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L'inventario di Nicolò Gussetti

L'inchiesta Cornaro (1679) segnala come assenti tre fratelli, figli del fu Nicolò olim Leonardo Gussetti, residenti a Magnanins9:

  • Lonardo (29.11.1640 - 8.5.1699);
  • Daniele (3.10.1643 - 13.4.1686) e
  • Zuane (14.12.1658 - 27.8.1714).

In quel momento solo Leonardo e Daniele sono ammogliati. A Daniele, che nel 1670 aveva sposato Agata, figlia di Giovanni Vidale da Valpicetto, erano già nati Nicolò (30.3.1676 - 10.3.1747) e Maria (n. 11.5.1679, nel 1694 sposerà Pietro di Gio Batta Danielis da Forni Avoltri), qualche anno dopo (23.3.1682) nascerà Leonardo.

I fratelli Nicolò e Leonardo, figli di Daniele fu Nicolò olim Leonardo, seguiranno, con buona fortuna economica, le orme del padre e dello zio, operando soprattutto nel Salisburghese dove, nel 1729, otterranno, per sé ed eredi, il diritto di risiedere. Ad un certo punto «ciascuno di essi fondò una bottega, che servì loro anche da negozio di vendita. Questi due negozi sono i germi delle più vecchie ed oggi ancor fiorenti drogherie di Salisburgo»10.

Il passaggio generazionale dell'impresa avviata da Nicolò naufragò per la morte, ravvicinata, di ambedue i figli maschi (Riquadro 4).

La famiglia di Nicolò Gussetti

 

Così «nel 1740, il vecchio genitore Nicolò, dato che non aveva eredi naturali, fece istanza presso il Consiglio Aulico di poter consegnare il suo negozio di droghe ad uno dei parenti, cioè al cugino e compaesano Pietro Candon, allora contabile presso la bottega di spezierie salisburghese di Christian Bauernfeind (anche questa ditta esiste tuttora)»11.

Benché l'autorizzazione venisse in un primo tempo concessa, egli dovette rinunciare, cedendo alle pressioni dei concorrenti tedeschi. «Così Nicolò Gussetti vendette nel 1741, sia la licenza che il deposito di merci, al commerciante di spezie Johan Franz Jenner e ritornò l'anno seguente alla sua patria friulana»12.

In patria Nicolò non aveva perso tempo; già il 23 settembre del 1738, ricco di beni e crediti, ma scarso di liquidità, aveva rivolto alla giustizia tolmezzina un'istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo, ovvero «alla cessione dei beni med.mi al concorso dei creditori»:

Comparse il sig.r Nicolò Gusetti q. Daniele di Magnanins, e espose che mancatogli li due figli che aveva non può ora ch'è ridotto all'ettà d'anni 64 e che le tante disgrazie sofferte opperano la disposizione del suo capital di Negotio pagar i suoi debiti col danaro che non gl'è rimasto. Come però egli brama di sodisfarli con ciò che può vale dire con Beni, che ne hà, cosi instò d'eser admesso alla cessione dei beni med.mi al concorso dei creditori, onde abbiano a ritraere il dovuto pagamento, ed in sequella implorò la concessione dell'edditto de more, ed tall'effetto offerendo egli di nottificar dentro del termine prescritto dallo statuto l'inventario giurato dei beni accenati…13

L'istanza venne immediatamente accolta e diffusa con «pubblico editto d'esser pubblicato sopra le scalle del Commun Palazzo di questa Terra che sopra la Piazza della Villa di Magnanins» nel quale si precisava che «e stato admesso il sig.r Nicolò Gussetti q.m Daniele della sud.ta Villa a far cesson delli suoi beni in mano della Giustizia».

I creditori dovevano «nel termine della legge periscritto a darsi in notta, col presentar li loro fondam.ti, aff.che dalla Giustizia li vengi assignato il loro pagamento secondo la di loro ancianità … li renitenti resterano esclusi d'ogni pretencione…».

