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§ 6. Torrenti, Chiuse e Strade

Data la produzione dei boschi consistente in rilevanti masse legnose che esigono estraduzioni lunghe e con mezzi svariati, dato anche il rapporto delle molte spese e dei rischi da ciò dipendenti col valor lordo della merce e data infine la relativa necessità di adottare la fluitazione per far scendere i legnami lungo le vallate sia per mancanza di strade, sia per il minor costo di questo mezzo di trasporto di confronto ad altri, pare opportuno di esporre brevemente lo stato delle cose per riguardo specialmente ai torrenti, alle chiuse ed alle strade.

Non rivestono molta importanza le condizioni interne di ciascun bosco relative alla estraduzione dei prodotti poiché essa avviene por lo più a mezzo di lanciatoli od a strascico sulla neve e tutto ciò non offre sensibili differenze fra bosco e bosco e tali da meritare particolari rilievi e considerazioni. Qualche volta però essa avviene sopra strade da carro ed a questo riguardo va rilevato che una attraversa il bosco Avanza, altra sta ai piedi di Tops e Geu, altra gira intorno a Flobia, altre ancora corrono orrizzontalmente sul lato inferiore di Vojani, di Pian del Fogo e di Val Englaro e che inoltre in Pezzeit di Amarianna ne venne recentemente costruita una onde poter trasportare la merce dalle diverse parti del bosco alla sella Pradutt opera questa alquanto vantaggiosa.

Ove mancano o sono lontani i corsi d’acqua ed ove non v’hanno forti pendenze o comunque ricorrono particolari condizioni di terreno, s’impone la costruzione di «risine» sulle quali si fa scorrere il legname per tratti più o meno lunghi sino a raggiungere le chiuse, i porti, i lanciatoli ed i torrenti. Queste opere sono alquanto costose e gravano tanto più quanto più richiedono un lungo sviluppo e sotto questo aspetto svariatissime sono le condizioni in cui trovansi i vari boschi. In misura più o meno grande si usano ovunque, ma meritano notate per la loro lunghezza quelle che occorrono in Pezzeit di Amarianna, Pian della Gatta e Rio dei Lupi, Vintulis, Grifon e Forchiutta, Cucco Pezzetto, Suttul, Pietra Castello, Val di Pietra, Najarda, Plan Vidal, Palis e Faeit.

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Alla estraduzione dei legnami nelle alte valli occorrono chiuse per accumulare e poi coinvogliere simultaneamente nel letto dei torrenti mosse d’acqua capaci di sollevarli e portarli innanzi quando il torrente non ne abbia la forza sufficiente. Queste chiuse sono d’ordinario di legname e di durata relativa da cui il grave peso incombente talvolta all’estraduttore specie se la merce non è in quantità considerevole.

È imprescendibile la costruzione della chiusa nel rio Grignò ai riguardi del bosco Pezzeit di Amarianna e similmente dicasi per i boschi Pian della Gatta e Candelino lungo il rio Lambradeit, ed occorre eziandio per Vintulis, Grifon e Forchiutta lungo il rio Muea per giungere al Chiarsò. Questi ultimi e Montutta stan sopra alla sassaia detta Masareit che ingombra il letto del Chiarsò all’altezza di Çhaulis e per essi occorrerà ancora servirsi della grande chiusa di Ramazz (che verrà ricostruita in muratura dal comune di Paularo) e per l’uso della quale pagasi un nolo. Abbisognano di una piccola chiusa alle falde del Collina il bosco omonimo e Valvessaura per giungere sino a Timau, inferiormente poi la relativa abbondanza d’acqua del Bût non ne richiede; in Cucco Pezzetto poi non se ne usa. Non ne abbisognano i boschi nell’alta valle del Degano per la sufficienza d’acqua di quel torrente e per l’esistenza di strade; ma ne abbisognano invece i boschi della Pesarina poiché quel torrente scarseggia d’acqua. A tal uopo serve una vecchia chiusa di legno costruita dal proprietario del bosco Lavardeit e di cui possono far uso anche altri. I boschi siti nell’alta valle del Lumiei come Bernon e Latteis richiedono piccole chiuse per giungere al ponte della Maina di Sauris, però se devono scendere lungo la gran forra del Bûs ne abbisognano di una grande inferiormente. Una volta ne sorgeva una in legno in corrispondenza all’attuale ponte, ma ora non esiste più per cui nel caso di bisogno dovrebbe ricostruirsi. Si ventilò la convenienza di esigere una chiusa in muratura alquanto più sotto (al Sac di Coronis) con scopi più proficui, ma né l’una né l'altra opera possonsi ritenere di prossima costruzione. Ora si preferisce condurre i legnami a mezzo di carro sulla sella del Pura e di là ad Ampezzo o Socchieve.

