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Lorenzo Volomario e i suoi eredi tra Casadorno e Wels

L'insediamento dei Volomario a Casadorno è attestato nei libri canonici fin dalle prime annotazioni28; sul finire del Seicento la linea maschile sembra essersi ristretta ai tre figli di Giovanni fu Silvestro: Nicolò, Lorenzo e Pietro (Riquadro 6).

La famiglia di Giovanni Volomario

 

Nicolò e Pietro hanno almeno due figli, un maschio ed una femmina, ciascuno; dei maschi Pietro, figlio di Nicolò, e Leonardo, figlio di Pietro, si perdono le tracce; sopravvivono le femmine, ambedue di nome Maria, che si sposeranno col vedovo Giacomo Vezzil, la figlia di Nicolò, e con Giovanni Battista Puschiasis, la figlia di Pietro, entrambi da Ludaria29.

Il 4 febbraio 1695, circiter, Pietro figlio olim Giovanni Volomario muore «in partibus Germaniae Superioris Austriae Belsii»30. La presenza dei fratelli Volomario a Wels risale a diverso tempo prima. Il 14.9.1689 Nicolò, materialista, acquista la casa, che qualche mese dopo, il 29.12.1689, passa a Lorenzo, anche lui materialista, posta all'angolo tra la Johannisgasse e la Schmidtgasse31.

L'acquisto d'immobili, presupposto per ottenere l'aggregazione, evidenzia, probabilmente, il consolidamento di un'attività commerciale avviata dai genitori molto tempo prima. A Wels in quel periodo operano anche altri commercianti carnici, come l'handelsmann Johann Vital, cui nel 1696 è intestato un immobile, e Nicolò Gussetti che in un atto del 1699 viene qualificato come «da Bels del paese sopra la Ens»32.

La scelta d'insediarsi stabilmente all'estero, fondata sull'acquisizione della cittadinanza e sulla conduzione di negozi fissi, osservabile fin dall'inizio del Seicento, sembra diffondersi e accentuarsi nel Settecento. Essa s'inserisce in un processo di riorganizzazione del commercio carnico che fa del negozio estero, punto d'impiego e di riferimento per le comunità d'origine, il fulcro d'approvvigionamento e di finanziamento della rete di vendita diffusa sul territorio, formata da compagnie e singoli cramari, imprenditori autonomi33.

Di Lorenzo Volomario sono conosciute la volontà, testimoniata da alcune lettere, d'edificare, assieme a Biagio Di Corte, una chiesa in Casadorno e qualche disposizione testamentaria34. Biagio Di Corte, anch'egli originario di Casadorno ed operante all'estero su piazze, come Berlino ed Amburgo, inusuali rispetto a quelle battute dalla maggioranza dei cramari, porterà a termine la costruzione della chiesa e la doterà d'un patrimonio adeguato all'impianto d'una mansioneria (tale diverrà, in effetti, dal 26.3.1778 col Rev.do Gio. Batta Magnalini, originario d'Amaro, primo mansionario)35.

I progetti per la costruzione sono testimoniati da una lettera del 24.9.1709 di Biagio di Corte, scritta in friulano36, e da altra corrispondenza dalla quale emerge un'inconsueta capacità d'operare su scala europea, anche con spedizioni via mare da Amburgo a Livorno.

In una missiva del 8.10.1709 Lorenzo Volomario comunica (da Wels) a Biagio di Corte (a Berlino) che «Con il fabrichar della cappela sono ora già inteso, et già hò fatto la disp.ne che sij principiata l'anno venturo»37.

Ad oltre un anno di distanza (18.11.1710), con altra lettera indirizzata sempre a Biagio di Corte, ma questa volta ad Amburgo, Lorenzo Volomario scende nei dettagli e precisa che

Le robbe della chiesa sono già 3 settimane in Gemona arrivate.
Le spese sopra sin ora non ho ottenuto dalli SS.i Bettoni38, et appunto oggi ho scritto per tal affare a Venezia.
Le soprascritte robbe di chiesa doveranno essere in Gemona dispachate et con li nostri carri condotte a casa, perché li colli riguardo alla grandezza non puonno esser carreggiati, volgio anche quelle sin al mio arrivo alla patria lasciare colà; quanto al danno che han patitto non mi è notto, il che può esser seguito da Hamburgo sino a Livorno.
Per fabrichar quest'opera ho ordinato improntar tutti li materiali, et subito seguita la fiera di Resuret.ne in Linz farò viaggio per colà per ricercarla di licenza et subito far fabricare, avendo senza ciò fatto condur su canotti l'acqua verso la mia casa, et che posso nel tempo stesso farla condur alla capella, acciò li vicini colà puossino lurdarsi, così che con minor spesa puossi la capella pocho discosta dalle case fabricarsi, non ostante stà ciò nella sua volontà, et aspetto la nomina del luochi dove VS la desidera…39

I progetti si trascineranno per alcuni anni e verranno attuati solo dopo la morte di Lorenzo Volomario; Biagio di Corte solleciterà, allora, lo svincolo del legato in denaro, temporaneamente depositato presso Valentino Gussetto, oste in Rigolato, con queste parole40:

