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Parrocchia e Comune

Dalla sua istituzione, avvenuta nella seconda metà del XV secolo, ai nostri giorni vi è sempre stata una sovrapposizione pressoché perfetta tra il territorio della parrocchia di San Giacomo di Rigolato1 e quello delle ville ad essa soggette, che a un certo punto, aggregate, formarono la Comune di Rigolato.

Questa ininterrotta stabilità e univocità territoriale è stata appena intaccata da due lievi incrinature:

  • la malga di Tuglia, benedetta dal parroco di Rigolato benché ubicata nel territorio di Forni Avoltri2;
  • una certa promiscuità di poteri con la confinante parrocchia di San Giorgio (Comegliàns) riguardo a Valpicetto, risalente alle origini e protrattasi per oltre tre secoli e mezzo3.

Dopo la caduta della Repubblica di Venezia (1797 - trattato di Campoformido), della quale, a partire dal 1420, la Carnia e gran parte del Friuli avevano fatto costantemente parte, finita l’occupazione napoleonica (marzo 1797-gennaio 1798), gli Austriaci s’erano affrettati a riconfermare gli antichi ordinamenti amministrativi. 4

L’anno 1800 s’apre, quindi, senza che, almeno formalmente, nulla sia cambiato rispetto al passato nella struttura amministrativa, particolarmente in quella locale. Benché il Comune di Rigolato5 nell’accezione odierna non esista ancora, in quanto ciascuna delle sue attuali frazioni (parti, appunto), mantiene la propria autonomia, fa comune a sé, adotteremo ugualmente questa espressione per riferirci sinteticamente «all’universalità delle ville».

Il territorio del comune così definito, s’estende per 29,37 Kmq6 lungo la valle in cui scorre, incassato, l’alto corso del torrente Degano, nel tratto compreso tra Forni Avoltri, verso Nord, e Comegliàns, verso Sud. I confini, una volta risaliti i versanti montagnosi che s’innalzano, appena addolciti da alcuni terrazzamenti ora più ora meno pronunciati, dalle sponde del Degano, seguono, in alto, gli spartiacque dei monti Neval/Crostis (m. 2250) - Forca di Plumbs (m. 1976) - Monte Biochia (m. 1753), a sinistra, e Talm (m. 1728) – Pleros (m. 2314), a destra.

I sette maggiori insediamenti abitativi, collocati ad un’altitudine compresa tra i 760 e i sul livello del mare7, sono: Ludaria (m. 850), Rigolato (m. 760), Magnanins (m. 760) e Valpicetto (m. 759), alla destra, e Givigliana (m. 1120), Vuezzis (m. 889), Gracco (m. 760), alla sinistra del Degano. Accanto a queste esistono diverse altre località minori che in più occasioni svolsero ruoli autonomi anche, nel contesto considerato, d’un certo rilievo; tra queste ricordiamo: Casadorno (m. 935), Pontaria (m. 965), Ricciol (885), Tors (m. 867), Sglinghin (m. 690), Stalis (m. 876), Soclap (m. 713).

La strada cosiddetta di San Candido, nel tracciato pensato e voluto (non molti anni prima, nel 1762) dai Veneziani come alternativa alla Pontebbana, benché ormai declassata al rango d’arteria locale, costituisce, per gli abitanti di Rigolato e di tutta la vallata, l’asse principale di comunicazione con l’esterno.8

Essa, che ancora nel 1809 risulta «percorribile durante tutto l’anno dai carri del paese», costeggia a sinistra il torrente Degano «fin sotto Valpicetto, dove passa su un ponte di legno largo da 2 a 3 metri e lungo all’incirca 30; in seguito costeggiando la riva destra, arriva al villaggio di Rigolato», per poi, di nuovo, «attraversare il torrente su un ponte di legno coperto, chiamato dell’Ansi, dove, continuando sulla sinistra del torrente, conduce a Sighiletto; qui attraversa un piccolo torrente su un ponte di pietra; e da questo luogo conduce a Forni-Voltri».

S’impiegano 8 ore per arrivarci da Tolmezzo, «da Tolmezzo a Villa di Villa Ore 2; da Villa di Villa a Regolato 6», 4 per raggiungere Sappada, «da Regolato a Forni-Voltri, 1 e ½, da Forni-Voltri a Villa-grande Sapada 2 e ½», e ben 16 ore e ½ per il passo di Monte Croce di Comelico.9

Il tracciato, rimasto immutato fino agli inizi del '900, ci viene descritto anche da Giovanni Marinelli nella «Guida della Carnia»:

Partendo da Comeglians si sale circa per ¼ d’ora per discendere poi a passare il rio Margò 50 m. più in basso (560 m. circa) e salire per rampa molto ripida per cavalli circa 90 metri, portandosi a Mieli di Sotto (circa ¾ d’ora), d’onde si staccano i sentieri di Tualis e di Collina. Da Mieli, discendendo rapidamente la strada porta in ¼ d’ora, al cosiddetto ponte di Lapolet (556 m.), dal quale un altro erto tronco di strada in ½ ora conduce a Magnanins (760 m.) e da qui in ¼ d’ora a Rigolato (da Comeglians Km 7,2)10.

Da Comeglians a Rigolato erano necessari, quindi, un’ora e tre quarti di cammino, mentre da Villa Santina, secondo la stessa fonte, 5 ore.

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Scarica questo file (Rigolato.pdf)La popolazione di Rigolato agli inizi del XIX secolo[Metodi e Ricerche, ns, XXVI, 1 (gen-giu 2007)]370 Downloads
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