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21.09.1901 - numero 19

Lo sciopero di Magonza

Esempio di sciopero in cui i crumiri sono tedeschi

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Caro operaio
Da qualche giorno noi tutti muratori che lavorano alla costruzione di questa caserme siamo in isciopero. Lunedì due Settembre a mezzogiorno settanta compagni tedeschi abbandonarono il lavoro, e la mattina seguente tutti gl'italiani, quasi nessuno eccettuato, in numero di più di un centinaio, seguirono il loro esempio, facendo così causa comune coll'elemento tedesco. Nei primi giorni però l'andamento dello sciopero fu piuttosto incerto, avendo i colleghi tedeschi, quasi tutti di Nassau e bavaresi del Palatinato, regioni in cui l'organizzazione ha ancora fatto poca breccia, hanno questa volta dimostrata poca concordia e solidarietà. Ed infatti, mentre i krumiri e i traditori italiani, come spesso ci chiamano, erano tutti in festa, una parte di loro, più di sessanta, avevano ripreso il lavoro.
Ciononostante gl'italiani non si perdettero d'animo, e con un entusiasmo non più veduto, ed una compattezza a tutta prova hanno seguitato a resistere all'ingordo e rapace capitalista.
Ed è davvero bello e confortante il vedere come in questi giorni i nostri pieni d'entusiasmo prendono parte attiva al disimpegno dei servizi d'appostamento e di sentinella alla stazione e intorno alla fabbrica, e con quanta premura e zelo disimpegnano tutti i compiti che vengono loro assegnati.
La grande maggioranza sono friulani, tutti dei comuni della Carnia; e soprattutto degno d'encomio sono i compagni di Verzegnis e di Gorto, come pure quello d'Ampezzo, di Verona, ecc. Tutti ripeto hanno dimostrato un risveglio di coscienza meraviglioso e di essere degni di combattere le sante battaglie delle nostre rivendicazioni.
Come già ho accennato né primi giorni lo sciopero aveva presa una brutta piega perché un'ottantina di volenterosi tedeschi, racimolati qua e là dai tirapiedi dell'impresa, erano tornati sui ponti e avevano messo in forse tutto il movimento. Oggi invece le cose hanno cambiato d'aspetto, ed al momento in cui scrivo le armature sono deserte, salvo quando l'impresa si prende il divertimento di mandarvi i manovali a fare un po' di ginnastica.
L'entusiasmo è grande. Nella sala della sezione è un continuo andarivieni; le assemblee frequentissime e affollate, gli oratori applauditi.
Si spera in una imminente soluzione favorevole alla nostra causa; ma intanto rivolgiamo a tutti i compagni sparsi per la Germania l'appello di starsene lontani da Magonza onde non inceppare il buon andamento dello sciopero.
Gibibi»
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