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§ 8. Metodi ed operazioni di rilevamento

I metodi ed i mezzi di rilevamento furono tracciati in massima nella relazione 8 agosto 1899 approvata dalla Onorevole Amministrazione consorziale. In osservanza ai medesimi si è proceduto anzitutto alla visita dei termini accertandone resistenza ed attendibilità e cresimandoli con opportune iscrizioni, ossia alla delimitazione di ogni bosco, indi al loro rilevamento per ricavarne la figura e misura superficiale, introducendo un numero considerevole di indicazioni atte a riprodurne, la fisionomia e ad offrire capisaldi di riferimento per eventuali operazioni topografiche. Furono particolarmente rilevati i rughi, gli spartiacque, le strade, le roccie nude, gli spazi percorsi dalle valanghe, quelli vuoti, le frane ecc. e tutto ciò è riprodotto nelle 38 tavole pianimetriche quotate in scala da 1:2000 allegate alla presente relazione su ciascuna delle quali sono inoltre indicati i termini esistenti di 1a e di 2a grandezza e quelli da collocarsi, infine ogni accidentalità prossima ai boschi e che si presta per eventuali ricognizioni.

I boschi medi e grandi vennero spartiti in più sezioni, da dieci a venti ettari ciascuna, assumendo per linee divisorie le più marcate accidentalità del terreno ed il rilevamento fu fatto distintamente per ciascuna di esse sia per riguardo al suolo che al soprasuolo, offrendo così in questo modo anche il mezzo ad un facile controllo dell’operato. Furono così divisi in due sezioni: Forchiutta (la a sud, 2a a Nord), Grifon (Ia a ovest, 2a a est), Vintulis (1a a est, 2a a ovest), Pian della Gatta e Rio dei Lupi (1a a nord, 2a a sud), Collina (1a a sud, 2a a nord), Rio dei Lazzi (1a a est, 2a a ovest) e Val Englaro (1a a nord, 2a a sud); in tre sezioni Tops e Geu(1a a est, 3a ad ovest); in quattro sezioni Najarda (1a a est, 4a ad ovest); in sei Trivella - Malagar - Vinadia (1a ad ovest, 6a ad est); in nove Cucco Pezzetto (1a a est, 9a ad ovest); in dieci Pietra Castello e Costa Mezzana (1a 2a 3a ad ovest 4a 5a 6il nel mezzo e 7a a I0a ad est.).

Il rilevamento del terreno ebbe per obbietto principale la constatazione delle sue diverse qualità e la rispettiva estensione di ciascheduna. Così venne accertata l’area boscata e che tale si conserverà, rappresentando essa la parte fruttifera del bosco; l’area disboscata o calva, ossia gli spazi vuoti ove il ripopolamento è più o meno facile, nonché le frane e i lanciatori ove sarà lento ed incerto ed i lavinali ove in parte è difficile ed in parte impossibile; in fine le roccie nude, i ghiajeti e gli alvei dei rughi ove non sorgerà mai né una vegetazione arborea né altra utile produzione.

In armonia a tutto ciò e per rispetto alla produttività, il terreno venne distinto in tre categorie cioè: fruttifero, semifruttifero ed infruttifero.

Nel rilevamento del bosco resinoso venne adottato il metodo detto per contamente di pedali ossia si sono contate le piante tutte distinguendole in categorie a seconda del diametro all’altezza di 4.— metri da terra, come comunemente si usa nella pratica, e cioè in piante da oncie venete XVIII - XV - XII - X - VIII - VII - VI - V (di cui è nota la corrispondenza in misura metrica). Il bosco venne distinto in maturo ed immaturo o vivo, essendo costituito il primo dalle piante fisicamente ed economicamente mature, cioè che raggiungono il diametro di almeno XII oncie (35 cm;), il secondo da quelle che non lo hanno raggiunto. Per le prime furono rilevati il numero e diametro rispettivo dei tronchi legnosi ricavabili da ciascuna, per le seconde ciò si omise assegnandole soltanto alla categoria cui appartengono per riguardo alla loro grossezza.

