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Mortalità nell'alta Val di Gorto a fine Settecento

La speranza di vita alla nascita rilevata nell'anno 1799 (36,7 anni - Tab. 39) non è molto lontana da quella del 1741 (35 anni per le femmine e 33,95 per i maschi - Tab. 21 e Tab. 22), e neppure da quella, stimata con modelli di proiezione inversa, media dell'intera Carnia nell'ultimo quarto del Settecento (37,51)39.

Alla ricerca di confronti più ravvicinati, partendo dalle Anagrafi venete, s'è allargato lo sguardo sulle parrocchie confinanti di San Giorgio (Comeglians) e San Giovanni Battista (Forni Avoltri).

La documentazione utilizzata per Comeglians è costituita dalla banca dati, più volte citata, creata da Giorgio Ferigo a supporto dei suoi studi di demografia storica40.

Nel caso di Forni Avoltri la ricerca è ostacolata dalla perdita d'un registro di battesimi (che ha prodotto un «buco» esteso dalla metà di giugno 1718 al mese d'aprile 1794). La perdita sarebbe stata ben più pesante se i parroci non fossero stati diligenti nell'annotazione delle sepolture. Pre' Pietro Brunasso da Sigilletto, in particolare, a capo della cura dall'agosto 1769 all'agosto 1793, ha indicato sistematicamente, con approssimazioni che si percepiscono buone, l'età dei deceduti e non ha trascurato infanti e bambini41, tanto che, sulla base dei 843 decessi registrati nel periodo 1765-1799, è stato possibile costruire la tavola di mortalità esposta in Tab. 4042.

Ci vengono così restituite una speranza di vita alla nascita di 30,2 anni, inferiore per circa 3,5 anni rispetto a quella calcolata per Rigolato sulla base dei decessi 1775-99 e una mortalità che, a parte il primo anno, come testimonia la curva dei sopravviventi costantemente più bassa, sembra più elevata in tutte le classi d'età (Fig. 2)43.

 

Curva dei sopravviventi secondo le tavole di mortalità costruite in base ai decessi 1775-99 (Rigolato) e 1765-99 (Forni Avoltri)

 

A Comeglians la vita media nel corso del '700 s'attesta sui 29,3 anni per le femmine e 27,4 per i maschi44.

Nella Tab. 41 sono riassunti i dati relativi alla popolazione delle tre località secondo le Anagrafi del 1766, 1771 e 1790.

I maggiori dubbi, del resto già segnalati, riguardano proprio Rigolato, che evidenzia un rapporto di mascolinità decisamente improbabile nel 1766 (60,2%) e ancora basso, rispetto alle altre parrocchie, nel 1771 (79,1%). I dati di Comeglians e Forni Avoltri appaiono più equilibrati; nel 1766 in ambedue le località i maschi costituiscono circa il 48% della popolazione ed il peso della fascia centrale s'aggira sul 31%, mentre si nota una diversa distribuzione nelle fasce estreme, con un peso maggiore dei giovani a Comeglians. Nel 1771 in entrambe le località si verifica una contrazione del rapporto di mascolinità. A Comeglians la modesta crescita della popolazione complessiva (+14 persone in cinque anni) è tutta da attribuire alla componente femminile che s'incrementa di 22 unità (mentre i maschi diminuiscono di 8). A Forni Avoltri la popolazione decresce di ben 34 unità, ma il numero dei maschi varia solo nella fascia centrale (-28) quasi a testimoniare una stesura sbrigativa, a tavolino, dei prospetti statistici.

Per ripartire la popolazione femminile in fasce d'età s'è proceduto in maniera simile, anche se non identica, a quella già vista per Rigolato:

  • In ambedue le località la consistenza delle femmine con più di 60 anni è stata determinata empiricamente in base ai decessi (generazioni estinte).
  • La quantità di femmine con età 0-13 nel caso di Comeglians corrisponde alle coorti annuali di nate nel 1753-1766 e 1758-71 decurtate dalle perdite, nominativamente individuate, intervenute fino alle varie date di riferimento. Relativamente a Forni Avoltri, vista l'indisponibilità del registro dei battesimi, la consistenza di questa fascia d'età è stata dedotta ipotizzando un rapporto di mascolinità del 105%, uguale a quello accertato tra i deceduti con età 0-13 anni nel periodo 1765-99.
  • La fascia centrale è stata infine, in ambedue i casi, desunta per differenza ed il prodotto di stime e presunzioni riassunto nella Tab. 42.

Il quadro complessivo in tal modo ottenuto non è esente da dubbi sollecitati, specie nel 1766, da rapporti di mascolinità improbabili nelle fasce centrali, ma pare sufficientemente coerente.

I decessi medi riscontrati nei vari trienni centrati sull'anno di riferimento, le conseguenti probabilità di morte e i sopravviventi, suddivisi per località, sono esposti nella Tab. 43 e nella Tab. 44.

A dispetto di consistenze demografiche non molto difformi, i decessi di Rigolato si collocano, sia in termini assoluti che relativi, su livelli decisamente meno elevati rispetto a quelli delle due parrocchie confinanti. Tralasciando l'anomalo 1766, nel 1771 e nel 1790 i tassi di mortalità fotografano congiunture decisamente negative a Forni Avoltri (con tassi generici del 43,8‰ e 47,3‰) e a Comeglians (40,4‰ e 45,7‰, rispettivamente) mentre a Rigolato sembrano operare tendenze più moderate (con tassi generici del 32,8 e 26,1‰).

Le tavole di mortalità del momento restituiscono un quadro generale di sofferenza demografica con speranze di vita alla nascita ridottissime, che toccano il minimo a Forni Avoltri, dove scendono addirittura su livelli prossimi a dieci anni nel 1771 e inferiori a quindici nel 1790 (Tab. 45).

A livello complessivo (alta Val di Gorto) la speranza di vita alla nascita s'aggira sui 16 anni nel 1771 e sui 20 nel 1790, valori inferiori di 5 anni e 10 anni rispetto a quelli di Rigolato.

Tanta diversità potrebbe forse essere stata accentuata da una sottostima della popolazione più marcata a Comeglians e a Forni Avoltri rispetto a Rigolato, ma conserva una base reale, costituita dal numero di decessi particolarmente elevato. Rimane da quantificare il peso degli elementi casuali e sporadici, legati, per esempio, a ben circoscritte e sfalsate micro-epidemie, magari di vaiolo, e quello, invece, riconducibile a comportamenti demografici strutturalmente diversi.

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