Illmo e Rev.mo Monsig:r Patr:ca.
Ad onor e gloria del Sig:r Iddio hò intrapreso io Biasio di Corte della Villa di Rigolato in Cargna la contruzione e fabrica d'una Chiesa sotto il titolo della Madona della Stella con spesa di c.a fiorini M/7.
Di questa mia intenzione pia il nunc q.m S. Lorenzo Volmaijr mentre era in Germania, hà voluto esser compagno e con più lett.re scrittemi m'hà dato impulsi efficcacis.mi del suo dinoto concorso, et essendo egli mancato di vita l'anno 1713 con suo testam.to di 16 giug.o, hà ordinato che una certa summa di dinaro rimesso nelle mani sotto sigillo di Dno Valentin Gusetto Osto in Rigolato, sia impiegato nella Fabrica, e dotazione della sud.a Chiesa e Capella: con carico del suo herede scritto in d.o istrom.to, chè Dno Zuanne Poschiasis comorante in Bels nell'Austria Superiore, che cioè quando per caso la d.a Chiesa non 'intraprendesse, due terzi d'esso dinaro sigillato et depositato come sopra, fossero ripartiti alle Chiese essistenti e vicine, e l'altro terzo alli poveri di Rigolato.
Ora dunque, che per grazia del Cielo la Fabrica della Chiesa è in stato di cuoprirsi, sono à supplicar la bontà di V.S. Ill.ma, e Rev.ma, ed il suo Pastoral … che ordinar che esecutionar.do al testam.to di d.o Volmaijr una parte del suo dinaro depositato mi sia dato per terminar la fabrica e l'altra mità sia investito per dotazione e mantenim.to della Capella, sive Chiesa, umiliando ai riflessi prudenti.mi di V.S. Ill.ma e Rev.ma la traslazione seguente et autentica tanto della Lett.ra scritta in Dioma tedesco, quanto del Testam.to del sud.o Volmaijr per giusto fondam.to delle mie dinova.te instanze pei fini della bramata grazia…

Nell'aprile 1710 Lorenzo Volomario aveva scritto una lettera affidata «Alle manne di Nicolò q.m Vidal Vidale in servicio dal sig.r Lorenzo Vollomaria per Rigolato. In Volomaria»41:

Laus Deo Ano 1710 Adi 8 aprile in Bells
Dopo la mia parenza non ò auto nisuna litera da nisun di casa onde credaro che avarete fato tuto quello che vi ò ordinato et prochurarete di menar quelo che fa di bisogna in torno la frabiga tuto à tenpo à casa.
Mentre che non potese far solo di trovar un compagno di aiutarvi et di non intardarla per che per la prima vera sia perechiato tuto et quelo che vi fara di bisogna di denari comandarete la del Sig.r Reverendissimo P. Giachomo Vidal42 et tenir conto del tuto altro.
Caramente vi saluto con tuti di casa chome ancha fa mio nipote Zuan Puschiasis et porterete queste litere in persona ali sudeti sig.ri et faretesi dar risposta et mandarmela di subito per un …enar che vien in questo paese.
P.S.: un cordial saluto al sig.r Reg.mo P. Giachomo Vidal con il sig.r Valentin Gusetto con sua consorta con parenti et amizi et chi domanda di me.
Lorenzo Vollomaria.

Il suo contenuto lascia trasparire un intenso andirivieni di messaggi col paese d'origine. Il latore, originario di Valpicetto, presta servizio a Wels; durante la permanenza in patria s'occuperà, oltre che di consegnare e ritirare la corrispondenza, degli interessi del padrone sbrigando pratiche d'affari e agendo in sua vece, come da istruzioni e sulla base delle procure ricevute43.

L'iscrizione di Biagio di Corte

 

Lorenzo morì a Wels nel 171344, presumibilmente tra la seconda metà di giugno e luglio, designando come erede universale Giovanni Puschiasis, marito della nipote, che a sua volta ivi morì, verosimilmente nel 1733. Nel 1740 la vedova di Zuanne, Maria Volomario, donò alla chiesa parrocchiale, da poco riedificata, l'altare della Madonna del Rosario, come dimostra l'iscrizione ancora visibile, ed i palchi lignei del coro45.

L'iscrizione di Maria Volomario vedova Puschiasis
Rigolato - Chiesa dei santi Filippo e Giacomo apostoli, altare del sacratissimo rosario.
«MARIA R.A DI ZVANE PVSCHIASIS F:F: PER SVA DIVOTIONE. 1740»

 

Una fitta sequenza d'atti notarili testimonia la permanenza dei discendenti di Zuanne Puschiasis, erede Volomario, a Wels nel corso di tutto il Settecento. L'intreccio con la madrepatria si mantiene vivo e costante tramite procuratori ed agenti (come, in un primo tempo, Giuseppe q. Pietro Candone da Magnanins, che diverrà egli stesso cittadino di Wels, Pietro q. Pietro Puschiasis da Ludaria e Zuanne Pellegrina) ma matrimoni, nascite e sepolture dovettero svolgersi interamente all'estero.

