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06.07.1901 - numero 14

Chi pecora si fa, il lupo lo mangia

«Alcuni operai ci tempestano di lettere e di cartoline da Burg nel bacino di Solingen perché si pubblichi il nome, cognome e paternità di una delle solite sanguisughe che tosano gli operai di seconda mano, di un assistente di Clanzeto di Spilimbergo, certo Zanier Giovanni, ben conosciuto anche dai nostri lettori, perché non è la prima volta che dobbiamo occuparci della sua degnissima persona, ed era il capolista nell'elenco dei mercanti di carne umana distribuita nell'Aprile dell'anno scorso dalla Lega dei padroni edili a tutte le sue sezioni e che noi pure pubblicammo, arricchito colla nobile professione del negriero e lavorando negli scioperi, truffa ora dai due ai cinque Pf. all'ora a tutti gli operai che hanno la disgrazia di lavorare sotto di lui, un'ottantina circa.

Ora noi ci domandiamo: A chi giova? Che si convertano? Neppure per sogno! Il vizio è troppo incallito e seguiteranno a pelare, fino a tanto che troveranno degli imbecilli che vi si presteranno, ad onta di tutte le pubblicazioni e le berline di questo mondo.[...]

Ma perdindirindina, se è colpa vostra! Quando cesserete di essere così imbecilli? Chi pecora si fa, il lupo lo mangia.
Fra Ginepro»

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