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§ 4. Natura dei terreni, condizioni del suolo, azione del clima

Una delle condizioni più influenti di produzione è la natura del terreno. La composizione chimica e lo stato fisico di questo servono di base onde stabilire la produttività di suoli diversi. Dovrebbesi quindi preporre ima tavola agronomica dei boschi consorziali compilata sulla base di una diligente analisi e di uno studio delle condizioni fisiche dei terreni, ma ciò oltrepassa di molto le cognizioni del perito. Si cercherà tuttavia di ripararvi con un esame delle condizioni intrinseche del suolo per natura geologica, qualità, quantità e profondità della terra, freschezza sua e ricchezza di humus.

Credo utile ricordare che, a prescindere da altri requisiti, la vegetazione richiede principalmente fosforo, potassio, azoto e calcio per cui il terreno può considerarsi tanto più fertile quanto meglio è fornito di tali elementi nel mentre lo è tanto meno quanto più essi difettano. Il potassio entra maggiormente a far parte delle formazioni geologiche più antiche, mentre scarseggia nelle recenti. Inoltre alcuni giacimenti abbondano di fossili, altri scarseggiano, da cui una maggiore o minore ricchezza dei terreni appartenenti ad uno od all’altro dei medesimi. Nelle formazioni schistose ed arenaceo è caratteristica la permeabilità del suolo alle acque, la sua facile erodibilità e scomposizione, nelle calcari invece tali qualità si riscontrano in grado minore. La composizione chimica e la fertilità del terreno dipendono in buona parte dalla loro età, da cui l’importanza di classificarli in ordine alla formazione geologica alla quale appartengono.

Nel bacino carnico le formazioni più antiche si allineano lungo il crinale di spartiacque col fiume Gail e le più recenti ne occupano la parte meridionale e, procedendo poi nelle vallate da Sud a Nord, si riscontra che esse sono incise sempre più profondamente nei terreni antichi ed in questi si aprono anche le valli trasversali formate dal grande squarciamento che corre dalla Pradolina al passo di Lavardeit. Va notato che per effetto dei moti scismici che fratturarono la volta orogenica i singoli giacimenti non si trovano alla stessa altezza, ma ad altezze differenti nelle diverse vallate ed anche in una sola di esse da cui ne consegue la varietà dei terreni per rispetto alla orografìa ed alla vegetazione.

Le formazioni calcaree e calcareo - dolomitiche con la dolomia principale costituiscono quasi tutti i monti a Sud del Tagliamento ed i gruppi dell’Amarianna e del Sernio; le arenarie calcareo - marnose formano i gruppi della Pradolina, del Tersadia, dell’Arvenis, di Pieltinis e del Tiniza; gli schisti argillosi, micacei e talvolta quarzosi formano le falde del Coglians, dell’Avanza e del Tuglia. Nella seconda e meglio nella terza delle dette formazioni la fertilità del suolo con l’abbondanza e ricchezza della vegetazione s’accompagnano all’ampiezza delle convalli, ai dolci pendii, alle frequenti sorgive così che queste regioni riescono comode e simpatiche per l’aspetto ridente del paesaggio. All’incontro l’asprezza della falda ripida e distesa, la durezza del suolo, la sua aridità, gli anfratti impervii con la scarsa e povera vegetazione che ricopre le falde sono caratteristiche nella regione della dolomia principale così tristemente monotona e desolante. In difetto di cognizioni scientifiche quindi, gli stessi nostri sensi possono aiutarci nella classificazione dei terreni.

Passando dalle nozioni generiche alle speciali e concrete il suolo dei boschi consorziali per riguardo alla natura geologica e composizione chimica, ossia per ordine di pregio e di bontà puossi cosi distinguere:

  1. Porfidi e schisti micacei:
    Montutta - Tops e Gen - Pietra Castello e Costa Mezzana.
  2. Arenarie calcari, micacee e marnose:
    Cucco Pezzetto - Suttul - Ongara - Trivella - Mugges - Val di Pietra - Bernon e Flobia.
  3. Calcari grigi, rossi e grigi con schisti:
    Collina - Valvessaura - Avanza e Zoccazz.
  4. Arenarie calcari e marnose:
    Forchiutta - Grifon - Vintulis - Pian della Gatta e Latteis.
  5. Arenarie calcari:
    Grignons - Namboluzza - Sappadizzo e Scandolaro.
  6. Dolomia principale:
    Pezzeit di Amarianna - Candelàio - Vojani - Queston di Najarda - Pian del Fogo - Costa Paladin - Rio dei Lazzi - Monte Aresto - Sielutta - Plan Vidal - Palis - Faeit - Codis di Çhampon e Val Englaro.