Gli atti notarili hanno per oggetto, in genere, crediti commerciali, nei confronti non solo di commercianti rigolatesi ma più genericamente carnici, originati da cessioni di drogarie, trasformati in crediti finanziari (contratti di livello), oppure recuperati con l'incameramento, e la successiva rivendita, dei beni ottenuti in garanzia46.

A Giovanni Puschiasis seguirono i figli Lorenzo e Giovanni Battista ed i nipoti Antonio e Giuseppe, tutti residenti a Wels. In questa città la loro presenza sembra esaurirsi col finire del secolo (l'ultimo acquisto immobiliare è effettuato da Antonio il 5.3.1798)47 in coincidenza col rapido declino del commercio dei cramari.

Giuseppe Puschiasis Wels 1800
Iscrizione nel cimitero di Linz relativa a Maria Franziska Romana Raminger, amata moglie del commerciante di Wels Giuseppe Puschiasis, morta, all'età di 51 anni, il 9 dicembre 1800, Blumenlese von Grabschriften und Denkmählern welche auf dem Gottesacker der k. k. Hauptstadt Linz befindlich sind, Akad. Kunst- u. Buchhandlung, Linz, 1811, p. 21.

Quanto ai beni posseduti in Italia in un primo tempo concessi in locazione a Caterina moglie di Biasio di Corte48, sappiamo che nel 1779 vennero ceduti da Lorenzo Antonio Puschiasis erede Volomario della città di Wels a Osvaldo Cappellari. Ci è pervenuto un inventario, redatto il 16 maggio 1753 che comprende la «Casa degli eredi q.m S.r Lorenzo Volomarro di Cassadorno ora abitanti in Wels», composta da «Cantina sotto la stua», «Cantina 2.a», «Cucina», «pozzuolo», uno «Stauliero e stalla», il «sito di casa, stauliero e corte», con l'orto e altre pertinenze, una «stalletto degli animali suini», due «staulieri di Volomaria», e vari «beni prattivi ed arattivi», stimati per L. 6.613:1549.

Anton Puschiasis Wels 1801
Wiener Zeitung 15. April 1801, p. 1329.

Il 12 novembre 1800 Valentino Puschiasis fu Daniele ottenne dagli eredi Cappellari «la recupera delli beni Cassadorno, Volomaria e Valdisea, jure agnationis»50. Da quel atto riportiamo la seguente «Fattura della moneta»:

Fattura della moneta

 

L'emigrazione stagionale dei cramari che, dopo essersi ininterrottamente dispiegata, con alterne vicende, diverse forme e vari adattamenti, per oltre due secoli, almeno dalla fine del Cinquecento, stava spegnendosi rapidamente, sembra ancora riecheggiare nella varietà di monete utilizzate pel pagamento.

Chiesa di San Giacomo di Rigolato - Iscrizione su un banco della navata

 

Quasi sessant'anni dopo Daniele, figlio di Valentino, riassumerà e documenterà quanto accaduto in un esposto inviato alla Curia per rivendicare la proprietà di un banco di chiesa in questo modo51:

A motivo che dai suoi antenati venne fin dall'epoca 1740 fatto dono a questa Vener.a Chiesa Parocchiale de' SS Giacomo e Filippo di Rigolato dell'altare in marmo col titolo del Rosario, e che dai medesimi si fecero eseguire i banchi e schenali nel Coro di detta chiesa per riconoscenza venne a que tempi concesso un banco nella nave della chiesa ad uso ed in proprietà della famiglia Puschiasis da cui discende il dinoto ricorrente.
Lorenzo Puschiasis, uno degli antenati col contratto 6 agosto 1779, che si unisce sub A, fra le altre realità in esso contenute cedette pure il Banco al fu sig. Osvaldo Capellari, ed avendo i Puschiasis recuperate le realità tutte con detto contratto vendute come dal posteriore 19 9bre 1800 che si unisce sub B dai signori Cappellari con esse riacquistarono i Puschiasis anche il diritto, l'uso e la proprietà del Banco; nè i Cappellari ebbero alcuna posteriore ingerenza né hanno perciò alcuna pretesa.


  1. Ci si riferisce, in particolare, alla «Lista over memoria di tutti li Cramari della cura si S. jac.o quali vano in inverno per guadagnarsi il viver con varia sorte di marcanzia in Allemagna, nel paese di Esterai», del 9.11.1602, ARCHIVIO DELLA CURIA ARCIVESCOVILE UDINESE (d'ora in poi: ACAU), Visite pastorali, B. 806/82 (una copia del documento è pubblicata Domenico Molfetta, I «cramars» di Rigolato, in Fabio D’Andrea (a cura di), Veretâz. Storia, emigrazione esperienze e caratteristiche di una comunità, Alef/Comune e Scuola elementare di Rigolato, 1991, pp. 115-117) e all'inchiesta Cornaro del 1679 trascritta integralmente da Claudio Lorenzini, L’inchiesta del 1679 nella trascrizione di Giovanni Gortani, in Giorgio Ferigo, Alessio Fornasin (a cura di), Cramars. Atti del convegno internazionale di studi Cramars. Emigrazione, mobilità, mestieri ambulanti dalla Carnia in Età Moderna, Udine, Agraf, 1997, pp. 450-471. 

