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28.07.1900 - numero 15

Come sono trattati gli italiani. Ai compagni d'Italia

«Wisbaden. (B.V.) A chi vive in mezzo alla massa degli emigranti fa un'impressione tristissima vedere questi poveri stracci che non trovando pane nella loro terra natia e vissuti sempre nell'abbrutimento e nella più crassa ignoranza, allucinati da fantastiche speranze di lavoro sicuro e di lauti guadagni facendo debiti e vendendo gli ultimi cocci vanno verso l'ignoto, e privi di mezzi e d'indicazioni sono obbligati ad arrendersi al primo che offre loro del lavoro a qualunque condizione, facendo spesso, come avviene in questo sciopero di muratori, la concorrenza agli operai indigeni e acquistandosi così l'antipatia e l'odio degli operai fra i quali è costretto a vivere.

L'Italiano si adatta sempre tranquillamente a qualunque condizione e crede che chi pensa veramente a lui sia il padrone, perciò non si cura neppure di cercare dei compagni che per la conoscenza della lingua e la pratica dei luoghi potrebbero informarlo sulle condizioni di lavoro, e sulle tariffe concordate fra padroni ed operai. Per lo più appone la firma o una croce a piè di un contratto scritto nella lingua del paese e di cui non conosce le disposizioni, e da ciò una serie di abusi e d'inganni perché molte volte le condizioni sottoscritte sono diversissime da quelle fissate verbalmente.

Dai giornali democratici di qui rileviamo che nel lavoro di un canale assunto dalla ditta Drackerhoff e Widmann si trovano occupati non meno di 500 italiani, i quali dormono in baracche di legno costruite lungo la campagna, su poca paglia stesa per terra, come le bestie, e peggio ancora perché lo spazio assegnato a ciascuno di loro è assai minore di quanto si concederebbe ad un asino. È facile immaginare quali effetti produca quell'essere ammucchiati gli uni sugli altri! Le malattie sono all'ordine del giorno, e la baracchina-ospedale poco distante dalle altre è sempre piena di disgraziati ai quali manca perfino la solerte cura di un medico cosicché i poveri malati invece di migliorare peggiorano sempre mancando loro un buon letto, le necessarie medicine e il cibo adatto alle loro condizioni.

Le leggi sanitarie di questo paese sono severissime per i trasgressori, e se a un operaio capita di tenere tre letti in una stanza invece dei due prescritti vien colpito inesorabilmente dalla multa di Mk. 50; ma trattandosi di grossi sfruttatori, e quindi insigniti di ordini cavallereschi, come quegli impresari Drakenhoff e Widmann le cose cambiano e nessuno dice nulla se tengono i 500 italiani nel modo che abbiamo descritto, e anziché richiamarli all'osservanza della legge si fanno loro dei complimenti.

Per proteggere 120 capitalisti ed uomini d'affari italiani che sono in Cina il governo manda 2000 soldati e 4 navi, ma nessuno provvede a questi 500 straccioni, neppure il consule pensa a richiamare i padroni e le autorità all'osservanza della legge; anzi si mette d'accordo colla polizia per perseguitare ed imprigionare coloro che osano ricordargli il suo dovere.»

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