, in «Ce fastu?», XXX (1954), p. 80; a Monaco di Baviera muore Giovanni Antonio olim Valentino Gussetti da Valpicetto (16.12.1664); Antonio Candone da Rigolato muore all'età di 52/53 anni a Passau (23.12.1690); Pietro olim Giovanni Volomario muore a Wels all'età di circa 41 anni (4.2.1695); Valentino olim Michele Gussetti da Ludaria muore il 19.4.1695, all'età di 40 anni circiter, «in partibus Germaniae Olhmundi», probabilmente l'attuale Olomuoc; Daniele olim Nicolò Gussetti da Magnanins muore all'età di 42 anni «in partibus Vicinis id est Mudae», l'attuale Timau (13.4.1686). Sempre dal Klein (ibidem) apprendiamo che il 18.1.1681 morì a Salisburgo, all'età di 24 anni, Ulrich Guseth che nell'inchiesta Cornaro appare assente assieme al fratello Giovanni (Valpicetto). Si tratta d'uno dei nominativi che non avevamo trovato tra i battezzati. 

  48. A Morpurgo muore nel 1657 Giovanni de Solano da Magnanins, APR, Mortuorum 1618-1701, 20.11.1657. 

  49. I punti di domanda segnalano incertezza nell'identificazione del luogo di morte. 

  50. Si contano, inoltre, tre ultrasessantenni e a un ragazzo di nove anni. In 34 casi l'età alla morte è stata ricalcolata rintracciando il rispettivo atto di battesimo mentre nei rimanenti 4 si è tenuto conto di quella indicata nel registro delle sepolture. I trentotto eventi comprendono quattro annotazioni apposte sul registro dei battesimi e una contenuta nei registri di Comeglians. L'età media dei deceduti è di 38,36 anni. 

  51. Questo elemento non va tanto connesso con l'andamento dell'emigrazione quanto, si suppone, con l'atteggiamento dei vari parroci riguardo alla registrazione di fatti diversi dalle sepolture. 

  52. Questi rapporti potrebbero essere usati per stimare approssimativamente le mancate registrazioni di decessi all'estero nel Settecento, ma il dato su cui si basano, grezzo e condizionato da elementi sconosciuti, consente solo sguardi da lontano. 

  53. Klein, op. cit., p. 80 nota 19 per Josef Guset, mentre la vicenda di Candido Vidale e dei figli è ripercorsa alle pp. 86-88. I riferimenti delle cinque annotazioni sono: - 21.01.1701, Giuseppe Gussetti, APR, Mortuorum 1618-1701; - 5.8.1749, Giovanni Antonio Romanin, fratello del notaio Leonardo, «uti ex litteris a fide dignis transmissis relatum fuit. Ejusdem cadaver tumulatum fuit in ibi ad Sanctum Joannem»; - 24.3.1752, Giovanni Giacomo D'Agaro «ibinque in cemeterio sancti Sebastiani honorificae sepultus fuit»; - 12.5.1771, Candido Vidale (APR, Mortuorum 1702-1799, alle date indicate). 

  54. Come già segnalato la morte di Giovanni Vezzil è annotata nel registro dei Battesimi; Giovanni Battista Vezzil muore l'8.10.1750, Mattia e Giacomo D'Agaro il 16.1.1758 e il 2.5.1758, rispettivamente (APR, Mortuorum 1702-1799. Di Pietro Vezzil, a parte il battesimo dell'1.4.1688 (APR, Baptizatorum 1581-1701), un intervento come padrino e uno come testimone di nozze, non sono state trovate altre tracce nei registri canonici. Rimane l'iscrizione apposta nella parete di fondo della parrocchiale dalla quale s'evince che l'altare maggiore fu costruito a spese sue e della moglie: «Altare istud propriis sumptibus construxere Dnus Petrus Wezil et Dna Elisabeth eiusdem uxor Anno. MDCCXXXXIV». I Vezzil erano ancora sicuramente attivi a Wiener Neustadt nel 1816 quando vengono «ricevuti in aprile dal Vezil di Citta Nova mediante Valentino Puschiasis e questi li primi riceuti dal Banco di Viena L. 294.12»; l'annotazione compare in un libretto di «Aministrazione delli SS.ri Eredi q.m Francesco di Corte residenti in Praga» relativo alla mansioneria di Casadorno conservato in un Archivio privato di Rigolato

  55. Nicolò D'Agaro muore il 20.4.1749 a 37 anni ed il figlio Giacomo a 9 anni il 9.6.1751; Vito Gracco muore l'8.3.1751; Antonio Candone il 23.6.1714; Gio Batta D'Agaro, come già segnalato, il 17.11.1705 (APR, Mortuorum 1702-1799, alle date indicate); la morte di Giovanni Gracco, già segnalata, è annotata nel registro dei battesimi, così come quella di Antonio Di Corte (APR, Baptizatorum 1581-1701, 9.3.1664). 