  2. I dati anagrafici di nascita e morte sono tratti dai libri canonici conservati presso ARCHIVIO PARROCCHIALE DI RIGOLATO (d’ora in poi: APR), quelli sul periodo d’attività dalle indicazioni poste sui fascicoli d’atti superstiti conservati all’ARCHIVIO DI STATO DI UDINE, Notarile Antico (d’ora in poi: ASU, NA). L’esistenza d’un altro Notaio Pubblico di Veneta autorità, Gio Batta Gussetto, di cui non si sono trovate tracce «professionali», è documentato da un ex voto collocato (almeno un tempo) nella Chiesa di Santa Barbara di Valpicetto. Una fotografia del quadro votivo, pubblicata da Paolo Moro, Gli «ex voto» della Carnia, Udine, Società Filologica Friulana, 1970, p. 130, consente di leggere la seguente didascalia: «VOTO FATTO L’A..O 1… IL MESE DI MARZO NELLA CITTÀ D.. POSSAUIA MENTRE FUI AMMALATO IO GIO BATTA GUSSETTO DI VALPICETTO CANAL DI GORTO NOBL.. CES.O ET P. L’AUT.TA VEN.TA NOTARIO PUBLIC..». Nei libri canonici, il padre di Gio Batta, Giovanni viene qualificato «Nobile imperiale» l’11.08.1687, quando interviene come teste al matrimonio tra Nicolò di Piazza da Tualis e Caterina Gussetti da Valpicetto, e «nobile» qualche giorno dopo, il 25 agosto, in occasione del matrimonio della figlia Caterina. Nel 1689 nasce Giovanni Andrea figlio «Domini Joannis Batta Guseti Nobilis Ungariae»; il periodo è prossimo al 1688, anno in cui i fratelli Daniele e Nicolò q. Simeone Timeus da Ovasta ottennero dall’imperatore Leopoldo un diploma nobiliare con aggregazione alla nobiltà ungherese - Gaetano Perusini, Un Timeus di Ovasta magnate d’Ungheria, in «Sot la Nape», IX (1959), 1, p. 18. «Do.nus Joannes Bap.ta Guseth» muore a Vienna nel 1694 - APR, Canonicus liber Mortuorum 1618-1701 (d’ora in poi: Sepolture I), 6.11.1694. Si veda, inoltre, Adelchi Puschiasis, Rigolato tra XVI e XIX secolo. Anime, fuochi, migrazioni, Forum, Udine 2009, p. 173. 

  3. L’attestato si trova tra gli atti del notaio, in ASU, NA, B. 2875, 25.9.1722. 

  4. Herbert Klein, I «materialisti» della Carnia nel salisburghese, in «Ce fastu?», XXX (1954), p. 86, nota n. 31. 

  5. Le informazioni coincidono con quanto esposto da Klein, I "materialisti" della Carnia nel salisburghese cit., p. 86 : «Candido Vidal, nato a Rigolato intorno al 1718, fi danzato con Maria Puschiasis, a quanto pare dal 1728 circa nel Salisburghese… ». Copia della lettera sta in ASU, NA, B. 2875, 15.12.1729. 

  6. Ibidem 

  7. Ibidem 

  8. Trattasi di copie, conservate in ASU, NA, B. 2874. 

  9. Il 28.5.1663 Nicolò «vitam mutavit cum morte in partibus Germaniæ», APR, Sepolture I alla data indicata; Leonardo e Daniele li aveva avuti da Leonarda fu Leonardo Dussi da Povolaro (29.3.1610 - 27.1.1651), mentre Zuane dalla seconda moglie Maddalena Gracco, figlia di Antonio q. Candido. Dai registri di Comeglians si ricavano le date di matrimonio - 30.6.1637 - e di nascita di Leonarda Dussi. Nicolò doveva essergli più o meno coetaneo (per quegli anni a Rigolato le registrazioni dei battesimi sono lacunose). Tutti gli altri riferimenti sono ricavati dai registri canonici di Rigolato. Il secondo matrimonio di Nicolò avviene pochi mesi dopo la morte di Leonarda (APR, Sepolture I, 3.5.1651); Zuane sposerà nel 1687 la già ricordata Caterina «filia Do.ni nobilis Joannes Gusset» e morirà nel 1714 a Gemona «morto ritornado da Venetia in Gemona così si trovava in detto loco», APR, Sepolture II, 27.8.1714. 

  10. Klein, I "materialisti" della Carnia nel salisburghese cit., p. 80, che così scriveva nel 1954. Nipote di Leonardo è Giovanni Battista Francesco da Paola Gussetti, l'amico di W. A. Mozart, Herbert Klein, Un friulano amico del giovane Mozart, in «Ce Fastu?», vol. XXXIX, n. 1-6 (1963), pp. 72-79, pp. 72-79. Sull'azienda di Leonardo e dei suoi discendenti vedasi anche Klein, I "materialisti" della Carnia nel salisburghese cit., p. 82. 