Lo stato delle superficie, talvolta ripulite e talaltra ingombre di sfacelo e di alluvioni provenienti dalle masse dolomitiche soprastanti tende ad alterare in alcuni casi un tal poco la rigorosa classifica suesposta; così ad esempio meritano elevati di grado per speciali condizioni nella 3a classe Avanza; nella 4a Grifon; nella 5a Scandolaro; nella 6a Vojani-Plan Vidal e Palis. E d’altro canto meritano abassati di un grado nella 3a Collina; nella 4a Forchiutta e Latteis; nella 5a Grignons; nella 6a Candeline - Queston di Najarda e Faeit.

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Ho già menzionato il fatto che i terreni schistosi ed arenacei in confronto a quelli calcareo - dolomitici sono facilmente erodibili così che nei primi si è formato e va formandosi uno strato di terreno sciolto e sminuzzato che può chiamarsi propriamente terra. Questa concorre a Oltre agli elementi minerali che dipendono dalla natura del suolo, un’altra sostanza di natura organica va notata, e questa consiste nell’humus formato dalla decomposizione di residui organici. Meglio delle piante agate, quelle frascate depongono al suolo abbondanza di spoglie e concorrono ad arricchire il terreno di questa che può dirsi naturale concimazione.

La qualità dunque della terra, la sua profondità, nonché l’abbondanza di humus stabiliscono la fertilità dei boschi che perciò vanno comparativamente considerati sotto questo speciale aspetto. Ne possedono in abbondanza la sez. superiore del bosco Montutta - Grifon - Pian della Gatta; sez. a mezza costa di Cucco Pezzetto Avanza; sez. mediana ed inferiore di Pietra Castello; sez. superiore di Trivella e Vinadia; sez. mediana di Val di Pietra - Bemon - Plan Vidal e sez. Ovest di Val Englaro. Ne sono forniti discretamente Vintulis - Rio dei Lupi - Valves saura - Zoccazz - Suttul -Tops e Geu - Ongara - Mugges - Flobia - Latteis - Vojani - Pian del Fogo - Scandolaro - Sielutta e Palis. Ne scarseggiano e prevalgono invece le rocce ed i massi rocciosi detritici in Pezzeit di Amarianna - Forchiuttta - Candelino - Collina - sez. superiore di Cucco Pezzetto - Zoccazz - Malagar - Grignons - Namboluzza - Sappadizzo - Najarda - Costa Paladin - Rio dei Lazzi - Monte Aresto - Codis di Çhampon sez. Nord di Val Englaro e Faeit.

Primeggiano inoltre per ricchezza di humus Montutta - Grifon - Pian della Gatta - Valvessaura - sez. centrale a mezza costa di Cucco Pezzetto - Avanza - Zoccazz - Suttul - Tops e Geu - Pietra Castello e Costa Mezzana - Ongara - Trivella - Vinadia - sez. centrale di Val di Pietra - Bernon - Flobia e Pian Vidal. Ne hanno in quantità discreta Pezzeit di Amarianna - Forchiutta - Vintulis - Rio dei Lupi - Collina - Cucco Pezzetto - Malagar - Mugges- sez. Est ed Ovest di Val di Pietra - Latteis - Sappadizzo - Vojani - Pian del Fogo - Costa Paladin - Scandolaro - Sielutta - Palis e Codis di Çhampon.

Ne scarseggiano infine Candelino - sez. superiore di Cucco Pezzetto - Grignons - Namboluzza - Queston di Najarda - Rio dei Lazzi - Monte Aresto - Faeit e sez. Nord di Val Englaro.

Le migliori essenze quali l’abete rosso e l’abete bianco vogliono buon terreno e freschezza.

Nei terreni aridi allignano invece le piante meno esigenti ma anche meno preziose, quali il faggio ed il pino che occupano le pendici più povere delle nostre alpi.

Condizioni favorevoli di freschezza si riscontrano di preferenza in Montutta - Grifon, nella sez. inferiore di Cucco Pezzetto - in Geu, in quasi tutto Pietra Castello e Costa Mezzana, in buona parte di Vinadia e Trivella; lo possiedono in discreta misura - Pian della Gatta - Valvessaura - Avanza - Zoccazz - Ongara - Mugges - Val di Pietra - Bernon - Flobia - Vojani e Plan Vidal; scarseggiano invece in Amarianna - Forchiutta - Vintulis - Collina - Suttul - Latteis - Grignons - Namboluzza e Sappadizzo ed in tutti gli altri situati nei bacini del Tagliamento e dell’Arzino conseguentemente alla estensione della dolomia principale ed alla loro ubicazione alquanto bassa.

