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§ 5. Essenze, rotazione delle prese, stato della vegetazione

Due sono le piante dominanti nei boschi consorziali, l’abete ed il faggio; in alcune località però si presenta anche il larice; si rinvengono poi salici, pioppi, carpini, aceri, betulle, ma queste son sporadiche. Inoltrandosi in una vallata si scorge tosto quale essenza vi predomini; l’abete ha color verde cupo profondo, dà al paesaggio un carattere severo, grandioso, eminentemente bello; il foggio dal verde chiaro, colle sue forme morbide e tondeggianti ne dà altro d’aspetto dolce, ma di uniformità stanchevole. Il faggio è esteso nei bassi monti sui pendii di levante e settentrione, negli alti su quelli di mezzodì e tramontana; è poco esigente e colle sue radici numerose e potenti penetra ovunque ed alligna facilmente anche in terreni poveri ed aridi; nei boschi consorziali esso è sempre d’alto fusto. L’abete si eleva al di sopra del faggio e vegeta di preferenza nei terreni forti e freschi e non troppo sciolti, ama il versante settentrionale e l’ombra ed è pianta alquanto esigente, ha quindi il suo maggior sviluppo nei terreni primari e di transizione siti nelle alte vallate ove trova anche l’atmosfera alquanto umida e dove è rarissima la siccità.

Evvi qualche differenza fra il bianco (abete) ed il rosso (picea) il primo ha fittone, la sua fibra è ruvida ed irregolare, il legno è fragile, scheggioso ed estremamente resinoso; il secondo ha il sistema radicale superficiale e quindi soffre alquanto pei venti, ha la fibra morbida e regolare.

Il larice notasi nelle località più elevate volte a tramontana ove non giunge l’abete e nei terreni argillosi ed anche sassosi ricchi di potassa.

L’abete rosso e l’abete bianco si mescolano di frequente così che riesce talvolta incerta la prevalenza dell’uno o dell’altro; puossi però notare che l’abete bianco domina in Pezzeit di Amarianna, Pian della Gatta e Rio dei Lupi, Collina, Suttul e Bernon e l’abete rosso in Avanza, Zoccazz, Tops e Geu e Val di Pietra, mentre si alternano a plaghe il dominio in Montutta, Forchiutta, Grifon, Vintulis, Cucco Pezzetto, Costa Mezzana, Vinadia, Trivella, Ongara e Flobia. Il larice si presenta in quantità menzionabile soltanto in Cucco Pezzetto. Di altre essenze non è il caso di discorrere perché esse hanno poca importanza.

Come si osserva spesso in altri consimili casi nella natura, dopo un periodo di vegetazione resinosa ne succede altro di latifoglia cosi che le due essenze si alternano l'una all’altra a periodi di varia lunghezza. Astrazion fatta dal concorso di altre cause, l’abete conserva più a lungo il predominio nei terreni fertili poiché vi trova le condizioni più adatte al suo sviluppo; si alterna, col faggio a periodi quasi eguali e rimangono entrambi lungamente consociati nei terreni di mediocre fertilità: l’abete poi conserva per poco la prevalenza, che invece viene acquistata dal faggio il quale la mantiene a lungo e quasi esclusivamente nei terreni di scarsa fertilità.

Il turno di rotazione delle due essenze, agata e frascata, s’aggira sui due secoli circa.

Questo fatto ha notevole importanza sotto molti aspetti e specialmente riguardo al valore dei boschi dei quali quindi merita rilevato se trovinsi nel periodo ascendente delle rispettive essenze.

Nei secoli XVIII e XIX le frascate avevano nei boschi ex demaniali un grande sviluppo come lo attestano i vecchi catasti e lo provano le importanti tagliate di faggio avvenuto negli ultimi decenni nei boschi ora resinosi e misti.

Attualmente l’essenza dominante è distribuita in rapporto alla qualità e giacitura dei terreni, di guisa che l’abete primeggia nelle alte vallate del Chiarsò, del Bût, del Degano, della Pesarina e del Lumiei; il faggio in tutta la valle dei Tagliamento e nelle contigue dell’Arzino e del Fella.

