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§ 2. Confinazione e terminazione

La forma o configurazione dei boschi geometricamente parlando, è per lo più semplice e regolare; trattasi in generale di quadrilateri d’ordinario più larghi che alti escorporati sulle falde dei monti; quando per seguire l'orografia del terreno, il perimetro non si svolga in numero di lati maggiore che però non è mai grande. A questa regola, fanno in parte eccezione i boschi Avanza - Zoccazz - Suttul - Tops e Geu - Val di Pietra e Vojani nei quali, per cause diverse il perimetro è alquanto spezzato.

I lati sono molto spesso costituiti da accidentalità naturali marcate, quali torrenti, ciglioni, strade ecc.; così confinano totalmente da tre lati con linee naturali i boschi; Pezzeit di Amarianna - Montutta - Forchiutta - Collina - Cucco Pezzetto - Ongara - Pian del Fogo - Costa Paladin; da due lati: Candelino - Valvessaura - Costa Mezzana con Pietra Castello - Val di Pietra - Najarda - Plan Vidal - Val Englaro; da un lato solo: Vintulis - Grifon - Pian della Gatta con Rio dei Lupi - Avanza - Zoccazz - Tops e Geu - Trivella - Bernon - Latteis - Flobia - Vojani - Sappadizzo - Palis - Codis di Çhampon; inoltre è a notarsi che anche molti degli altri lati sono in parte formati da linee naturali demarcate sul terreno.

Le intersezioni dei lati, siano assi linee naturali o no, sono stabilite da termini consistenti in monoliti o in pareti di roccia nelle quali venne incisa la sigla C X. opera questa, come già si disse, eseguita in sul principio del 1600 per disposizione del Consiglio dei Dieci.

Posteriormente ed in epoche varie, lungo alcuni lati ove era incertezza od irregolarità sull’andamento dei confini o per mutazioni avvenute ai medesimi con giudizi o convenzioni, furono posti altri termini di secondo ordine, in forma di rozzi cippi di pietra, con su incisa una . E così che sono individuati i lati Ovest di Montutta, Nord di Pian della Gatta, Ovest di Cucco Pezzetto, Ovest di Avanza, Est di Zoccazz, Sud ed Ovest di Suttul, Nord di Tops con Geu, Nord ed Ovest di Pietra Castello con Costa Mezzana, Nord di Trivella e Vinadia, Sud - Est di Mugges, Nord di Val di Pietra e Nord di Faeit. Lungo le linee di confine, spesso molto estese, sono incisi negli alberi dei segni ( iniziali - date ecc.) che molto utilmente servono ad indicare l’andamento del lato in mezzo al bosco, ove la visuale è breve ed ove mancano i punti di riferimento.

Come segno di conferma ed acciò sia più facile riconoscerli, verniero, nel corso dell’ operazione presente dipinte con color rosso ad olio le sigle C X scolpite nelle roccie e nelle monoliti che delimitano il perimetro dei boschi e rinnovata sulla corteccia degli alberi circostanti la sigla medesima aggiungendo negli uni con colore e negli altri con incisioni la data della visita. Negli angoli S. E. di Amarianna, S. E. di Candelino, S. E. di Ongara, N. O. di Grignons, S. O. di Vojani, N. O. e S. O. di Najarda, S. E. di Costa Paladin, S. E. di Rio dei Lazzi, N. di Scandolaro, S. E. di Plan Vidal non si rinvenne il termine, né in roccia, né in monolite, ma solamente si trovò incisa la sigla C X ed altre lettere con date sulla corteccia degli alberi, segni, questi alquanto vecchi e che si riconobbero come indici di confine. A conferma furono aggiunte sugli alberi stessi, e sui circostanti nuove sigle C X con la data della visita. Sarebbe però opportuno che in quegli angoli venissero apposti termini lapidei di primo ordine a cura dell’amministrazione consorziale e dei proprietari confinanti. Sono da individuarsi o stabilirsi con termini di secondo ordine, un tratto del lato Sud di Val di Pietra ed il lato Nord - Est di Vojani, linee queste che vennero riconosciute in concorso dei proprietari confinanti e contrassegnate con l’incisioni sugli alberi della sigla C N e con la data 1900.

Restano poi da collocarsi i termini lapidei in angolo S. O. di Flobia, Nord di Grignons, N. E. di Namboluzza, S. O. di Sappadizzo, Sud di Scandolaro, giusta la sentenza arbitramentale Viani 22 luglio 1888 e nei punti determinati solamente con misurazioni per gli scopi del rilevamento. Lungo il lato Ovest del bosco Valvessaura e precisamente in corrispondenza ad un antico termine di prima grandezza, Giuseppe Laicauf possiede tuttora senza stabili confini 2200 mq. di fondo che la sentenza arbitrale Sommavilla 20 novembre 1889, riconosce proprietà consorziale.