In Carnia, eccettuato qualche corpo morale e qualche privato, la selvicoltura è quasi sconosciuta; si considera il bosco come la veste naturale del suolo abbandonato a se stesso; l’uomo si cura di esso solo quando vi sia da cogliere qualche frutto. In tal modo non si provvede affatto o si provvede ben poco all’arresto ed alla limitazione dei franamenti, alla sistemazione dei rughi, agli impianti sugli spazi spopolati, alla selezione delle essenze, all’espurgo dei cespugli e delle erbe nocive ed alla pulizia delle piante, così che se un bosco è bello, popolato e pulito lo è più per forza naturale di cose che per un buon governo di esso. Da questa taccia non vanno immuni i boschi del Consorzio, benché qualche cosa siasi cercato di fare e molto non siasi potuto per là loro dispersione, per il bisogno di devolvere buona parte delle rendite nel pagamento del prezzo di acquisto e per altre diverse cause.

Sotto P aspetto della consistenza del terreno le condizioni dei boschi consorziali sono generalmente buone ed a ciò concorre il rispetto avuto per lo passato e la prudente misura osservata ognora nell’estensione delle prese. Tuttavia si notano alcuni smottamenti e franamenti che conseguono dalla natura e disposizione del terreno, dalla presenza di sorgive in terreni compatti e dall’erosione di torrenti in falde ripidissime. Tra quelli generati dalla pressione delle acque nel sottosuolo va notato uno piccolo esistente in angolo N. O. di Montutta, altro alquanto esteso in Zoccazz altro in lato Ovest di Ongara, altro piccolo presso al lato ovest di Mugges, altro in lato N. E. di Bernon tutti di media area non superiore ad un ettaro.

Vi è poi una serie di franamenti causati dall’erosione dei torrenti e dello scalzamento del piede od unghia delle falde per cui il terreno perde la inclinazione necessaria al proprio equilibrio. Esempi: uno grande in Vintulis, alcuni nella parte inferiore ed orientale di Cucco Pezzetto e precisamente ai lati dei torrenti che ivi scendono assai incassati ed altri al lato Est di Avanza ed ovest di Zoccazz che si estendono per tutta la lunghezza della falda intaccata dal torrente Degano che la erode quotidianamente. Eccezion fatta di quest’ultima, le altre frane andranno man mano chiudendosi e tanto meglio e più sollecitamente quanto più vi si faccia qualche opera in ajuto della natura.

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I boschi consorziali sono anche lambiti o attraversati nel loro seno da torrentelli o rughi i quali generalmente si presentano in buone condizioni rispetto alla loro sistemazione, così da non presentare minaccio c pericoli alla consistenza delle falde. Si è già menzionato come il Degano attraversi Avanza e Zoccazz per modo che se ciò non fosse, quei due boschi ne costituirebbero uno solo e come le rispettive ripe subiscono per opera sua notevoli erosioni, ma per porvi un riparo occorrono opere importanti c proprie alla generale sistemazione idraulica di quel torrente.

Devonsi notare i due rivi che fiancheggiano Montutta, quello che attraversa Vintulis, altri che attraversano Cucco Pezzetto, uno che attraversa Bernon ed altro Vojani i quali avendo pendio ripido si presentano bisognevoli di qualche opera intesa ad impedire lo scalzamento delle sponde ed a limitare il degrado. Degli altri minori non merita fatta menzione alcuna perché si riconobbero affatto innocui.

Un guaio dei boschi è la presenza degli spazi vuoti che sarebbe d’uopo fossero ripopolati tosto che si manifestano. E questo un difetto che consegue dal modo col quale si seguirono le prese, da schianti e da altre cause. Sotto questo aspetto le condizioni dei boschi consorziali sono generalmente mediocri.