Flobia poi che sta sulla sella stessa non abbisogna di chiuse e così Grignons, Namboluzza e Sappadizzo i quali giacciono in una plaga sprovvista d’acqua. Il legname di Vojani sito sul versante Nord scende retto nel Tagliamento quello del versante Sud va condotto su strada da carro fino alla Calada dalla quale si lancia nel Tagliamento. Najarda abbisogna di una chiusa sul rio Nero e col bosco precedente nonché Pian del Fogo, Rio dei Lazzi, Costa Paladin e Monte Aresto abbisognano di altre in legno nel Tagliamento per superare la grande sassaja di Borea (ove nel 1692 la frana di Anda sbarrò la valle del Tagliamento seppellendo quel villaggio). Altre ancora occorrono sulla Seazza per i boschi Plan Vidal e Palis; Codis di Çhampon e Val Englaro usufruiscono di una vecchia posta alle sorgenti dell’Arzino e che si restaura quando occorre ed abbisognano d’altre ancora lungo quel Torrente; per ultimo i prodotti di Faeit non potrebbero estradursi a Cavazzo senza una o più chiuse.

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La fluitazione è un mezzo generalmente adottato nell’estraduzione dei legnami per ragioni di necessità e di convenienza, però essa apporta loro un sensibile danno, di più li espone ai pericoli derivabili delle piene dei torrenti. Sotto questo aspetto devesi notare che a pericoli gravi sono esposti i prodotti confluenti nel Chiarsò il quale per il degrado dei rispettivi bacini, dopo ricevuti la Truca, la Muea e l’Orteglass subisce piene forti ed improvvise. A pericoli consimili sono esposti i legnami confluenti nel Lumiei che per il generale degrado di quell’ampia vallata e per le sorprese che cela la forra tenebrosa e spaventevole del Bûs subisce enormi rigonfiamenti. Ad altri, però meno gravi, sono esposti i legnami fluitanti sulla Pesarina ove anche a causa dello stato miserevole della falda destra di quella vallata il torrente acquista massa e velocità notevoli così da travolgere non solo, ma seppellire talvolta delle masse legnose, ed a minori ancora sono esposti i legnami provenienti dall’alta valle del Bût poiché la fluitazione è più breve ed i torrenti possono nuocere soltanto sui piazzali di deposito. I pericoli stessi poi scemano ulteriormente nell’alta valle del Degano ove le falde montuose sono ben vestite ed il corso delle acque ben regolato per modo che i torrenti non subiscono così forti ed improvvisi rigonfiamenti. Similmente dicasi di quella del Tagliamento sopra a Priuso lungo la quale il pendio dell’alveo è lievissimo e per quanto estesa e lunga sia la valle il fiume non subisce relativamente straordinari ingrossamenti.

