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8.12.1900 - numero 24

Il caso di Halle

«Lo chiamiamo semplicemente "il caso di Halle" nella speranza, forse troppo ottimista, che non trovi imitatori e rimanga un caso isolato; ché altrimenti significherebbe che la congiura tramata l'anno scorso dalla Lega dei padroni contro la classe lavoratrice e le sue organizzazioni e che per una serie di circostanze, le quali in questo momento non merita il conto di ricordare, andò a monte, sia stata ripresa e debba essere tradotta in atto nella Primavera prossima. Diciamo poi che questa speranza è forse troppo ottimista, perché il giornale ufficiale della lega dei padroni edili, il "Baugewerkszeitung", in uno degli ultimi articoli intorno alle condizioni del mercato del lavoro e dell'industria edilizia, dopo giri e rigiri di frasi che sembravano voler mascherare le vere intenzioni dell'autore concludeva che ove la crisi nell'industria edilizia non cessasse prontamente gl'imprenditori non potrebbero più pagare i salari stipulati cogli operai senza rovinarsi; e forse questa è la parola d'ordine gettata dalle lega de' padroni a tutti gl'imprenditori soci e non soci. Ma veniamo al fatto:
[...]
In Halle l'estate dell'anno scorso (1899) vi fu uno sciopero per migliorare le condizioni di salario e di lavoro che su quella piazza erano assolutamente tristi, e per nulla corrispondenti al costo dei generi di prima necessità e degli alloggi che negli ultimi anni avevano subito un rialzo piuttosto sensibile. Lo sciopero terminò dopo una quindicina di giorni grazie ai buoni uffici dei Pribiviri costituitisi in ufficio di conciliazione con un accomodamento accettato dalla lega de padroni...
[...]
Ora in questo documento firmato dal vicepresidente della corporazione in nome di tutti i suoi colleghi è affermato:

  • 1. che fino al 31 Marzo 1901 il salario doveva essere di 50 Pf. all'ora;
  • 2. che anche a scadenza del contratto le parti non erano libere, ma che in autunno, dal 15 Novembre fino al 15 Dicembre, una commissione mista avrebbe dovuta studiare le modificazioni di tariffa che sarebbero risultate necessarie per l'avvenire.

Quindi in ogni caso sino al 31 Marzo in Halle non avrebbe dovuto sorgere nessuna contestazione.

[...]

Non sappiamo se il caso di Halle è la prima mossa di un piano prestabilito. Ma in ogni caso la classe lavoratrice farà bene a tenere gli occhi bene aperti e di non trascurare il più piccolo sintomo onde non essere colta all'improvviso e impreparata. [...]»

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