Sussiste poi ancora contesa circa il lato N. O. del bosco Costa Mezzana a contatto colla malga Campiut. Nei rilevamenti venne assunta per confine la retta intercedente fra i due termini estremi del lato; posteriormente vennero indicati due vecchi termini intermedi seguendo i quali, la linea di confine riuscirebbe spezzata attribuendo al Consorzio una maggior area di Ettari 4.72 avente il seguente valore:

Area: Ettari 4.72 a L. 100.— L. 472.—
Bosco vivo di abete L. 303.— L. 775.—

In ordine a conforme deliberazione dell’assemblea consorziale pendono le pratiche per la risoluzione della vertenza.

Da quanto si ha sopraesposto devesi dedurre che il patrimonio immobiliare del Consorzio Boschi Camici, salvo definizione della vertenza in Costa Mezzana, rimane così integrato.

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La Repubblica Veneta colpì di bando alcune plaghe dei boschi pubblici così che i banditi rimasero confinati tutt’intorno da beni ch’erano dei comuni. Nella confinazione che poi si fece, là ove i banditi erano contigui a beni privati, vie pubbliche o torrenti fluitabili s’ebbe cura di lasciar comunale una fascia di bosco da quei lati e che, ove è ancora, rimasta tale, porta precisamente il nome fascia. Ciò allo scopo di evitare che la proprietà demaniale fosse in contatto con quella privata, e conseguentemente meglio protetta. Alcune di queste fascie sono state vendute a privati, altre furono usurpate e disboscate, così che oggi i boschi ex demaniali hanno nuovi e numerosi confinanti.

Sono ancora circondati da proprietà comunale da tutti i lati i boschi Pezzeit di Amarianna - Montutta - Ongara - Bernon - Flobia - Vojani - Pian del Fogo - Rio dei Lazzi - Monte Aresto - Plan Vidal - Palis - Codis di Çhampon - Val Englaro e Faeit, ed eccezion fatta per piccolissima parte in lato Est e Sud Est, Cucco Pezzetto e in lato Ovest Mugges, che lo sono da privati. Sono pure circondati da beni comunali da tutti i lati meno quello di ponente, Candelino, Pian della Gatta con Rio dei Lupi e Valvessaura, men quello di settentrione, Trivella e Vinadia con Malagar, e men quel di mezzodì Tops con Geu, Pietra Castello con Costa Mezzana confina con beni comunali al solo lato di levante e da tutti gli altri con beni privati. Forchiutta, Vintulis e Grifon confinavano un tempo tutt’intorno con bosco comunale poi divenuto proprietà di 30 famiglie, cosiddette originarie di Dierico, che formano il consorzio privato omonimo e cosi pure Collina prima che il comune proprietario avesse venduto alla ditta Cozzi il bosco e le malghe che lo circondano. Quanto agli altri lati, Rio dei Lupi confina ad Ovest col bosco della Capellania di Imponzo, Tops e Geu confinano a Sud col bosco privato di Tuglia ed a Nord colle praterie di Luzza; Costa Mezzana e Pietra Castello confinano a Nord col bosco privato di Val di Bais e ad Ovest colla malga privata Campiut e colle praterie di Ludaria; Najarda poi confina a Sud col bosco comunale, ad Ovest con malga privata: Avanza, eccezion fatta pel lato che lambisce il Degano, confina con boschi e pascoli privati di Avanza e Vals: similmente Zoccazz coi boschi privati Bordalia e Sisanis; Suttul poi, dopo che il comune di Forni insieme agli incolti ha diviso e venduto la malga contigua, riesce circondato tutt’intorno da prati che vanno man mano decimandolo. Grignons, Namboluzza e Sappadizzo confinavano pur essi quasi tutt’intorno con beni comunali, ora però che questi furono divisi e ceduti a privati, molti sono i confinanti che però conservano a bosco il loro assegno. Scandolaro e Sielutta sono circondati da boschi comunali e privati.

Tutto ciò ho rilevato perché la natura e la destinazione dei beni contermini hanno influenza sui boschi consorziali; infatti, se confinano con boschi comunali sono generalmente protetti da ogni manomissione ed usurpazione, se con pascoli privati o comunali invece, sono esposti a tagli abusivi di piante sia da fuoco che da costruzione per parte dei malghesi; inoltre sono soggetti alle scorrerie della mandria che volenti o nolenti i pastori vi s’introduce; infine se confinano con prati privati, facili e frequenti sono le usurpazioni e sotto questo riguardo noto particolarmente Montutta, Forchiutta, Collina, Avanza, Mugges, Queston di Najarda, Pian del Fogo, Plan Vidal, Palis e Val Englaro tutti, chi da uno, chi da più lati confinanti con malghe private o comunali e quindi esposte ai sopracitati danneggiamenti; noto inoltre Candelino, Subirai, Tops e Geu, Val di Pietra, Latteis, Grignons, Sielutta, Faeit tutti con uno o più lati confinanti con prati privati e quindi esposti ad usurpazioni se non molto dannose, certo moleste; noto ancora i boschi Candelino, Latteis, Grignons, Namboluzza, Sappadizzo, Scandolaro, Sielutta e Val Englaro i quali per trovarsi prossimi ad abitati come Lovea, Latteis, Ampezzo e Pozzis sono esposti ad un legnatico che difficilmente si può impedire.

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