  11. Ivi, p. 81. Pietro Candon nasce a Magnanins il 14.06.1716 - APT, Battesimi II, alla data indicata - da Giovanni Battista e Domenica di Corte; la sua morte non avverrà e non sarà annotata a Rigolato. La relazione di parentela con Nicolò è molto più sfumata di quella di cugino, mentre la sua professione rende conto della complessità dell'emigrazione, non sempre identificabile, sic et sempliciter, coi cramari.  

  12. Ibidem

  13. Questa citazione e quelle successive relative all'inventario sono tratte dal relativo fascicoletto conservato in ASU, Na, B. 2875, estratto in copia dagli atti di «Ferdinando Bertuzzi nod.o di veneta autorità della terra di Tolmezzo». 

  14. Sui rapporti tra mercanti veneziani e carnici si veda Marina Di Ronco, Centri di rifornimento a Venezia nei commerci dei cramars. Pellegrinaggi e viaggiatori delle comunità della alta Val Gortana, in Cramars. Atti del convegno internazionale di studi Cramars. Emigrazione, mobilità, mestieri ambulanti dalla Carnia in Età Moderna, a cura di Giorgio Ferigo e Alessio Fornasin, Arti Grafiche Friulane, Udine 1997, pp. 215-227, che alle pp. 218-219, prende in considerazione anche l'inventario di Nicolò Gussetti. Con Giacomo Menegatti sembra esserci stato un rapporto d'interscambio: «Il Sig[no]r Giacomo Menegatti pur di Venezia D[eve] H[ave]re detratto il riciputto e detratto il solito batimento dalla robba hautta dal A[nno]o 1726 sino 1728 e computatte le balle speditoli in ragion di D[ucati]ti 7 1/2 lonza…». 

  15. Per gli altri crediti derivanti da inclusione si è presa a riferimento la data di quest'ultima e non quella, anteriore, in cui il credito è sorto. Per semplificare i calcoli nelle tabelle successive i soldi (20 Soldi= 1 Lira) sono rappresentati in decimali. 

  16. Abbiamo interpretato il termine inclusione come acquisto di crediti, il subentro oneroso in crediti preesistenti. 

  17. Dovrebbe trattarsi della condanna per furto e rapina comminata a Jacob Eustachi Gusetti (30 Jahre) il 31 maggio 1718, elencata in Kriminalität in und um Wien 1703-1803. Eine Datenbank, consultabile online. Il nobile Eustachio Gussetti era figlio di Gio Batta a cui si è accennato nella nota n. 2. 

  18. Le varie località sono state accorpate su base comunale secondo l'attuale suddivisione amministrativa. 

  19. «La portione di casa fatta escorporar nell'H.ta del q.m gio Pietro ol. Leonardo di Vora d.to Piero di Cercivento assonta in pagam.to 1702 27 luglio in atti del Nob. S.r Gio Batta Puppi N.r per D.ti 338 L 4 s 10 mitta» e «Oltre d.o pagam.to va debitore d.o Gio Pietro Vora come dalli conti L. 14.191 e 1 mittà». 

  20. Il matrimonio viene celebrato il 7.8.1719, AGF, Rpc, Registro matrimoni. Giovanni nasce il 2.4.1721, Giacomo l'1.4.1723 e Giovanni Battista il 17.4.1725 (APR, Battesimi II, alle date indicate). 

  21. ASU, Na, B. 2875. 

  22. Tra gli assenti di Valpicetto nell'inchiesta Cornaro compaiono «Domenigo Vidale e Zuane suo fiolo», rispettivamente nonno e padre di Domenico. Nel 1713, all'atto della sepoltura, la madre Maddalena viene qualificata come «moglie di Sig.r Gioane capitanio passato Vitale» (Apr, Sepolture II, 7.12.1713); capitano, si presume, di Gorto. 

  23. L'«Informacione del mio viagio fatto per Germania l'a.o 1732 nel mese di genaro con ordine e comisione di dona Orsula mog.le è Re.ta del q.m Domenico Vidale mia aversaria sopra la letera da lei prodotta in giudicio del maritto» non è firmata, tuttavia dal contesto si desume che è stata scritta dal notaio Gio Batta Vidale tra i cui atti, in ASU, Na, B. 2875, il documento è conservato. 

  24. Su Valentino Gussetti ed il «Balsamo purificatore del sangue» vedasi Domenico Molfetta, Cramars della Val di Gorto nell’Oltralpe tra ‘600 e ‘700, in In Guart. Anime e contrade della Pieve di Gorto, a cura di Manlio Michelutti, Società Filologica Friulana, 1994, pp. 180-181, e il sito Web di Werner Graggo da Regensburg. L'imperatore Carlo VI nel 1728 concedette «sulla base dei certificati di approvazione dei medici della corte Bavarese, il privilegio della durata di dieci anni di poter vendere il balsamo disintossicante da lui scoperto, in tutto il territorio tedesco e negli stati ereditari con la garanzia che nessuno avesse potuto imitarlo né venderlo. Il 1 aprile 1740 il Principe Carlo Alberto di Baviera approvò la decisione di contrassegnare il balsamo miracoloso con lo stemma bavarese al fine di opporsi ad eventuali sofisticazioni.», ivi, p. 181. Valentino Gussetti era nato il 10.4.1686 da Giovanni di Giovanni Antonio e da Domenica di Giovanni Gussetti, ambedue di Valpicetto. Insieme al fratello Giovanni Giuseppe fece costruire un altare nella chiesa parrocchiale sulla quale si può leggere la seguente iscrizione: «PIAM MENTEM Q.M DNI UOLENTINI GUSSETTO DNUS IOSEPH GUSETO EIUS FRATRES OPERE COMPLEUIT KALENDAS DECEMBRIS ANNO MDCCXXXV». 