  56. Valentino Vidale muore l'8.7.1751, Mattia Di Corte il 20.6.1753 (APR, Mortuorum 1702-1799, alle date indicate). 

  57. Vale - Roja, op. cit., p. 11. C'è chi ha interpretato la richiesta come prova che «la lingua corrente nelle borgate di Rigolato era, in epoca lontana, quella tedesca» (G. Fabiani - C. Noliani, Ludaria. Noterelle storiche. Tradizioni. Canti, in «Sot la nape», XV (1963), 3-4, p. 56)) a testimonianza di come l'epoca dei cramari fosse stata completamente rimossa. 

  58. Pietro Antonio Candido viene ordinato sacerdote a Salisburgo, dove aveva compiuto gli studi, nel 1781 (Molfetta, I «cramars» di Rigolato, cit., p. 113 e p.120) ed anche il futuro vescovo di Vicenza, Gio Giuseppe Capellari, nato nel 1772, inizia gli studi all'università di Salisburgo (Vale, Roja, op. cit., p. 14). Ma ci sono indizi e sospetti che anche altri sacerdoti, come Giovanni Benvenuta, nella seconda metà del Seicento, lo «Studiosus Dominus Josephus fogl.o di m.r Zuanne o. Nicolò D'Agaro di Ludaria» (APR, Baptizatorum 1701-1764, 27.3.1704) e lo «studiosus» Nicolò Vuezil (APR, Matrimoniorum 1702-1829, 19.9.1726), futuro parroco, abbiano seguito percorsi analoghi. 

  59. Il testo riportato fa parte di una «Notta delli denari che ho datto fora sotto l'anno 1722», non firmata ma attribuibile al notaio, conservata in ASU, Notarile antico, b. 2874. Sul pellegrinaggio a Maria Luggau, ancor oggi praticato, Marina Di Ronco, Maria Luggau, sul sentiero dei pellegrini, in Manlio Michelutti (a cura di), In Guart cit., pp. 617-632, EAD., Santuari oltre i confini, in Accademia udinese di scienze lettere ed arti (a cura di), Santuari Alpini. Luoghi e itinerari religiosi nella montagna friulana (Atti del convengo di Studio, Udine, 27 settembre 1997), Udine, Arti Grafiche Friulane, 1998, pp. 101-109. A proposito di pellegrinaggi si segnala che i «Capitoli d'esser osservati dal red.o Curatto di S. Giacomo…» sottoscritti il 2 maggio 1688 da P. Giacomo Vidale contengono una clausola sul pellegrinaggio a San Floriano di Povolaro (Comeglians): «Nel obligo che tiene Rigolato et Ludaria d'andar …l votto fatto a S. floriano de Povolaro non possa cavar sollo che un Bezzo p. cadaun foco et non altri» (da copia estratta dagli atti del notaio Gio Giacomo Mirai collocata in ASU, Notarile antico, b. 2874). 

  60. Sul santuario di Heiligenblut: D. Cozzi, E. Zannier, Gli spiritaz di Clauzetto, in M. Michelutti (a cura di), Âs. Int e tjere. Il territorio dell’antica pieve di Asio, Udine, Società Filologica Friulana, 1992,pp. 492-495. Di Ronco, Santuari cit., pp. 120-125; D. Cozzi, Il sangue che cura: da Heiligenblut a Clauzetto, in Accademia udinese di scienze lettere ed arti (a cura di), Santuari alpini cit., pp 155-177. Una minuta del «pub.co convicinio di Somaroppa in concorso e radunanza di tutti gli huomini di questa cura» svoltosi nel mese di giugno 1731 da cui è stata stralciato il testo si trova in ASU, Notarile antico, b. 2875. 