Già il giorno successivo Nicolò depositava «l'inventario da lui fatto di tutta la di lui facolta beni qui in Italia si de debiti che de' crediti nessuno eccetuatto» al quale premetteva la seguente descrizione:

Cesione di benni e casse et crediti d'Italia appar inventario giuratto acio tutti li miej mercanti in Venetia et altri creditori vengano a pagam.to del loro avere stante io non ò poduto trovar conperatori che acetano per contanti mediante la cosi granda suma che portano detti beni e casse.

L'inventario si presenta suddiviso in 5 sezioni:

  • «effetti quivi in patria del Sig.r Nicolò q.m Danielle Gusetto di Magnanins»: - elenco dei beni immobili appartenenti alla sfera personale, di piena proprietà di Nicolò (senza alcuna valorizzazione), più un livello, risalente al 1714, verso i nobili Giovanni Andrea e Giacomo Eustachio Gussetti;
  • «effetti in comunione con li nipoti fig.li del q.m fu sig.r Leonardo fratt.lo»: - elenco dei beni immobili detenuti in comunione con i nipoti (questa volta valorizzati), provenienti dall'attività commerciale;
  • «livelli e crediti»: - n. 79 crediti, alcuni dei quali non valorizzati;
  • «Altri Crediti insolidum con li antedetti Nepotti dell'ingionta natura»: - n. 166 crediti, non tutti valorizzati, risalenti per lo più al periodo 1671-1700 e quindi ereditati od acquistati;
  • «Debiti»: - 15 posizioni debitorie, di cui 13 valorizzate, relative a 11 creditori.

L'inventario, esclusi gl'immobili personali e l'azienda di Salisburgo, evidenzia un patrimonio netto «contabile» di circa 9.600 lire (Tabella 2); valore che, preso per buono, non giustifica la decisione di ricorrere al concordato preventivo e non pare nemmeno tale da poter scoraggiare eventuali comperatori.

Risultanze inventario Nicolò Gussetti

 

Ma esso fotografa una situazione già semplificata, bloccata e senza prospettiva di continuità, un residuo dell'azienda in funzionamento. L'assenza di liquidità ne è una spia: tutto quello che poteva essere convertito in denaro è già stato incassato e, presumibilmente, utilizzato a parziale copertura dei debiti. Residuano beni immobili e crediti, difficilmente trasformabili in contante in tempi ragionevoli senza perdite consistenti, e il problema di come «pagar i suoi debiti col danaro che non gl'è rimasto». Si spiega così l'impossibilità di «trovar conperatori che acetano per contanti mediante la cosi granda suma che portano detti beni e casse».

Il concordato è volto a chiudere definitivamente i conti limitando il rischio di perdite ulteriori, tali da compromettere anche la parte di patrimonio non valorizzata o non inventariata, formata dagli immobili personali e dall'azienda estera.

A fonti di finanziamento limitate nel numero e rilevanti nei valori, costituite principalmente da debiti commerciali verso mercanti veneziani, corrispondono impieghi polverizzati in una miriade di crediti. Questi hanno perso, se mai l'avevano avuta, l'originaria natura commerciale, legata al ciclo acquisto/vendita, e assunto un carattere finanziario, con scadenze protratte nel tempo a fronte di remunerazioni periodiche (interessi) e di garanzie su beni immobili.

Ma gl'impieghi finanziari dovevano, si suppone, costituire una parte accessoria a quella ordinaria, commerciale, dell'attività; quest'ultima, che generava la parte più consistente dei flussi d'entrata, non ha lasciato tracce evidenti nell'attivo, in parte perché già realizzata, trasformata in denaro, ed in parte perché collocata a Salisburgo, dove operava il punto di vendita e giacevano, in deposito, le scorte di merci.

Sopravvivevano debiti commerciali, verso «li miej mercanti in Venetia», per oltre il 79% concentrati in sole tre posizioni (Tabella 3).