  25. Harting sarà forse Erding e Dorffa la non lontana Dorfen (Oberbayern - Erding). 

  26. Copia della procura è conservata in ASU, Na, B. 2875. Su Daniele figlio di Nicolò Gussetti vedasi la sezione precedente. 

  27. Foffenhofen starà per Pfaffenhofen. «D.a Ursula uxor rel.ta q.m Domini Dominici filij o.m Joannis Vidale de Valpicetto … ob mortem secutam praefati Dni Dominici eius mariti sub die 12 mensis septembris proximi praeteriti in civitate Foffenhofen sub dominio ser.mo bavariae principis…» dove aveva negozio, istituisce come suoi procuratori Giacomo Vidale, fratello del marito e cognato suo, e Daniele f. Giovanni Gussetti di Magnanins, pure lui cognato; copia della procura, datata 11.10.1732, trovasi in ASU, Na, B. 2875. 

  28. Il 14.9.1579 Susanna di Giovanni Volomario sposa Domenico Meglana e Silvestro Volomario di Casadorno sposa Maria Meglana da Ludaria; il 15.5.1587 Maria fu Silvestro Volomario sposa Antonio Del fabbro di Forni Avoltri; APR, Matrimoni I

  29. I matrimoni avvengono il 13.7.1707 (Vezzil) e il 26.7.1709 (Puschiasis); APR, Matrimoni II

  30. APR, Sepolture I, 4.2.1695. Bels sta per Wels (Oberösterreich). 

  31. I dati sugli acquisti di immobili a Wels sono frutto delle estrazioni fatte presso il Magistrat det Stadt Wels, interrogando il sistema WinAGIS-Allgemeines Gemeindeinformationssystem der Stadt Wels, dalla signora Pauline Gortana di Thalheim bei Wels, vedova di Harald Gortana, discendente d'emigranti carnici, che qui si ringrazia, nell'ormai lontano 1997. Il fatto che Lorenzo subentri al fratello alla fine del 1689 fa supporre che Nicolò fosse nel frattempo deceduto. 

  32. Per Johann Vital, WinAGIS-Allgemeines Gemeindeinformationssystem der Stadt Wels, immobile posto tra Stadtpl.36/Schmidtg. 12. Il 4.3.1699 «D.a Lucia q.m Bortolomeo Sullan statto matterialista di Magnanins» domiciliata nella «Contea di Bortenbergo in Tisling appresso oltenhettin nel Paese di Bavaria» istituisce procuratore «Nicolo Gussetto da Bels, del paese sopra la Ens», l'atto si trova in ASU, Na, B. 3770. 

  33. Su questo aspetti si rinvia ad Alessio Fornasin, Ambulanti, artigiani e mercanti. L’emigrazione dalla Carnia in età moderna, Cierre Edizioni, Caselle di Sommacampagna 1998, 105-106, 111 e seguenti. 

  34. La minuta d'un testamento (non dell'ultimo) datato 4.10.1707 è conservata tra gli atti del Notaio Valentino Gussetti, ASU, Na, B. 3770. In esso «Lorenzo Volomario hora abitante qui in Rigolato, cittadino e mercante in Bells» istituisce diversi legati a favore di chiese, poveri e conventi, sia a Rigolato che a Wels; tra i parenti vengono nominate le sorelle Maria «molgie del q.m d. Cristoforo Pelegrina», Dominica «molgie del q.m s.r gio Batta da Piera di chialgaretto», gli eredi della sorella «Ellena et moglie di d. Leonardo Maculino di monai come pure a mia sorella madalena molgie di d. Giacomo Ruppil di Prat» nonché la vedova del fratello Pietro, Maria Di Corte. In particolare «vuole et ordina che l'infrascritto suo herede debba far fabricar in Casadorno una casa ordinaria giusto il nostro uso del Paese fornita dal fondi sino al colmo con sue stanze acciò possi habitar in quella sua go.ta Maria molgie del q.m Pietro suo fratto insieme con sua figlia Maria et neza respective durante vitta». Fino a questo momento l'erede universale appare «Zuane q.m Nicolo suo Fratto et nipote respective»; di Zuane Volomario non c'è traccia tra i battesimi. 