Esaminando i vari boschi sotto questo aspetto noto che: sono resinosi e tali si conserveranno a lungo, Montutta, Avanza, Zoccazz, Tops e Geu, Pietra Castello con Costa Mezzana, Ongara, Trivella e Vinadia, Val di Pietra e Flobia; sono misti, ma diverranno fra non molti anni prettamente resinosi, Forchiutta, Grifon, Vintulis, Collina, Valvessaura, Cucco Pezzetto, Suttul, Mugges, Bernon e Latteis. L’essenza resinosa manifesta incipiente tendenza ad un maggior sviluppo in Pezzeit di Amarianna Pian della Gatta e Rio dei Lupi, Plan Vidal in circa metà di Vojani e di Najarda e presenta soltanto scarsi indizii in Costa Paladin, Rio dei Lazzi e Palis e tali da non ispirare speranza alcuna che assuma in avvenire ima certa estensione; tale speranza poi sarebbe ancor meno fondata in Grignons, Namboluzza, Sappadizzo, Pian del Fogo, Monte Aresto, Scandolaro, Sielutta, Faeit, Codis di Çhampon e Val Englaro nei quali il faggio sembra essere la sola essenza che per un tempo lunghissimo conserverà il più assoluto predominio.

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Nei patrimoni boschivi formati da un latifondo, determinato che sia il grado d’incremento legnoso e conseguentemente il turno delle prese, il fondo viene spartito in tante sezioni quanti sono gli anni od i bienni compresi nel turno medesimo per sfruttarne ima ogni anno od ogni biennio cosicché quivi è facile riconoscere le condizioni generali del bosco e l’entità della provvigione normale. Tali sarebbero tra noi i boschi del comune di Paularo ed il Lavardeit, invece in quelli consorziali, molto sparsi e svariati, ciò non è agevole. Lo memorie antiche ci lasciano credere che un turno nel taglio fosse regolato per vallate avuto riguardo alla convenienza di eseguirlo simultaneamente in tutti i boschi situati in ciascheduna di esse per ripartire certe spese generali su mia massa legnosa la maggior possibile. In fatto le ultime tagliate resinose anteriori all’acquisto avvennero dal 1866 al 1870 nella valle d’Incarojo; dal 1860 al 1865 in quella del Bût; circa il 1870 nella alta valle del Degano, nel 1860 in quella media e circa l’anno 1865 nella valle di S. Conciano. Le ultime tagliate di latifoglio, sempre anteriori all’acquisto, avvennero verso il 1830 nella valle d’Incarojo, verso il 1840 in quella del Degano e parte nel 1830, parte nel 1850 nell’alta valle del Tagliamento; nella bassa poi dal 1850 al 1870.

Sembra che per lo passato la pianta d’abete si ritenesse matura quando aveva raggiunto il diametro di cm. 40 (XV oncie), mentre ora la maturità sia fisica che economica si ritiene raggiunta invece col diametro di cm. 35 (XII oncie). Conseguentemente a questo diverso criterio ed al bisogno di estinguere col ricavato delle tagliate il prezzo d’acquisto ancora dovuto al demanio dello stato, il Consorzio non badò al vecchio turno dei tagli, ma procurò di vendere quante più piante gli fu possibile compatibilmente alla buona conservazione dei boschi.

I tagli delle agate nei boschi resinosi e misti avvennero durante l’amministrazione consorziale:

  • dal 1879 al 1883 in Montutta, Collina, Valvessaura, Cucco Pezzetto, Suttul, Tops e Geu, Pietra Castello con Costa Mezzana e Bernon.
  • dal 1883 al 1886 in Montutta, Forchiutta, Grifon, Vintulis, Cucco Pezzetto, Avanza, Zoccazz, Ongara, Mugges, Trivella e Flobia.
  • dal 1887 al 1890 in Pian della Gatta, Collina, Suttul, Tops e Geu, Pietra Castello con Costa Mezzana.
  • dal 1890 al 1894 in Latteis.
  • dal 1894 al 1899 in Pietra Castello con Costa Mezzana.
  • dal 1900 al 1904 in Montutta, Cucco Pezzetto, Avanza, Zoccazz, Suttul, Tops e Geu, Ongara, Trivella, Mugges e Val di Pietra.

