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Gli affari di Domenico Vidale

Non tutti, quando gli affari si mettevano male, riuscivano ad accedere, come Nicolò Gussetti, al concordato preventivo.

Nel 1719 Ursula De Antoni, figlia di Daniele da Runchia, sposa, appena diciottenne, Domenico Vidale sive de Antoni, figlio di Giovanni da Valpicetto, ventitreenne; due anni dopo nasce il primogenito Giovanni, seguito, a intervalli di due anni, da Giacomo e da Giovanni Battista (Riquadro 5)20.

La famiglia di Giovanni Vidale

 

Domenico commercia tra Baviera e Salisburghese, ma ad un certo punto gli affari non vanno bene; i suoi rientri si rarificano fino a cessare del tutto.

Alla fine del mese di ottobre del 1731 Ursula, assillata dai creditori, dalle difficoltà di conduzione della famiglia e dalle chiacchiere della gente, detta al notaio Gio Batta Vidale una lettera indirizzata al marito21:

Valpicetto li ... 8bre 1731
Caris.mo maritto salutandovi cosi fano Tutte le nostre creature
Senza cara vostra sono novamente a dirvi del statto nostro; laudatto il Sig.re sin a questa hora se lo passano tutti di nostra casa con bona salute; sperando nel Sig.re sia di voi il simile e con salute vi conservi a molti anni.

Chiuse le premesse, Ursula gli rimprovera la lunga assenza, il disinteresse pei figli, la mancanza d'ogni supporto nei lavori agricoli e negli affari domestici.

Non so poi locasione della vostra ostinatione che non desideratte una volta in si longo tempo a rimpatriarsi per veder delli vostri interessi e delle vostre creature
Per che potette sollo considerare cosa puo fare una dona per assister a si gravo pesso ai lavori dei tereni e per quello riguardo d'altre oppere per casa che io non so più in qual parte girarmi per assister a si gravo pesso

La situazione è drammatica; creditori, parenti e conoscenti l'assillano e sono intenzionati a rivalersi sui beni di proprietà; c'è il pericolo di perdere tutto.

E se non vi rimpatriarette in breve non sollo di questa parte andara il fatto a vostro gravo discapito come presento ancho che di quella parte vi anda, che adesso adesso havarette beni et effetti casa staulieri che di cio non credo il tutto obligatto ai creditori
Vostro fratt.lo ha gia intenzione di far scorporare di quanto gli restatte delle pagge come pure vostro cug.to Daniel Gusetto subito che sara spiratta l Gemesina ha intenzione di imposesarsi soppra la vostra poricione di…
questi sono li … che facete di quelle parti in cambio d'acresser e sostentar quello che vostro genitore a fatto con mu... o sodore22
Andar in rovina a danno vostro e delle vostre creature

Infine richiama con decisione Domenico alle sua responsabilità:

Non puo esser altro che il pecatto della vostra ostinazione e per la lontananza del vostro matrimonio e creature che causa tal disgrazia e che vi faccia parere cosa legera, ma la fine venira assai pesante, et a vostro danno
Li scoprirete quanto non sara più tempo a rimediarlo
Dunque procuratte per l'amor del nostro Redentore a venir una volta alla patria e non star cosi duro alla vostra ostinazione aciò per veder delli vostri interessi e delle vostre creature e per levar il parlamento che fanno le gente contro di voi della pocha cura che havette di me e delle vostre creature
In resto per hora non so cosa adirvi sollo che nuovamente salutandovi cosi fanno le vostre creature et aspetandovi in breve overo vostri avissi
Sonno g.a fed.ma consorte
Ursula Vidalle Fece scrivere

Nonostante i richiami della moglie Domenico non si fa né vedere né, probabilmente, sentire, nemmeno per posta, così la moglie qualche mese dopo, a gennaio 1732, invia Gio Batta Vidale, il notaio, sulle sue tracce. Di questo viaggio possediamo un breve resoconto23.

Apprendiamo così che per raggiungere Monaco di Baviera in pieno inverno, prima che venisse costruita la strada di San Candido, s'impiegava una settimana. A gennaio, periodo di fiera, Monaco diveniva luogo d'incontro per molti cramari; ma altri compatrioti vi risiedevano ed operavano stabilmente, con negozio proprio, come Valentino Gussetti24, presso il quale il compagno di viaggio di Gio Batta Vidale, Zuane Puschiasis, stava recandosi a lavorare.

... prima di mia partenza di qui hebbi di dispender della med.ma un ongero.
Fatto il viagio fino a Monacha in compagnia di Zuane Puschiasis che cola anco lui andava in servicio dal sig. Valantino Gusetto
Consegnai detto ongero al detto Puschiasis il qualle era spenditore di tal viagio et io loco per loco teneva conto del nostro dispender Arivatti in Monica in giorni sette habbiamo spesso in tal viaggio F. 11 k 45 come del conto fra noi acordato che ra mia porcione F. 5 k 5 2½
Credeva di trovar il maritto della sud.ta Dona in detta città di Monacha stante era tempo di fiera ma vanno mo riusci e dovei fermarni ivi per tre giorni per intervenire di qual parte fosse e mi feci imprestare sul nome del maritto dal sud.to sig. Gusetto F. 3

A Monaco ogni ricerca di Domenico si rivela infruttuosa ed è necessario proseguire nelle località vicine, sfruttando un'usuale, collaudata, diffusa rete di conoscenze e di riferimenti, in grado di supportare le necessità momentanee del viaggiatore.