  35. Antonio Roja e Giuseppe Vale, Note di storia della parrocchia di San Giacomo di Rigolato, Tip. Carnia, Tolmezzo 1926, 13 e 17. Gio. Batta Magnalini, «Oriundus ex Parocia Amari sed ab anno 1769 degens in hoc loco, partim uti Cooperator familiarij Parochi, partim ut Officiator Capella S. Maria Stella loci dicti Casadorno» (APR, Sepolture III, 5.3.1807), morirà il 5.3.1807 nella casa degli Eredi De Corte (ASU, Scn, Morti, 1807, 2, 1). Sulla Chiesa di Casadorno si veda anche Molfetta, Cramars della Val di Gorto nell’Oltralpe tra ‘600 e ‘700 cit., p. 182. 

  36. La lettera è trascritta in Giorgio Ferigo, Dire per lettera… Alfabetizzazione, mobilità, scritture popolari dalla montagna friulana, in «Metodi & Ricerche», vol. N.S., XXI, n. 2 (2002), pp. pp. 26-27; se n'è occupato anche Rienzo Pellegrini con La scrittura degli (e sugli) emigranti, in «Metodi & Ricerche», vol. N.S., XVII (1998), pp. 11-12. Rimane da spiegare l'uso, apparentemente ingiustificato, d'un friulano normalizzato, anziché del riguladot, condiviso da entrambi. 

  37. ACAU, B. 246, «Traslazione di l.ra tedesca in idioma ittaliano scritta dal S.r Lorenzo Volmair al S.r Biasio di Corte diretta a Berlin in datta di 8 ott.e 1709 da Bels». Parte di questa e della successiva lettera sono stata pubblicate in Pierino Pinzan, Las glîsios de parochio di Rigulât. Plef di S.to Mario di Guart, Udine s.d., pp. 29-30. 

  38. La consuetudine d'affari dei cramari di Rigolato con i Bettoni è già documentata il 17.6.1662 quando «Mattio ben Venuto di Canal di Gorto si chiama vero e real debitore del S.r Lorenzo Bettoni mercanti e in Venezia di lire mille seicento quaranta otto e dieci» come risulta dalla dettagliata fattura esaminata in Puschiasis, Rigolato tra XVI e XIX secolo cit., pp.176-181. 

  39. ACAU, B. 246, «Altra traslazione di l.ra tedesca in idioma ittaliano scritta dal sud.o Lorenzo Volmaijr al sud.o S.r Biasio di Corte per Hamburgo in datta di 18 9bre 1710 da Bels». 

  40. ACAU, B. 246. 

  41. Nicolò Vidale fu Vitale era nato a Valpicetto il 17.2.1686, quarto di sei fratelli rimasti orfani di padre nel 1696; all'epoca della lettera ha, quindi, 24 anni. Si sposerà il 2.8.1713 con Maria Gussetti di Giovanni fu Nicolò, da Magnanins. 

  42. Il reverendo Giacomo Vidale sive de Antoni (fg. di Nicolò fu Valentino e Maria Barbolan di Giovanni da Collina Grande) da Magnanins, nasce il 30.11.1654 e muore il 28.03.1728. Valentino Gussetti è il notaio più volte citato (n. 24.01.1660 m. 9.04.1720). 

  43. Nicolò Vidale «interveniente et agente di d.to S.r Volomario» figura in un contratto di recupera stipulato il 21.6.1711; ASU, Na, B. 3770. 

  44. Il 31.5.1713 la casa di Johannisg. 20/Schmidtg. 32 è affittata per 1.000 fiorini a Buschiasis Johannes (WinAGIS-Allgemeines Gemeindeinformationssystem der Stadt Wels) mentre «l'Ano 1713 li 26 lulgio segui nella citta di Bels nel Austria un testamento et ultime volontà del q.m S.r Lorenzo Volomaro nel qualle espone nel capitolo 15 che ha rimessi una certa suma di denari nella sua patria per fabbricare una cappella … qualli sono rimessi da mi in puri contadi et si ritrovano appresso l'hosto colla sigillati et consegnati … stante …non è statto sin hora disponutto la farcitura … così che … ordino mentre detta frabrica non venisse fatta che sia di qsti denari dati due porctioni alle chiesse di qsto contorno … e la terza porctione che sia dispensata alli poveri di qsto loco», ASU, Na, B. 3770. Sulla presenza dei Volomario, Puschiasis e Condone e Wels si veda Gilbert Trathnigg, Beitrage zur Hauserduonik von Wels (II), in «Jahrbuch des Musealvereines Wels», 12 (1965/66), pp. 111-112.  

