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Anagrafi venete e mortalità

Le «Anagrafi venete»28, intermedie rispetto agli estremi sin qui considerati, suddividono la popolazione per sesso e, limitatamente ai maschi, per grandi gruppi d'età. Si è voluto stimare, appigliandosi a questi elementi, la ripartizione per età della componente femminile procedendo in sequenza a:

  • quantificare empiricamente, dal registro sepolture, col metodo delle «generazioni estinte»29, la consistenza dell'ultima classe d'età femminile;
  • determinare l'ammontare della prima classe d'età (0-13), in maniera differenziata, a seconda della qualità dei dati disponibili, col metodo delle generazioni estinte e con presunzioni30;
  • dedurre, per differenza, il valore del raggruppamento centrale.

I risultati della stima sono riassunti nella Tab. Tab. 3431.

Nel 1741 gli indici d'invecchiamento e di vecchiaia32 ottenuti, o riproposti, in base alla nuova ripartizione d'età (tralasciati i riferimenti al 1766, vistosamente anomali), evidenziano valori posizionati, per i maschi, ai livelli più bassi, spia d'una probabile sottostima di ultrasessantenni (Tab. 35).

È possibile sfruttare, con qualche elemento aggiuntivo, la ripartizione della popolazione in grandi gruppi d'età per accedere ad alcuni modelli di mortalità. Nella Tab. 36 sono esposti i decessi medi utilizzati per calcolare i tassi specifici di mortalità, le probabilità di morte e i sopravviventi alle date di riferimento dei dati censuari esposti nella tabella successiva (Tab. 37)33.

Tassi e probabilità di morte scontano le deficienze sia dei dati censuari (nel loro complesso e nelle singole suddivisioni) sia dei decessi (in alcuni anni la mortalità infantile/giovanile appare sottoregistata), nonché della parziale aleatorietà dell'ipotesi adottata per ripartire la popolazione femminile. Per quanto riguarda il 1766 emerge chiaramente l'assoluta incoerenza e inattendibilità dei dati relativi ai decessi, più ancora di quelli sulla popolazione, il cui rapporto esprime tassi e probabilità irrealistici (che, tuttavia, proprio per questo, vengono evidenziati)34.

Ma è su questa base che si tenterà di pervenire, utilizzando la funzione relazionale di W. Brass35, a tavole di mortalità del momento. Poiché i risultati ottenibili in questo modo sono influenzati dalla scelta dello standard di riferimento, al modello generale proposto da Brass se n'è affiancato un altro più aderente (nelle intenzioni) al contesto, costituito dalla tavola di mortalità realizzata, col metodo dei decessi generalizzato, sulla base degli eventi registrati a Rigolato nel periodo 1775-99 (Tab. 38)36.

Nella Tab. 39 sono esposti i dati salienti delle tavole di mortalità del momento elaborate in base ai due diversi standard di riferimento.

Limitando lo sguardo alla speranza di vita alla nascita emergono serie di valori particolarmente vicine37. Il 1771 si caratterizza per un e0 basso, inferiore di oltre 14 anni rispetto al 1799, probabile effetto d'una mortalità accentuata in tutte le fasce d'età (la più elevata tra quelle considerate) amplificata da un dato censuario (il denominatore del rapporto) forse carente per difetto.

Pur concordando nel valore della speranza di vita alla nascita i due modelli delineano andamenti diversi, soprattutto nelle classi estreme; secondo lo standard rigolatese le probabilità di morte sono più moderate nelle età iniziali e più accentuate in quelle finali (la generazione si estingue prima)38.

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Scarica questo file (Vuezil2.pdf)Rigolato 1741. La canonica del reverendo Nicolò Vuezil e le anime delle ville[Metodi e Ricerche, ns, XXVIII, 1 (gen-giu 2009)]351 Downloads
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