Hebbi poi notizia che il qualle sarebbe nella città di Harting tre o quattro legge lontano di Monica
Autto tal aviso nel indomani di mattina a bonora mi parti e pressi il viagio verso Arting.
Arivatto che foi in detta città mi portai alla ostaria dove il qualle era solito a fermarsi e non lo trovai stante nel giorno avanti era gia partito.
Adimandai l'ostiero se il qual sapeva di qual parte havesse presso tal suo viaggio e mi risponde di non saper ma per la porte talle della citta era uscito, mi portai alla porta della citta adimandai il purtinero, dal qualle hebbi in risposta che sarebe andatto verso Dorffa ma di certeza non mi asigurava, cosi presi io il viagio sopra l'incerteza verso Dorffa25.

Alla fine l'inseguito, raggiunto nella città di Dorffa, si schernisce, rifiutandosi di rientrare a Rigolato.

Arivatto che foi in d.to loco nel inbronir la notte lo arivai, et ivi li fece l'imboscatta secondo l'ordine che tinivo della mogl.e e lo essortatto a dover venir mecho alla patria per agustar li suoi affari stante che la mogl.e era molestata da suoi cred.ri quivi impatria
E mi rispondeva che era caso di poter in detto tempo venir dentro stante si trovava con pochi denari e che doveva solicitar il suo negocio per far qualche suma alli suoi cred.ri
E mi trateni in detto loco di Dorffa giorni cinque;

I due proseguono assieme per Salisburgo, che viene raggiunta in tre giorni, dove risiedono parenti e compaesani in grado di favorire qualche soluzione almeno temporanea.

vedendo poi di non poterlo convinzere, che fusse venutto alla Patria lo consigli che fusse all'meno venutto a Salisburgo per agustarsi col cognatto il quale haveva un grosa pretesa e di scriver alli altri suoi cred.ri che chavesero pacientatto sino alla primavera che sarebe poi venutto personalle alla patria a pagare ho dar pagamento.
Attesso il qualle d.to mia partitto si risolve di venir mecho sino a Salisburgo benche il viagio era longo di giornate tre.
Arivati che siamo in Salisburgo per stabilir talli suoi affari siamo fermati giorni n. 6 per contegiar col cognatto e di scriver per Agusta et altri luoggi;
stabilitto poi il conto col cognatto gli fecce una obblig.ne volontaria come in miei atti sopra special hipotecha dei suoi beni.
E come che il qualle era scarso di soldi in d.to tempo si fece imprestar dal cog.to li F. 6 k- dattomi per il dispender di rimpatriarmi et altro ongaro per spendio alla mog.l.e
Son statto infra detto tempo con med.mo giorni n. 14 dal qualle infra detto tempo ho hautta la spesa in sua compagnia e talla che non fa in detti giorni n. 14 che il qualle avara spesso in cibarie più di F. 20 k- e questo val di la letera che a scritto a sua consorte ma che io habba hautto un soldo a conto di tal mia viagio di più di quelli da me anunciatti nelle mie partite prodotte in giudicio non essendo alcuna verita e quelli da me ricevuti come sopra che unitti formano F. 13 k 12 qualli sono statti da me spessi in giorni 16 che son statto nel adar foro fermarmi in Monica cercarlo e venir dento che io sappia d'hauer arivatti a casa una lira dei qualli.

Il 18.1.1732 a Salisbrugo Domenico «q.m Zuane Vidalle della villa di Valpicetto nella Cargna, tenendo esser debitore a diversi di loro nella parte di Ittalia e non potendo per hora rimpatriarsi», elegge «per suo vero et legitimo procuratore generale et speciale il sig.r gioseppo qm zuane Gusetto di Rigolatto», con l'incarico «in ogni caso che qualche creditore tentasse d'esser soddisfatto avanti il suo arivo nella patria et che volesero praticar gli atti giudicialli per divenir al loro pagamento sopra li suoi beni et per schivar le spesse giudiciarie in tal caso che possa detto sig.r procuratore dar ceder et asegnar il pagamento delli suoi beni et effetti a quelli e qualli che pretendessero esser soddisfatti» e «in quanto poi li mob.li prestamenti che si ritrova a esser nella casa del q.m di lui genitore, vole che esso sig.r procuratore possa di quelli gavare per il dibisogo che facesse per li suoi putti et per quello tiolara fora possa al fratt.lo Giacomo far l'obbli.ne in quanto facesse bisogno». Testimoni alla firma dell'atto sono «il sig.r Daniel fig.lo del Sig.r Nicolo Gusetto et Bortolo fig.lo di Pietro Candido»26.

La vicenda di Domenico ha un epilogo rapido e sfortunato; muore «sub die 12 mensis septembris proximi praeteriti in civitate Foffenhofen» all'età di 36 anni27.

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