L’espurgo di latifoglie nei boschi resinosi e misti avvenne:

  • Nel 1899 in Costa Mezzana con Pietra Castello.
  •  »   1902 in Grifon.
  •  »   1903 in Collina.

I tagli di latifoglie nei boschi misti e prevalentemente resinosi avvennero:

  • Nel 1880 in Suttul.
  •  »   1883 in Pietra Castello con Costa Mezzana.
  •  »   1885 in Ongara.
  •  »   1886 in Forchiutta, Grifon e Vintulis.
  •  »   1888 in Pian della Gatta e Valvessaura.
  •  »   1889 in Bernon.
  •  »   1891in Trivella, Mugges, Val di Pietra e Latteis.

Le tagliate nei boschi latifogli avvennero:

  • Nel 1880-81 in Najarda, Costa Paladin e Sielutta.
  •  »   1884 in Vojani e Plan Vidal.
  •  »   1887 in Pian del Fogo.
  •  »   1893 in Monte Aresto e Scandolaro.
  •  »   1894 in Candelino.
  •  »   1895 in Grignons, Sappadizzo, e Rio dei Lazzi.
  •  »   1896 in Namboluzza e Faeit.
  •  »   1900 in Palis.

Si sta tagliando ora in Pezzeit di Amarianna e restano a tagliarsi Codis di Çhampon e Val Englaro.

Generalmente per l’essenza resinosa il turno delle prese si aggira fra i 15 ed i 25 anni; infatti si osserva che Montutta ch’ebbe il taglio ordinario nel 1884 ne ebbe un secondo nel 1901, Forchiutta, Grifon e Vintulis che l’ebbero nel 1885 lo attendono nel 1905, Cucco Pezzetto che l’ebbe nel 1884 lo attende ora, Avanza, Zoccazz e Suttul che l’ebbero nel 1885 l’ebbero una seconda volta nel 1901, Tops con Geu ch’ebbe un primo parte nel 1880 e parte nel 1889, ebbe il secondo nel 1901, Pietra Castello con Costa Mezzana che ebbe pur esso un primo, parte nell’88 e parte nell’89, n’ebbe un secondo nel 99, Ongara, Trivella e Mugges che l’ebbero nel 1885-86 subirono il secondo nel 1902.

Por l’essenza latifoglia il turno dei tagli si aggira fra i 40 ed i 50 anni così Pezzeit di Amarianna tagliato nel 1850 si taglia ora; Forchiutta, Vintulis, Pian della Gatta tagliati nel 1830 si tagliarono nel 1885-86; Vojani e Najarda tagliati nel 1880 lo saranno da qui a 20 anni; Costa Paladin, Pian del Fogo, Rio dei Lazzi, Monte Aresto, Scandolaro tagliati fra il 1890 e il 1894 lo saranno nuovamente da qui a 30, Sielutta e Plan Vidal tagliati fra il 1880 e l’84 lo saranno pur essi da qui a 20; Palis e Faeit tagliati nel 1896-99 lo saranno da qui a 40 anni; infine Grignons, Namboluzza e Sappadizzo tagliati nel 1870 lo furono anche nel 1895 ma anzitempo ed a suo luogo si noteranno le conseguenze.

Con tutto ciò si è costretti a dedurre che le statistiche riferibili all’amministrazione sia demaniale che consorziale non offrono elementi attendibili da cui ricavare con precisione il turno normale delle prese nei singoli boschi il quale dovrà invece determinarsi in base al rilevamento del bosco vivo ed alle risultanze delle analisi che verranno a suo luogo istituite.

