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Dalla Redenzione alla seconda Guerra Mondiale

Nel dopoguerra tornò di nuovo a Parenzo, dove si sposò con Maria Dobrillovich e dove, nel 1920, nacque il figlio Alessandro junior. Questo secondo soggiorno in Istria si concluse probabilmente poco dopo l'istituzione della Provincia di Pola (1923).

Finita la guerra potei ritornare a Parenzo dove mi sposai con Maria Dobrillovich presi parte a tutte te manifestazioni di esultanza per l'avvenuta redenzione. Fui nominato presidente del comitato per i festeggiamenti dell'annessione. Ma ben presto Parenzo ebbe a subire un'umiliazione per il trasferimento del capoluogo della provincia a Pola. La città perdeva di importanza e dovetti tornarmene a Grado, nel mio paese natio14.

Si ristabilì nuovamente a Parenzo verso la fine degli Anni Trenta, a ridosso dell'entrata in guerra, per costruire il Bagno Savoia, che, aperto nel 1940, operò per sole tre stagioni.

per insistenza dell'allora podestà Bruno Godeas ritornai a Parenzo dove costruii il "Bagno Savoia". Aperto nel 1940 ebbe la possibilità di tre sole stagioni estive però nonostante le difficoltà della guerra ebbe una clientela numerosa. Ho sempre pensato che Parenzo poteva diventare una piccola Abbazia. Venne invece la rovina con la calata degli slavi15.

Nel 1943, dopo l’armistizio, assieme a un folto gruppo di parentini venne arrestato dai partigiani titini e imprigionato a Pisino. Fu l’unico del gruppo a scampare alle foibe16.

Fui arrestato insieme a tanti numerosi patrioti. Dopo alcuni giorni di prigionia al castello di Pisino fui liberato grazie ad un frequentatore del mio bagno che credevo italianissimo e che ritrovai invece capo dei titini. Fui l'unico sopravvissuto, tutti gli altri vennero infoibati. Troppo lungo e doloroso sarebbe rievocare terribili giorni, ma dopo quella tragedia decisi già nell'ottobre del '43 di ritornare con la famiglia a Grado17.

Tornato a Grado fu arrestato e liberato dai partigiani di Terzo e Aquileia.

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