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Nell'Italia repubblicana

Nel dopoguerra, ormai ultrasessantenne, dovette reinventarsi di nuovo, partendo da zero.

Abbandonati casa e lavoro, ora doveva rifarsi nuovamente una vita. Perdute erano anche le «campagne» della moglie parentina18.

In quel contesto maturò la decisione del salto verso le montagne.

Nel 1949 si trasferì in Carnia a Rigolato dove aiutato dalla moglie e dal figlio Sandrin diede un impulso turistico al paese e un'attrezzatura moderna e confortevole all'albergo «San Giacomo». In quell'albergo era felice di accogliere gli esuli Parentini19.

Il San Giacomo occupava una costruzione nuova fiammante, realizzata dai fratelli «Gino e Guido D'Andrea, geniali costruttori edili. La loro ditta [...] lottizzò interi versanti della Costa Azzurra ed a Massa Lubrense, in Campania»20.

A metà degli Anni Cinquanta l'attivismo di Alessandro Tarlao appare travolgente.

Ma Tarlao non ha pace: pensa insistentemente alla funivia che dovrebbe raggiungere i campi di neve, vede sciamare torme di sciatori. Ha fatto infiorare tutti i davanzali delle finestre, tutto il paese è ridipinto e nuovo, ville e pensioni sorgono dappertutto. Ha dallo scorso anno movimentato il soggiorno con le gite trisettimanali che da Rigolato portano al lago di Braies ed al Grossglokner, di modo che con poca spesa tutti i villeggianti possono avere la possibilità di godere delle bellezze della stupenda regione dolomitica. I paesani guardano a lui con rispetto e gratitudine, lo sentono loro guida ed in lui apprezzano le qualità della gente giulia21.

I contatti tra Istria e Rigolato rinfocolati dall'insediamento di personaggi dalle vaste relazioni come Alessandro Tarlao, si rinnovarono imprevedibilmente anche grazie al diffondersi delle Colonie alpine in cui schiere di giovani istriani, tra i quali molti profughi o figli di profughi rifugiati a Trieste e dintorni, soggiornarono in quegli anni.

Ora sulla strada versa Sappada il «San Giacomo» signorile con i suoi ambienti e le luci smorzate accoglie gli affezionati che sempre vi ritornano. Quanti istriani vi hanno ritrovato «l'aria di casa»! Quanti, rosi dalla nostalgia, sono andati lassù a passarvi il Natale ed il Capodanno e seduti intorno al caminetto nella «sala istriana» decorata dagli stemmi delle città giuliane, hanno cantato in coro le antiche canzoni mentre piantato nella neve un grande albero di Natale illuminava la facciata dell'albergo con le sue cento luci22!

Conclusa l’avventura a Rigolato, «se ne ritornò a Grado dove diede vita a un nuovo albergo»23.

Morì nella sua città natale nel 1966.

Lo seguirono la moglie Maria nel 1973 e il figlio Alessandro nel 1986.

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Scarica questo file (Tarlao122.pdf)Note su Alessandro Tarlao. Precursore dello sviluppo turistico[1.2.2 del 26.3.2018]99 Downloads
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