Richiedono ripopolamento negli spazi vuoti mediante impianti, la plaga superiore di Montutta, varie plaghe dei boschi Vintulis e Pian della Gatta, i due campigli di Cucco Pezzetto, le aree pascolive di Avanza, molta parte di Suttul, il prato dei Talzeri ed altri ripiani in Pietra Castello, gli spazi vuoti nei ripiani superiori di Trivella e Vinadia, le aree pascolive di Latteis e gli spazi vuoti di Grignons e di Plan Vidal. Specie in Montutta, Cucco Pezzetto, Avanza o Trivella sonvi più ettari di terreno fertilissimo reso compatto dalla zolla erbosa coperta di felcie, di ortiche che bisognerebbe estirpare zappando inoltro il suolo per conseguire il ripopolamento con la semina naturale. In Motutta - Vintulis - Pian della Gatta - Collina - Valvessaura - Suttul - Bernon - Latteis - Plan Vidal ove i cessati governi avevano rispettato molte piante ultramature, in seguito al taglio di queste si crearono spazi vuoti che stentano a popolarsi perché il terreno è chiuso e coperto di vegetazione erbacea.

Dopo un taglio generale, specialmente se di piante frascate, sorge una fitta vegetazione di erbe alte, di arbusti, fra cui comune è il lampone, di piantine di salice caprino, di ontano, di pioppo che impediscono la semina naturale e lo sviluppo delle resinose. Queste piante, è vero, dopo qualche anno intristiscono e muoiono, ma ciò ritarda di almeno un decennio lo sviluppo del vero bosco sia resinoso che latifoglio, ed in questi casi non vi ha dubbio che il pascolo con animali bovini riesce utile poiché il loro calpestio serve da un lato a rompere il tessuto della vegetazione nociva e dall’altro ad affondare i semi nel suolo insieme a qualche po' di concime.

In tali condizioni si trovano Pian della Gatta, una parte di Collina, quasi tutto Valvessaura, parte di Mugges, Bernon, Grignons, Pian del Fogo, Plan Vidal nei quali senza tema di menomare la consistenza del terreno si potrebbe permettere il pascolo dei bovini, oppure praticare un salutare espurgo delle piante inutili e nocive.

In alcuni boschi incominciano ad apparire le agate; ivi sarebbe opera sommamente utile e saggia di aiutare la natura con un taglio delle essenze latifoglie per procurare che le prime s’innalzino e si estendano. In tali condizioni ravviso i boschi Forchiutta, Rio dei Lupi, varie sezioni di Cucco Pezzetto, qualche plaga in Tops, Flobia, sez. a Nord di Vojani, un tal poco la sez. inferiore di Najarda, Costa Paladin e sez. di Penon in Rio dei Lazzi, nel mentre quest’opera di espurgo venne praticata nei boschi Grifon - Collina - Pietra Castello e Costa Mezzana ove si notano ormai i benefici suoi effetti.

Queste operazioni non sono molto costose, spesso colla legna, ricavabile dall’espurgo si pagano le spese aumentando e migliorando così senz’oneri la densità del bosco e popolandolo delle essenze più preziose.

Non è fuori luogo accennare che per quanto la semina naturale assicuri alla pianta una maggiore robustezza, tuttavia sarebbe consigliabile la formazione di vivai nei boschi principali ed in tutte le vallate onde servirsene per opportuni impianti nelle plaghe spopolate ed ove comunque e per cause varie non sorga sollecita una scelta ed abbondante vegetazione.

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L’altitudine ed esposizione, l’azione dei venti, l’estensione e frequenza di valanghe esercitano un’azione notevole sulla quantità della vegetazione e sulla qualità dei prodotti tale da portare una sensibile influenza sul valore del suolo. Si raggruppa questo complesso di azioni ed influenze sotto la denominazione di condizioni climatiche in rapporto alle quali si esamineranno i diversi boschi.

Sono fra i più favoriti a questo riguardo: Avanza - Zoccazz - Pietra Castello e Costa Mezzana - Val di Pietra - Vinadia - Trivella aventi buona ubicazione e non soggetti a venti e valanghe. Li seguono dappresso Pian della Gatta - Rio dei Lupi - Tops - Ongara - Flobia - Sappadizzo - Namboluzza - Vojani - Scandolaro - Palis bene esposti ma un tal poco colpiti dall’azione dei venti e da qualche piccola valanga.

