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08.09.1900 - numero 18

Bravi compagni!

«Nel numero passato abbiamo pure noi parlato dello sciopero degli operai edili di Bolzano per ottenere delle migliori condizioni di lavoro e l'abolizione del sistema del cottimo. Gl'imprenditori austriaci, non meno navigati di quelli tedeschi, portarono sulla piazza di Bolzano dei lavoratori friulani, guardandosi bene dall'avvertirli che essi venivano a lavorare in una città in cui vi era uno sciopero. Giunti sul posto, e avuta notizia delle vere ragioni per le quali erano stati portati a Bolzano si rifiutarono di lavorare, e trovarono un giudice galantuomo e di buon senso che non solo ha dichiarato legittimo il loro rifiuto a lavorare, ma ha pure condannato gl'imprenditori ad indennizzarli.
Ecco come il giornale il "Popolo" di Trento narra la cosa:

"Evviva i friulani". Con questo grido si salutava ieri a Bolzano una comitiva di friulani che condotti su quella piazza per rompere lo sciopero dei muratori indigeni si rifiutarono di lavorare non appena si accorsero dell'inganno che era stato loro teso. Non erano stati avvisati dagli imprenditori che a Bolzano c'era lo sciopero; colla scusa della sovrabbondanza di lavoro erano stati ricercati di portarsi dalla Pusteria dove avevano occupazione a Bolzano colla promessa di una mercede altissima superiore alla normale. Giunti alla stazione, scortati dai gendarmi colla baionetta in asta e da poliziotti, furono condotti dall'imprenditore sul patto del lavoro; ma quella vigilanza speciale fece subito capir loro che sulla piazza c'era lo sciopero. E avuta di ciò la conferma si rifiutarono di tradire i loro fratelli.
Ma fecero di più.
Si recarono al giudizio, raccontarono al giudice che ad essi gl'imprenditori avevano sottaciuto lo stato di sciopero in cui era la piazza e chiesero in via legale un indennizzo pel viaggio di ritorno e per le giornate di lavoro perdute. Dire degli epiteti e degli insulti, degli scherni che valse loro questo atto da parte degli imprenditori e, diciamolo pure, da certi agenti dell'autorità, non ci è possibile. Furono chiamati lazzaroni, mascalzoni, briganti, "porca italiana", pitocchi, faulenzer, pidocchiosi. Fieri della loro coscienza, fidenti nel loro diritto; non curarono gl'insulti, non s'allontanarono dall'ufficio giudiziale finché non fu loro resa giustizia. Il giudice obbligò l'imprenditore a indennizzare ogni lavoratore con corone 3,50. Di questa sentenza i friulani si dichiararono soddisfatti non per l'entità dell'importo, che era inferiore alla perdite ad essi causate, ma per la vittoria morale che in tal modo avevano ottenuto.»
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