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Confraternite del SS. Sacramento e di S. Pietro

Altre elencazioni settecentesche di persone s'affiancano a quelle appena commentate, in particolare due serie di tavole dei «confratelli e consorelle» «della Ve.da Conf.ta del SS.mo Sacramento eretta nella Ve.da parochial Chiesa del appostolo s.to Giacomo di Rigolato» e della «Ven.da Confra.ta dell'Appostolo S. Pietro ereta nella cappella di Givigliana»10.

La «cameranza», l'esercizio periodico delle due confraternite, aveva durata annuale con inizio e termine «il giorno della dedicacione», ovvero «il giorno della sagra»11; ogni anno veniva eletto un nuovo cameraro il quale oltre a stendere la «tavola» dei confratelli e consorelle s'occupava dell'amministrazione e dalla redazione del bilancio consuntivo. Una sintesi di quest'ultimo veniva trascritta su un registro «bollato», soggetto a vigilanza e revisione da parte dell'autorità civile.

Nel corso del '700 il numero di aderenti, stando a questa fonte, si mantiene sempre elevato; nei 57 esercizi compresi tra il 1723/24 e il 1779/80 la Confraternita del SS. Sacramento ne raccoglie mediamente 217 (75 maschi e 142 femmine), corrispondenti al 27/30% d'una popolazione presumibilmente oscillante tra 700 e 800 abitanti (Tab. 5).

Nel 1736 gli iscritti alle confraternita del SS. Sacramento corrispondono al 29,7% della popolazione complessiva, ed in alcune località, come Valpicetto e Rigolato, toccano livelli ancora più elevati (41,6% e 35,5%, rispettivamente); la confraternita di San Pietro raccoglie solo il 16,8% degli abitanti, ma a Givigliana quasi uno su due (45%) ne fa parte. Restringendo lo sguardo alle anime da comunione le incidenze salgono, per la confraternita del SS. Sacramento, fino ad oltre il 42%, con picchi del 62,6% a Valpicetto e Magnanins e del 50,8% a Rigolato; il 58,5% delle anime da comunione di Givigliana partecipa alla confraternita di San Pietro (Tab. 6)12.

I confratelli del SS. Sacramento fanno principalmente capo a nuclei coniugali rappresentati dalle mogli (se spezzati, dalle vedove) o da ambedue i coniugi; i singoli non coniugati sono in maggioranza adulti d'età superiore ai 30 anni; più in particolare si caratterizzano per essere (Tab. 7):

  • «anime da comunione» in maggioranza di sesso femminile (64,3%), sposate (32,6%) o vedove (19,9%); anche i maschi (35,7%) sono in larga maggioranza sposati; nubili e celibi pesano complessivamente solo il 16,7%, contro il 22,2% di vedovi e vedove e il 61,1% dei coniugati.
  • per lo più adulti appartenenti a fasce d'età medio-anziane; ciascuna delle tre classi quinquennali collocate tra 45 e 59 anni compiuti incide sul totale per oltre il 10% (il massimo di 15,8% cade nella fascia 45-49).

Questo quadro, nonostante qualche piccola variazione, si riproduce anche nella confraternita di San Pietro13.

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Scarica questo file (Vuezil2.pdf)Rigolato 1741. La canonica del reverendo Nicolò Vuezil e le anime delle ville[Metodi e Ricerche, ns, XXVIII, 1 (gen-giu 2009)]341 Downloads
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