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Fecondità a metà Settecento

Nella Tab. 26 si espongono i tassi specifici di fecondità al 31.12.1741, calcolati, analogamente ai decessi, sulla media degli eventi del quinquennio 1739-43 mentre nella Tab. 27 si propone un confronto con l'andamento di fine secolo, limitato, vista l'irrilevanza della fecondità illegittima, ai tassi specifici complessivi (media delle nascite 1797-1801), dal quale si desume un incremento esteso su quasi tutte le fasce d'età; il tasso di fecondità totale (TFT) del momento s'aggira intorno ai 3,9 figli per donna nel 1741 per salire a 5 nel 1799.

La distribuzione delle nascite rimane sostanzialmente molto simile con circa il 40% della discendenza complessiva messa al mondo, sia nel 1741 che nel 1799, entro i trenta anni d'età delle madri e l'82% entro i quaranta anni.

Anche il confronto dei tassi generici di fecondità standardizzati indirettamente, in modo da neutralizzare l'effetto della composizione d'età (indici di Princeton, calcolati con riferimento alla fecondità delle donne hutterite), evidenzia valori di fecondità e nuzialità (indice Im) più moderati nel 1741 rispetto al 1799 (Tab. 28).

Ragionando per assurdo, ovvero postulando che la fecondità e la sopravvivenza riscontrate alla fine del 1741 corrispondano a quelle tipiche d'una popolazione stabile26, si è voluto calcolare il relativo tasso d'incremento intrinseco (Tab. 29)27 e determinarne la struttura (Tab. 30).

Il tasso d'incremento appare, almeno in parte, inatteso sia per il segno, negativo, che per la sua modestia (-1,8‰, col tasso di natalità collocato al 27,4‰ e quello di mortalità al 29,2‰), tanto che popolazione stabile e stazionaria divergono complessivamente per sole due unità (35 contro 37).

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Scarica questo file (Vuezil2.pdf)Rigolato 1741. La canonica del reverendo Nicolò Vuezil e le anime delle ville[Metodi e Ricerche, ns, XXVIII, 1 (gen-giu 2009)]331 Downloads
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