Tra queste spicca quella verso «il Sig.r Lorenzo Maria Musitelli e compagni di Venetia» il quale «D[eve] H[ave]re L. 46.101, di queste si batte il tre p[er] cento solito, L. 1.383, più si batono L. 33.888 s. 16 mandatoli come loro conto corente, restano L. 10.829 s. 15», pari alla metà dell'intero indebitamento. L'entità degli importi già pagati (L. 33.888) fa intuire l'opera di pulizia, di riscossione dei crediti esigibili, svolta da Nicolò prima di chiedere il concordato.

Inventario dei debiti Nicolò Gussetti

 

Gli eredi Silvestrini, Filippo Ongerotti (Ongaratti) e Giacomo Menegatti, sono Spezieri da medicina cui fanno capo le insegne veneziane «Alla Testa d'Oro», «Cedro Imperiale» e «Della Madonna», in prima fila nel commercio dei prodotti che abbiamo già incontrato analizzando gli acquisti di Mattia Benvenuta14.

Non mancano, ma sono residuali, alcuni finanziatori locali come gli eredi di Biagio di Corte da Rigolato e Giovanni e Giorgio Mazzillis da Tualis.

Gl'impieghi in crediti, sintetizzati, in base all'anzianità, nella Tabella 4, si presentano suddivisi tra livelli (66,4%), a loro volta ripartiti tra sentenziati (21,5%) e non (44,8%), e altri crediti (33,6%), parte dei quali derivanti da inclusioni (8,3%)15.

Mentre gli Altri crediti sono tutti temporalmente definiti, per il 63,9% (in termini di valore) dei livelli manca ogni riferimento al momento d'erogazione; si ha comunque l'impressione che le due tipologie di credito coprano spazi temporali distinti: i livelli un periodo relativamente recente, successivo al 1710, gli altri crediti uno remoto, corrispondente all'ultimo trentennio del secolo precedente.

Anzianità dei crediti di Nicolò Gussetti

 

Il 21,5% dei crediti è costituito da livelli sentenziati, ovvero oggetto di contenzioso già vagliato dalla giustizia, e, proprio per questo, si presume, di difficile realizzo. La parte non definita temporalmente si riferisce principalmente (per un controvalore di L. 6.998,8 su 8.897,7) ad erogazioni in fiorini e, quindi, molto probabilmente equivale alla parte dei crediti destinata a finanziare l'attività commerciale dei cramari.

L'8,3% dei crediti deriva da inclusioni effettuate nel periodo 1671-170016. La vetustà degli altri crediti ereditati da Nicolò e dal fratello, la loro misura, inferiore a quella dei livelli, e le inclusioni, sono elementi che fanno pensare ad operazioni finanziarie pure, volte a coprire le esigenze del piccolo credito di consumo e di sussistenza. Oltre il 53% di questa tipologia di crediti non raggiunge, infatti le 100 lire (Tabella 5).

L'importo medio dei livelli (185,7 Lire) è notevolmente superiore a quello degli altri crediti (43,8 Lire). Complessivamente la maggior parte dei crediti non supera le 300 Lire. Non manca, tuttavia, una certa concentrazione verso l'alto (tre crediti oltre le 1.000 Lire, che incidono per oltre un quarto in termini di valore).

Crediti di Nicolò Gussetti per fasce

 

Il credito più elevato si riferisce al nobile «Giacomo Eustachio Gusetti di Valpicetto derivanti dal furto fece in Salisburgo in loro Botega l'A[nno]o 1718 spesse per convincerlo statte liquidatte da quella giustizia e da questa di Tolmezzo in L. 6.626 s 10 come dalle carte» (la parte di pertinenza di Nicolò è la metà: 3.313,25)17.

Gli altri due crediti superiori alle 1.000 lire riguardano operazioni in fiorini («Sebastiano fig.o di Giacomo d'Agaro di Pieria f 232 k 6» e «Giacomo Mentil e Giacomo Meier compagni di Temau F 404 k 36»), così come uno di quelli ricadenti nella fascia 500-1000 («Soppra la casa di Gio Batta di Roncho di Riu F 300 circa salvo la raggione della Ved.a Chiessa di d.to loco pretendente soppra detta casa ancianità mittà»).