Vengon poi Grifon - Cucco Pezzetto - Ongara - Grignons - Sielutta - Plan Vidal - Codis di Çhampon e Val Englaro ove si notano spazi notevoli percorsi dalla lavina ed ove, non sorgendo o maturando le piante, rimangono spazi vuoti sfruttabili solamente col pascolo. Seguono indi Forchiutta - Vintulis - Candelino - Suttul - Bernon - Lat- teis - Queston di Najarda - Costa Paladin e Monte Aresto ove alla frequenza di qualche lavina si aggiunge una particolare rigidezza climatica. Stanno infine i boschi Montutta - Collina - Valvessaura - Malagar - Mugges - Pian del Fogo - Rio dei Lazzi e Faeit nel primo ed ultimo dei quali oltre alla menzionata rigidezza di clima si notano vasti lavinali, mentre il secondo, terzo e quarto sono tormentati da forti venti che deprimono la vegetazione e danneggiano le piante, gli altri quattro poi sono dilaniati dalle valanghe che spazzato il bosco vi hanno creato amplissime radure.

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I boschi consorziali sono per lo più escorporati a mezza falda del monte cioè a quell’altezza ove il pendio è più ripido, nel mentre al di sotto si svolgono i contrafforti e le colline per lo più a coltura prativa ed al di sopra si allargano i vasti ripiani e gli ampli canaloni pascolivi; non sono quindi per ragioni idrografiche terreni adatti al pascolo, mentre esigono per moltissime altre di essere conservati a bosco.

Si distinguo fra gli altri Cucco Pezzetto il quale si estende dal fondo della valle alla cima del monte ed unico fra tutti abbraccia in alto una vasta estensione di ghiajeti e di cretaglie. Sembra che in origine questa plaga non fosse bandita perché non era boscata, ma con le sentenze 11 febbrajo 1861 del tribunale civile di Venezia e 15 luglio 1861 dell’I. R. tribunale di appello Lombardo Veneto, venne attribuita al Demanio. Prima di allora su parte di questo bosco veniva esercitato il pascolo ed esistevano casera e loggie per il ricovero degli animali e per la lavorazione del latte.

Per altitudine e per condizioni del terreno quel fondo è poco adatto sia a pascolo che a bosco, però volendolo non riuscirebbe difficile né costosa la riattivazione di una malghetta, come era ab antiquo, per usufruire della vegetazione erbacea così abbondante in quei vasti lavinali, ove mai, od almeno difficilmente e precariamente potrà sorgere un bosco.

Si presenterebbero poi per giacitura adatti alla creazione di malghe pascolive i boschi Pian della Gatta e Plan Vidal, poiché, come indica lo stesso loro nome, sono pianeggianti ed inoltre forniti sufficientemente di terra, ma vi fa difetto l’acqua; inoltre la loro estensione limitata non consente di ritenere che da soli possano bastarvi. Questo cambiamento di coltura, poi, esige opere molte e complesse per il che un calcolo della spesa occorrente può farsi, bensì, ma solo approssimativamente: quanto poi all’esito ed all’utile conseguibile, entrambi appaiono troppo incerti. Boschi che in parte convenga sfruttarli col pascolo non ve ne sono; solivi invece delle aree per ora calve ed infruttifere che potrebbesi pascolare e forse abusivamente si pascolano e sono quelle percorse dalle valanghe che prima schiantarono il bosco ed ora ne rendono difficile e lentissima la riproduzione. Di queste menziono quella di Mugges che distrusse tanta parte, di quel bosco ed ove ora si sta formandone mio di essenze varie, e quella memorabile di Rio Nero avvenuta nel 1888 che per una larghezza di 200 metri distrusse ogni cosa in Pian del Fogo travolgendo seco i casolari omonimi assieme ai loro abitatori. Su quell’area disgraziata non si è peranco riprodotto il bosco, ma ora va sorgendo alquanto novellarne. Sonvi poi i grandi lavinali di Cucco Pezzetto già menzionati e quelli di Rio dei Lazzi e di Faeit dei quali i primi soli si presterebbero al pascolo. Da tutto ciò si desume che, fatta eccezione della parte superiore di Cucco Pezzetto, nessuno dei boschi consorziali è adatto alla formazione di malghe pascolive, né sembra conveniente che alcuna parte di essi venga dal Consorzio destinata al pascolo. Solo nel caso che venissero riuniti alle malghe contigue di proprietà comunale potrebbero, in qualche caso e limitatamente a qualche plaga venir aggregati alle malghe stesse.

Ad una malga poi in Pietra Castello, certamente nessuno vi pensa se si consideri la sua altitudine, le condizioni in cui si trova o meglio ancora se si dia uno sguardo alla sua produttività legnosa.

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Scarica questo file (Perizia-di-Stima.pdf)Descrizione e stima dei boschi consorziali carnici[Tipografia Editrice Gio. Batta Ciani, Tolmezzo, 1904]27 Downloads
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