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Struttura della popolazione al 31.12.1741

Il risultato finale del lavorio analiticamente illustrato è stato, infine, condensato nelle Tab. 15 e Tab. 1619 e rappresentato graficamente nella Fig. 1.

 

Rigolato 31.12.1741: struttura della popolazione per età, sesso e stato civile

 

Nel 1741 le fasce estreme, infantili-giovanili (00-14) ed anziane (65-ω) mostrano incidenze inferiori a quelle del 1799 (29,2% contro 30,8% e 5,8% contro 8,1%, rispettivamente) e una diversa composizione, che emerge soprattutto nella fascia iniziale (00-04). Le fasce intermedie (15-39 e 40-64) pesano, viceversa, di più, soprattutto per merito delle femmine (21,3% e 15,4% contro 18,8% e 14,6%).

Queste ultime si caratterizzano anche per una maggiore numerosità di vedove (8,6% contro 7,1%) e nubili (33,3% contro 28,9%); un andamento in parte diverso, in particolare per il minor peso dei celibi, si nota tra i maschi.

Età media e mediana variano complessivamente di poco passando, in sessant'anni, da 30,1 a 30,5 e da 26,7 a 27,0 rispettivamente. Ma mentre per le femmine questo corrisponde ad un aumento, da 30,7 a 32,3 dell'età media e da 27,4 a 29,5 di quella mediana, per i maschi s'assiste a un andamento opposto con l'età media che scende da 29,3 a 28,4 e quella mediana da 25,3 a 24,4 (Tab. 17).

Nel 1741 a fronte di 100 giovani d'età inferiore a 15 anni si hanno oltre 19 anziani mentre nel 1799 questi salgono a 26 (Tab. 18, indice di vecchiaia).

Il minor peso delle fasce d'età estreme rispetto alla popolazione complessiva si riflette nell'indice demografico di dipendenza; nel 1741 a fronte di 100 persone in età attiva ce ne sono 53,4 in condizione di dipendenza contro le 63,7 del 1799.

Gli indici di struttura e di ricambio della popolazione attiva, che misurano il grado d'invecchiamento delle fasce centrali della popolazione e il rapporto tra le generazioni che presumibilmente stanno per abbandonare ed intraprendere l'attività lavorativa, s'attestano su livelli inferiori, ma non molto lontani, a quelli di fine secolo.

L'esiguità della prima classe d'età influisce anche sull'indice di carico di figli per donna feconda; nel 1741 a fronte di cento donne in età riproduttiva (15-44 anni) ci sono solo 39 bambini contro ai quasi 57 di fine secolo.

Rispetto alla fine del secolo le femmine sembrano sposarsi ad un'età più tarda (26 anni contro 23,4) al contrario dei maschi (27 contro 28,7 anni); il divario tra i sessi nell'età d'accesso al matrimonio è di un solo anno (contro cinque); celibato e nubilato definitivi s'aggirano su livelli più elevati, toccando all'incirca un decimo dei maschi e un quarto delle femmine (Tab. Tab. 19)20.

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Scarica questo file (Vuezil2.pdf)Rigolato 1741. La canonica del reverendo Nicolò Vuezil e le anime delle ville[Metodi e Ricerche, ns, XXVIII, 1 (gen-giu 2009)]341 Downloads
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