  61. Candido Vidale, che abbiamo incontrato tra i morti a Salisburgo, nel suo testamento del 1767 conservato in ASU, Notarile antico, b. 3771a, inserisce un lascito di 100 ongari finalizzato a consentire di «amorosamente istruire gh'altri suoi Figli è resp.te Fra.lli minori, cioè Nicolò, Candido e Gio:Batta nella Mercanzia, o in altro genere di onesta proffessione a cui ciascheduno d'essi second la p.pria natural inclinaz. p. pigliarsi». Citazione e riferimenti sono tratti da G. L. Martina e E. Varutti, «Di tisidou a scarpelin», mobilità territoriale e flessibilità del lavoro in Val Tagliamento, in Ferigo, Formasin (a cura di), Cramars cit., p. 260. Su questi temi si rinvia al lavoro, ed alla bibliografia in esso citata, di Giorgio Ferigo, Dire per lettera… Alfabetizzazione, mobilità, scritture popolari dalla montagna friulana, in «Metodi & Ricerche», n.s., XXI (2002), 2, pp. 3-57. 

  62. L'atto è conservato in ASU, Notarile antico, b. 2875. Come si è visto Leonardo D'Agaro muore a Salisburgo nel 1742. Nel 1743 la vedova cede la sua quota della società al nipote Gio Giacomo; intervengono nell'operazione di redazione dell'inventario Vincenzo Michise e Candido Vidale e, come stimatori del suo valore, Nicolò q.m Daniel Gussetto e Zuane Di Corte. L'atto del 9.2.1743 è conservato in ASU, Notarile antico, b. 2876. 

  63. Antonio Gussetti muore il «ante tres circiter menses» dall'annotazione apposta l'1.7.1751; Giovanni Di Corte il 29.10.1751; Pietro fu Daniele Gortana il 15.09.1721; Pietro fu Leonardo Gortana il 25.11.1757; Giovanni Battista fu Nicolò Puschiasis l'8.10.1758 (APR, Mortuorum 1702-1799, alle date indicate). La presenza dei Di Corte in Moravia e Boemia è testimoniata da altri indizi. Si è già citato il libretto di «Aministrazione delli SS.ri Eredi q.m Francesco di Corte residenti in Praga» relativo alla mansioneria di Casadorno nel primo Ottocento, il quale si lega col fatto che «1773, 23 giugno - Il capitale dote della mansioneria di Cassadorno è fissato in fiorini 5000 e le messe annue saranno 234 - Il capitale stesso fu consegnato 'al sig. Paolo Canziani cittadino e negoziante nella regia città di Praga… assicurato sul fondo e signoria di Hoskau'», Vale - Roja, op. cit., p. 15. Ad «una lettera spedita da Praga dalla ditta `Heredi di Giacomo Canciani'» il 29.4.1749, conservata in ASU, Archivio Perusini, b. 121, accenna Fornasin, Ambulanti cit., p. 95. Sono infine da ricercare eventuali connessioni tra queste presenze a Praga e l'erezione, a metà Settecento, nella chiesa parrocchiale, d'un altare dedicato al «Gesù Bambino di Praga» (Emi Puschiasis, Il «Bambin di Praga», in «Sot la nape», XLIV (1992), pp. 35-39). La presenza di Gio Batta Puschiasis a Sopron/Edenburgo è documentata dal 15.5.1737, quando scrive ai suoi di non poter rientrare in quanto «ò promeso al mio Sig.r patrone a cordato il Anno intiero», ASU, Notarile antico, b 2875. Successivamente si renderà autonomo ed opererà assieme alla moglie Valentina, nata Pitocco originaria di Calgaretto. Quest'ultima, rimasta vedova, proseguirà da sola con energia e dinamismo l'attività commerciale, documentata da numerose lettere ed atti conservati in ASU, Notarile antico, b. 2874; riscontri anche in Jenö HÁZI, Soproni polgárcsaládok, 1535-1848, Budapest, Akadémiai Kiadó, 1982, p. 189: «Keresztelo Janos, materialista romano-cattolico, ottiene la cittadinanza il 17 luglio 1752. Genitori: fu Keresztelo Janos e Valentina i quali abitavano a Ludaria, nel territorio di Venezia. Nel 1754 fu condannato alla pena del pagamento di 20 fiorini, poiché aveva venduto a sconosciuti e senza autorizzazione mercurio sublimato. Fa testamento nel 1760. Nome della moglie Katalin», si ringraziano i proff. Gizella Nemeth e Adriano Papo per la traduzione. Un riferimento a Giovanni Battista Puschiasis compare anche in H. Singer, The Haydn Yearbook: Das Haydn Jahrbuch, Cardiff, University College Cardiff Press, 1962, p. 27. 

 

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