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22.06.1901 - numero 13

I truffaldini della banda nera. II.

«Nel numero precedente abbiamo presentato ai nostri lettori due de' peggiori capi della banda nera che, vera anime dannate de' padroni, vendutisi corpo e anima alla loro lega, esercitano la professione di andare a lavorare insieme agli operai che riescono a racimolare fra i detriti della nostra emigrazione, in quelle località in cui i compagni tedeschi fanno sciopero per migliorare le condizioni di lavoro e di salario di tutti […]

A quei due nomi oggi aggiungeremo quello di Soravito Daniele di Liaris. Anche lui non è alle sue prime armi. Oh! tutt'altro! Ha già i galloni! Se li conquistò nel 1899 al grande sciopero dei muratori di Dresda, ove al momento buono comparve con una cinquantina di operai, e non fu la causa ultima perché quel movimento iniziato sotto i migliori auspici e condotto con una tenacia e uno spirito di sacrificio senza uguali, andasse dopo circa dieci settimane miseramente fallito, Ed ora questo lugubre becchino di scioperi è a Halle a compiere la medesima funzione odiosa, La domenica poi va a Dresda e in tutte le località in cui spera di trovare degli operai disoccupati, e con promesse mendaci cerca di attirarli a Halle. Naturalmente quando anche questo sciopero in un modo o nell'altro sarà finito, allora i suoi padroni lo comanderanno per qualche altro posto. A compiere la figura mirale di codesto arnesaccio manca un tratto. In Halle ha dimostrato di avere delle attitudini specialissime, simili a quella che abbiamo già notate nel suo degno amico Della Martina, vale a dire che anch'egli sa lavorare di soffietto. Una mattina indicò al poliziotto di servizio alla stazione un giovanotto milanese che vi si trovava per persuadere quegli operai italiani che inconsapevolmente capitava a Halle a tornarsene via. Ciò dimostra un'altra volta che krumiro professionale e spia sono come i termini di un binomio, ed esprimono delle qualità inseparabili l'una dall'altra. Degno do stargli a canto è un altro veterano del krumirismo, l'assistente Cacitti Eugenio detto Giorin di Caneva di Tolmezzo, immortalatosi nel 1898 allo sciopero di Naumburg. Ma di lui e delle sue gesta un'altra volta.»

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