  45. Maria q.m Zuanne Puschiasis compare ancora come residente a Casadorno nella «Tavola della Ved.a Conf.ta del Ss.mo Sacramento eretta nella Ve.da Parochial Chiessa di S.to Giacomo» nel periodo iniziante con «l'A.o 1738 il giorno della dedicazione di d.a V.da Chiessa e terminato l'A.o 1739 il giorno della Sagra» (Questo documento, unitamente alle matricole annuali della confraternita del periodo 1706-1781, trovasi in ASU, Na, B. 2874); l'anno 1737/1738 è anche l'ultimo in cui sono elencati separatamente i confratelli di Casadorno; Maria è qualificata come vedova di Zuanne Puschiasis per la prima volta nell'elenco 1734/1735. Verrà quindi inclusa tra i confratelli di Rigolato fino all'anno 1750/51. Probabilmente muore a Rigolato il 6.10.1759 (APR, Sepolture II), senza che nell'atto di sepoltura ne venga ricordata la vedovanza (ma l'annotazione, che pare sbrigativa e carente, potrebbe tuttavia riferirsi ad altra persona: il fatto che non venga nominata tra i membri della confraternita dopo il 1751 e la presenza di un inventario datato 1753 porterebbero a ritenere che la morte sia sopraggiunta, magari all'estero, verso il 1752). Si trascrive l'iscrizione apposta sull'altare «MARIA R.A DI ZVUANE PVSCHIASIS F:F: PER SVA DIVOTIONE. 1740». I palchi lignei del coro, di fattura pregevole, vennero in parte manomessi nel 1962, nel corso dei lavori di ammodernamento che, oltre all'aggiunta di una nuova sacrestia, comportarono la rimozione del vecchio cimitero. Per l'anno si veda l'opuscolo Parrocchia di Rigolato (a cura di), A don Giovanni Franzil nel XXV di sacerdozio, Parrocchia di Rigolato, Rigolato 1965, pp. 7-8.. Siamo nel periodo in cui scompare la statua originale del Bambino di Praga. Su quest'ultimo punto si veda Emi Puschiasis, Bambin di Praga, in «Sot la nape», vol. XLIV, n. 3 (jugn-setembar 1992), pp. 35-39. 

  46. Lorenzo Puschiasis da Belz figura tra i rifornitori esteri dei cramari di Forni Avoltri segnalati da Di Ronco, op. cit., p. 217. Dai registri delle sepolture di Forni Avoltri s'apprende, inoltre, che il 30.12.1737 «obijt in Germania in loco qui vocat Bels» Gio Batta di Qual, residente a Collina (APF, Liber V, Mortuorum 1718-1793) dove s'era trasferito, da Valpicetto, in seguito al matrimonio con Sabata Barbolan (APF, Liber III, Matrimoniorum 1653-1717, 6.5.1703), e il 28.12.1748 «obijt Welse in Austria superiori die 28 decembris anni proximme elapsi tumulatusque fuit in coemeterio parochia sindilburg(?)» (APF, Liber V, Mortuorum 1718-1793, 15.1.1749) Leonardo olim Natale Romanin, da Forni Avoltri. 

  47. Riguarda un edificio, situato nell'ex Burgerspital (Spitalh.2/Pfarrg.3), sul lato, sinistro con legnaia e cortile, costato 2000 fiorini (WinAGIS-Allgemeines Gemeindeinformationssystem der Stadt Wels). 

  48. Il 3.8.1736 «Giuseppe Candone curatore testamentario dalli sig.ri H.di q.m Zuane Puschiasis sucesori del q.m Sig.r Lorenzo Volomaro ha datto e cesso a nome semplice locacione locatto per un anno intiero alla sig.a Catarina mogl.e del sig.r Biasio di Corte … tutti li luoggi, cioè casa staulieri campi pratti mobili et animalli bovini … descritti come nel inventario esistente in manno di me nodaro eseguitto sotto il 18 luglio prossimo decorso…» - ASU, Na, B. 2875. Sulla successiva presenza a Wels di Giuseppe Antonio Candone si veda anche Walter Aspering, Das ehemalige Freihaus und kaiserliche Hofspital in Wels, Pfarrgasse 15 (Beiträge zu einer Häusergeschichte der Stadt Wels, IV), in «Jahrbuch des Musealvereines Wels», 21 (1977/78), pp. 73-76 e, più in generale sulla famiglia Candone a Wels, Theodor Barchetti, Die Familien v. Hartmann und v. Barchetti, Eigentümer des Hauses Wels, Pfarrgasse 15, im 19. Jahrhundert, in «Jahrbuch des Musealvereines Wels», 23 (1981), pp. 248-249

  49. ARCHIVIO VITO E GUIDO PUSCHIASIS, 1753 16 mag.o, Casa degli eredi q.m S.r Lorenzo Volomarro di Cassadorno ora abitanti in Wels

  50. L'atto si trova in ASU, Na, B. 2892. Il sito e la casa rimasero nelle mani degli eredi di Valentino Puschiasis fino al 3.10.1977, quando la casa nuova, ormai abbandonata ed in rovina, in seguito alla disgregazione del tessuto comunitario, all'emigrazione ed allo spopolamento iniziati dopo la prima guerra mondiale ed accentuatisi nel secondo dopoguerra, venne ceduta alla Parrocchia di S. Elisabetta Fogliano (Gorizia) - Atto rogato dal notaio Bruno Lepre; vedasi Parrocchia di Santa Elisabetta di Fogliano, Casadorno 1977-1997, Parrocchia di Fogliano, Fogliano 1997, p. 25. 

  51. L'esposto di Daniele Puschiasis, datato Rigolato li 2 agosto 1857, trovasi in ACAU, B. 246. 

 
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