Qualche ulteriore elemento ci viene dalla ripartizione dei crediti per area geografica (Tabella 6)18:

  • a livello comunale il 29,4% dei crediti è collocato a Rigolato, seguono Paluzza e Comeglians con incidenze superiori al 10%;
  • a livello di vallata il 61% è collocato nella Val Degano e il 29,9% nella (in prevalenza alta) Valle del Bût,

tutte zone ad altra intensità emigratoria.

Crediti di Nicolò Gussetti per area geografica

 

Ma anche i crediti residuali, collocati in zone apparentemente secondarie o addirittura non valorizzati, rendono conto degli interessi e delle relazioni intrattenute non solo di Nicolò Gussetti ma anche da suo padre e dallo zio.

 

Giovanni Battista Gussetti Maria Magdalena Knosp Gussetti

A sinistra, "Ritratto di Giovanni Ballista Gussetti «materialista di città» a Salisburgo (+ 1789); sulla lettera, che tiene in mano, l'indirizzo: «Al Sig. Giov. Batt. Gussetti. Salisburgo». Probabilmente opera di Franz Nikolaus Streicher. (Hofgastein, Hotel Moser)", così Herbert Klein, I «materialisti» della Carnia nel salisburghese, in «Ce fastu?», XXX (1954), p. 73. A destra, "Ritratto di Maria Magdalena nata Knosp (+ 1808) moglie di Giovanni Battista Gussetti. Probabilmente opera di Franz Nikolaus Streicher. (Hofgastein, Hotel Moser)", ivi, p. 77. Ambedue le opere, riattribuite a Pietro Antonio Lorenzoni, sono state messe all'asta nel 2016.

 

A Tolmezzo compaiono, per esempio, «Il Nob.le Sig.r Egidio Michise» (L. 17,5 risalenti al 24.07.1681), «Il sig.r Antonio Pozo» (L. 6,5 risalenti al 04.07.1685), «l'Ecc.mo Sig.r Codenico Daciano» (L. 17,1 risalenti al 23.07.1685), «L'ecc.mo Sig.r francescho Mineij» (L. 20 risalenti al 01.08.1687), «francescho Zuliano» (L. 20 risalenti al 17.03.1705), «Il Nod. Sig.r ferdinando Bertuzi di Tolmezo da far conto».

Gli immobili valorizzati iscritti nell'attivo, ubicati in tre località (Tabella 7), non rappresentano investimenti «speculativi» ma coperture, destinate ad essere monetizzate, di crediti originati da normali operazioni commerciali.

Anche questi valori appaiono di difficile realizzo; l'importo più rilevante riguarda l'eredità di Gio Pietro di Vora da Cercivento19, beni e crediti «Sopra le quali vertita causa nel foro di Tolm.zo contro li H.di q.m Zuane di Vora possessori dei effetti di d.o q.m Gio Pietro per il rilascio, e da essi Vora appelata...».

Immobili di Nicolò Gussetti

 

Nell'elenco dei beni attinenti alla sfera personale, costituiti da case, stalle e terreni, compaiono a tra l'altro:

  • «La sua porcione della casa vechia esistente in detta villa in lochi chiamato Salan coperta di paglia con sue ragioni»;
  • «La casa nova recent.e eretta vicina alla sud.a pur coperta di paglia e parte a scandola, cortivo per avanti lobia e staletta dei animalli suini murato da due parti con suo portone»;
  • «Il stauliero in loco detto in Clauppa con pasi 18 sitto per avanti»;
  • «Il stauliero di Villa in Magnanins con sue corte e ragioni».

Le stringate descrizioni lasciano immaginare un paesaggio urbano formato da case con tetti di paglia e scandole, affiancate da stalle e ricoveri per animali, disposte nella maniera ancor oggi, almeno in parte, leggibile a Magnanins.

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