Tutto ciò si attiene alle vallate superiori alle piazze locali di smercio ossia alle grandi segherie e porti di Socchieve, Aplis ed Arta. Per la fluitazione in parola si approfitta della stagione primaverile in cui sciolgonsi le nevi avendo allora il vantaggio dalla copia d’acqua che in quell’epoca scorre nei torrenti. Devesi osservare che la fluitazione dei tronchi resinosi si arresta alle seghe, quella delle borre di faggio si spinge sino ai porti di Amaro e di Osoppo; per cui la fluitazione più lunga richiesta dal faggio lo espone a maggiori pericoli. La vallata del Bût poi ch’è più breve consente, di raggiungere nel corso della primavera e con una fluitazione ininterrotta i porti anzidetto; quelle del Degano e del Tagliamento che sono più lunghe non consentono altrettanto per cui in queste la fluitazione si divide in due periodi, nel primo dei quali la merce giunge sino ad Ovaro sul Degano e Socchieve sul Tagliamento (ove trovansi porti grandiosi e sicuri), nel secondo ed a tempo opportuno si compie sino ai porti di Amaro e Osoppo.

Generalmente i boschi si presentano poco dissimili riguardo all’esistenza, estensione e sicurezza dei piazzali di posteggio, e senza estendersi con dettagli in proposito devesi considerare le cattive condizioni di quelli in comune di Preone, di Verzegnis, di Tolmezzo e di Arta esposti tutti e spesso alle minacce del Çhiarsò e del Tagliamento.

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Per riguardo alle strade comunali e consorziali le diverse vallate del Bût, del Degano e del Tagliamento non differiscono gran che fra di loro. La strada di Paularo rese possibile quivi la costruzione di seghe e migliorò le condizioni di quei boschi prima esclusi dal traffico col carro, così dicasi di quella ora sistemata da Paluzza a Timau, per riguardo a Collina e Valvessaura. La costruenda strada di Gorto migliorerà sensibilmente le condizioni dei boschi in Forni Avoltri e Rigolato specialmente se passando sulla destra del Degano dal ponte di Lanz al Tamaratt attraverserà Pietra Castello e Costa Mezzana. In buone condizioni si trovano i boschi sulla Pesarina per riguardo alla strada di quel canale e queste miglioreranno ancora se verrà sistemato il tratto che conduce a Lavardeit. In cattive condizioni erano i boschi della vai Lumiei ma il recente restauro della strada per Sauris e la costruzione del residuo tronco a mezzodì del Pura probabilmente assai prossima ne han migliorato un poco e ne miglioreranno ulteriormente le sorti.

I boschi siti nella valle del Tagliamento si trovano tutti sulla destra del fiume lungo la quale non si svolgono strade, di più questa sponda non è congiunta alla sinistra da ponti; conseguentemente sotto l’aspetto stradale essi non godono alcun vantaggio ne è prevedibile che ne possano ottenere in un lungo avvenire.

La strada Regina Margherita da Castel Nuovo a Pielungo arrecò qualche utilità a Codis di Çhampon e Val Englaro, ma alquanto limitate per le asprezze superiori che presenta il torrente Arzino e che permangono ancora. Nei tronchi superiori delle vallate, queste sono le condizioni generali delle strade esistenti ed in corso di costruzione; quanto a quelle da costruirsi all’infuori di quella di Gorto, nessuna avrà sensibile influenza per alterare i rapporti attuali di valore fra bosco e bosco. Nei tronchi inferiori delle vallate le condizioni stradali sono pressoché identiche per tutti i canali né si presume avvengano variazioni che apportino qualche disparità tra di loro.

Uno scalo ferroviario più prossimo dell’attuale alle piazze di smercio locale non porterà alterazione nel rapporto esistente fra di esse e fra i singoli boschi poiché il miglioramento nei trasporti ed i conseguenti vantaggi verranno risentiti da tutte le piazze in egual misura essendo che tutte riuscirebbero egualmente più vicine al nuovo scalo. Vi farebbero però eccezione Pezzeit di Amarianna, Faeit, Codis di Çhampon e Val Englaro i quali rimarebbero nelle condizioni attuali.

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Scarica questo file (Perizia-di-Stima.pdf)Descrizione e stima dei boschi consorziali carnici[Tipografia Editrice Gio. Batta Ciani, Tolmezzo, 1904]46 Downloads
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