L’adozione delle misure locali nel rilevamento delle piante e dei loro prodotti, sta in relazione al metodo che verrà seguito nella estimazione e sia in una come nell'altra operazione ciò ebbe lo scopo di rendere facilmente comprensibili all’esame degl’interessati anche meno esperti, i calcoli delle quantità e dei valori. Del resto vi è rapporto costante fra le misure locali vecchie e le decimali ed è dato dalla

Regola

il piede veneto ha ml. 0,347 ; il passo è di 5 piedi quindi 0,347 x 5 = 1,735 - l’oncia è pari a 0,347/12 = 0,029, così le misure locali suesposte hanno le seguenti corrispondenze metriche approssimative.

Oncie     XVIII    XV      XII      X   VIII     VII    VI      V  
Cm.tri 52 44 35 29 23 20 17.5 15

Similmente si è proceduto per riguardo alle piante di faggio; il loro rilevamento avvenne egualmente per contamento di pedali distinguendole in categorie a seconda del diametro a m. 1.50 da terra e cioè di cm. 35 - 30 - 25 - 20 - 15 - 12 e suddividendole ancora per riguardo alla rispettiva altezza. Anche il bosco latifoglio venne distinto in maturo ad immaturo o vivo, essendo formato il primo dalle piante appartenenti alle prime quattro categorie quando entrano per 2/3 a far parte del bosco, il secondo da quelle appartenenti alle due ultime e dal e inferiori contemplate sotto il nome di novellarne le quali sono in corso di maturazione.

Le resinose inferiori a V oncie e quelle latifoglio inferiori ai 12 cm. vennero bensì contate, ma non allo scopo di istituire calcoli sul preciso loro numero e maturabilità, ma per accertare soltanto l’età e densità del novellame onde servirsene per ulteriori apprezzamenti, per cui riuscendo di non grande utilità l’introdurre quelle quantità nell’asse patrimoniale, si è omesso di farlo.

Le risultanze parziali del rilevamento per zone e per sezioni seguite da un riassunto per bosco sono raccolte nelle tessere e riportate nelle pezze giustificative dell’operazione, ma nella presente relazione non apparisce la distinzione per zone né quella di tutte le sezioni che furono in alcuni casi raggruppate in unità maggiori.

Conseguentemente alle prese importanti ed estese avvenute dopo il rilevamento ne occorse una revisione, resa anche necessaria dal fatto che nei progetti di vendita o martellazioni, differentemente a quanto fecesi in quello, la tessera delle piante non si tenne distinta per sezioni e non potevasi quindi conoscere quante e quali fossero state recise in ciascuna di esse.

È opportuno notare che nell’asse si considerano compiuti i tagli in corso in Pezzeit di Amarianna, in Collina ed in Cucco Pezzetto.

In esito alle verifiche praticate furono modificate le risultanze del primitivo rilevamento, come appare dalle pezze giustificative dell’operazione, così da rappresentare lo stato dei boschi come se le tagliate avvenute posteriormente lo fossero già all’epoca del rilievo, in conseguenza di che l’inventario od asse patrimoniale disposto qui di seguito si riporta al 1° gennajo 1901.

Fa seguito al medesimo il riassunto dei prodotti ricavabili dal bosco resinoso maturo, ossia delle tre prime categorie di piante e del faggio pronto al taglio.

Quest’inventario dovrebbe tenersi costantemente aggiornato per avere sempre sott’occhio lo stato dei boschi e sarebbe opportuno che ad ogni decennio venisse in seguito a visite speciali rettificato riconoscendo in tali circostanze i bisogni dei boschi rivedendone i confini.

Per l’aggiornamento basta che venga assegnata una pagina ad ogni bosco in capo alla quale sieno riportati gli estremi ora accertati e di seguito vengano registrate le prese e le risultanze delle verifiche.

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Scarica questo file (Perizia-di-Stima.pdf)Descrizione e stima dei boschi consorziali carnici[Tipografia Editrice Gio. Batta Ciani, Tolmezzo, 1904]67 Downloads
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