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Fonti

Per effetto della sovrapposizione e stabilità territoriali ricordate all’inizio, sia i libri canonici dei sacramenti di battesimo, di matrimonio e d’estrema unzione/sepoltura, sia i nascenti registri anagrafici di nascita, matrimonio e morte fanno riferimento alla medesima comunità. Tale uniformità, una volta scontate le diversità intrinsecamente legate alla loro natura, agevola i confronti e gli intrecci tra le due tipologie di dati.11

Per quanto riguarda l’anno 1800, dal quale abbiamo deciso di far partire la nostra analisi, i dati disponibili provengono ancora esclusivamente dai registri canonici, benché ci si trovi praticamente a ridosso dell’istituzione della prima anagrafe civile12.

Nel corso del presente lavoro le fonti di provenienza ecclesiastica sono state sistematicamente utilizzate, da sole o congiuntamente con quelle civili, fino all’anno 1829, dopodiché sono state privilegiate queste ultime sia perché, superati i tempi di rodaggio, appaiono definitivamente assimilate, consolidate e standardizzate nella forma, e, per questo, più maneggevoli, sia per la loro (relativa) maggior ricchezza di dati.

Non conosciamo fonti dalle quali desumere il numero complessivo degli abitanti delle ville del comune di Rigolato al 31 dicembre 1799.13 Alcune rilevazioni risalenti al periodo immediatamente precedente (ultimi decenni del 1700) ed altre a quello immediatamente successivo (1802, 1805 e 1807), rendono plausibile una stima compresa tra le 800 e le 850 unità. Quand’anche conoscessimo questo dato nel suo esatto ammontare, magari scomposto per sesso, rimarrebbero pur sempre ancora sconosciuti elementi strutturali di fondo come la distribuzione degli abitanti per classi d’età e stato civile.

Per ovviare a questa mancanza abbiamo ricostruito a tavolino la consistenza complessiva della popolazione, intesa come sommatoria di persone residenti nel comune di Rigolato al 31.12.1799, ivi nate o immigrate, singolarmente e nominativamente individuate negli eventi biografici fondamentali (nascita, morte, eventuale matrimonio, ecc.), possibilmente collocate all’interno delle famiglie «biologiche» d’origine e di destinazione. Questo mediante attenti, minuti, artigianali confronti, incroci e selezioni a loro volta basate su un coacervo di successive scomposizioni, delimitazioni, esclusioni e ricomposizioni, dei dati relativi al periodo 1700-1871.

Di particolare aiuto ci sono stati i due «ruoli della popolazione»14, istituiti l’uno nel 1833 e l’altro nel 1850, che, oltre a coprire interamente gli eventi demografici del periodo 1833-1870, hanno consentito d’intercettare i membri delle coorti di nati nel Settecento sopravviventi e residenti nel comune al 31.12.1833.

Relativamente alle sole località di Magnanins e Valpicetto abbiamo, inoltre, reperito gli antenati di questi registri, ovvero il primo ruolo della popolazione, impiantato nel 181115, formato da «fogli di casa» contenenti i dati anagrafici dei membri dell’aggregato domestico insediato in ciascun fabbricato, oltre ad altre annotazioni, per noi d’estremo interesse, relative all’immigrazione, emigrazione, assenza, morte dei vari componenti.

Quanto esporremo non si basa, quindi, su un’unica fonte, ma sull’integrazione di tutte quelle a disposizione16.

Abbiamo tenuto conto delle ormai collaudate tecniche di ricostruzione nominativa delle famiglie, ma con l’obiettivo, vista la quantità e, soprattutto, la qualità dei dati disponibili, pressoché esenti da quelle rilevanti deficienze, come la sistematica sottoregistrazione dei decessi infantili, ancora diffuse in periodi appena antecedenti, di tentare una ricostruzione «totale» della popolazione, comprensiva dei flussi migratori.

Per colmare i vuoti dovuti all’incompletezza dei dati (come, per esempio, la mancanza della data di nascita o di matrimonio, eventualità abbastanza comune in presenza d’immigrati e di matrimoni celebrati fuori parrocchia, oppure quella d’immigrazione o emigrazione) talvolta questi sono stati integrati in base a congetture e presunzioni il più possibile caute, che illustreremo in seguito.

Una ricostruzione della popolazione «completa», «esatta», totale e definitiva, rimane in qualche misura una chimera perfino ai giorni nostri, anche in assenza di particolari deficienze nelle fonti. Distinzioni come quelle tra «popolazione presente» e «popolazione residente», «nati vivi» e «nati morti», oppure emigrazione «temporanea», «stagionale» e «definitiva», per quanto concettualmente ben definite, portano inevitabilmente con sé, quando vengono calate nella realtà, un certo grado d’approssimazione.

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Scarica questo file (Rigolato.pdf)La popolazione di Rigolato agli inizi del XIX secolo[Metodi e Ricerche, ns, XXVI, 1 (gen-giu 2007)]340 Downloads
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