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Il taglio dei boschi resinosi avvenne sempre per diradamento, si recisero le sole piante mature e deperienti, di conseguenza essi rimasero fomiti d’un numero conveniente di alberi in ogni categoria, tale da assicurare in avvenire una rendita pressoché costante e determinata. Il taglio del faggio nei boschi misti si estese a tutte le piante salvo quelle che per riguardi speciali o per regolamenti forestali dovevansi conservare. Nei boschi di essenza latifoglia il taglio fu generale, si lasciarono, cioè, le sole matricine, 50 a 60 piante per ettaro del diametro di m. 0.15 a 0.30 e quelle di diametro inferiore ai 15 cm.; queste ultime però, causa la loro esilità si sono in parte piegate sotto il peso della neve, cosicché sovente il bosco è rimasto alquanto spopolato e presenta quindi un aspetto sconfortante.

Nel seguente prospetto è esposta schematicamente la densità delle piante in ogni singolo bosco distinguendole in mature ed immature, ritenute le prime quelle del diametro di m. 0.35 e superiori so d’abete e superiore a m. 0,15 se di faggio.

Densità delle piante in ogni singolo bosco

Dall’esame del prospetto suesposto per quanto riguarda l’essenza resinosa scorgesi facilmente come uno solo è il bosco che contiene una rilevante quantità di piante mature, esso è Flobia che ne conta 24 per ettaro. In Montutta e Suttul si nota pure un’aliquota superiore a quella degli altri boschi, ma tali piante furono lasciate per deficienza di bosco vivo; scorgesi eziandio come quattro sieno i boschi misti che contengono un discreto numero di piante mature e sono Forchiutta, Grifon, Vintulis e Bernon; pei tre primi si è deciso il taglio, per il quarto no, ma lo sarebbe opportuno in presenza di favorevoli circostanze. Balza poi agli occhi la scarsezza di piante giovani in Suttul, Pietra Castello, Ongara, Trivella e Val di Pietra, ma va osservato che questi boschi erano misti, che da pochi anni fu reciso il faggio e da ciò il conseguente spopolamento. Meno Suttul ed un po’ anche Ongara, nei quali scarseggia il novellame, negli altri abbonda. Impressiona la povertà di piante giovani in Pezzeit di Amarianna, Rio dei Lupi, Pian della Gatta, Collina, Valvessaura, Mugges e Bernon, ma a tale proposito devesi osservare che per l’addietro ne furono lasciate dal demanio molte di stramature, sia d’abete che di faggio, le quali impedirono lo sviluppo del novellarne. La deficienza poi di bosco vivo che si nota in Mugges dipende anche dalla plaga rilevantissima percorsa dalla valanga.

Relativamente all’essenza latifoglia va osservato che le cause per cui alcune aliquote riescono molto basse sono: in Grignons, Namboluzza e Sappadizzo il taglio prematuro e l’azione della neve; in Rio dei Lazzi la profonda insenatura che ne occupa la parte centrale colpita sovente dalla valanga, in Candelino il pascolo illecito che vi si esercita non meno che i furti frequenti e considerevoli dei quali ultimi alcun poco ne risentono anche Namboluzza, Sappadizzo e Grignons. Trovatisi invece convenientemente popolati Costa Paladin, Sielutta, Vojani, Plan Vidal, Monte Aresto, Scandolaro sfruttati da 10 a 20 anni fa non meno che Faeit, Palis e Pezzeit di Amarianna che lo furono da meno di un decennio, Codis di Çhampon e Val Englaro poi sono maturi e ritenuto prossimo il loro taglio, possonsi indi considerare alla stregua di questi ultimi. Non occorre soffermarsi alle risultanze emergenti pei boschi Bernon e Cucco Pezzetto perché quivi il faggio dovrebbe essere espurgato con speciale riguardo alla consistenza del terreno.

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Scarica questo file (Perizia-di-Stima.pdf)Descrizione e stima dei boschi consorziali carnici[Tipografia Editrice Gio. Batta Ciani, Tolmezzo, 1904]45 Downloads
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