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21.09.1901 - numero 19

Corrispondenze

  • Una da Schirke sull'alcolismo:
  • «Schirke. (Ritardata) — Operaio Carissimo!
    [...] Veramente volevo parlarti di un altro vizio che pure ci disonora e ci fa voler male all'estero. Intendo parlare del vizio dell'ubriachezza. Ve ne sono tanti che bevono fino a che lo toccano col dito, quindi vanno da un'osteria all'altra facendo gli spacconi e disturbando i pacifici cittadini che se ne stanno là a divertirsi. Uno di questi casi capitò alcuni giorni fa a Hasserode. Diversi italiani, devoti di Bacco, e briachi fino al midollo delle ossa entrarono in un'osteria con tanta baldanza che ne avrebbero avuta meno in casa propria, e a gettare su per le tavole argento ed oro come fossero tanti milionari.
    L'incidente, chiamiamolo così, disturbò tutti, e l'oste, anche per incitamento de' clienti, fece proponimento di non vendere più birra agl'italiani. Tanto è vero che un giorno io e alcuni amici dopo tre ore di marcia entrammo in quest'osteria per rinfrescarci un poco, ma avendo l'oste sentito che eravamo italiani non volle più servirci, e non valsero le nostre proteste che avremmo soltanto bevuta la birra e che poi ce ne saremmo andati; rimase fermo nel suo proposito, e a noi toccò andarcene via a becco asciutto.
    Ora io non voglio proibire a' miei connazionali di fare co' loro quattrini quello che ad essi aggrada; tutt'altro bevano pure! ma vadano ne' boschi dove non danno fastidio a nessuno!
    Inviandoti un saluto di cuore auguro alla nostra Unione de' grandi progressi. Tuo Risveglio

  • Un'altra da Rheine parla anche di alcuni operai di Prato carnico:
  • «Rheine. (Westf.) – Caro operaio! Senti questa che è proprio carina! Tre compagni di Prato Carnico lavoravano in testa ad una colonna id18 italiani tutti muratori. Il giorno 18 Agosto ci siamo recati alle sei del mattino sul lavoro ed al momento di attaccare abbiamo dichiarato al paletta che non eravamo disposti a lavorare a meno che dei 40 Pf. all'ora che ci aveva pagati fino all'ora non ci avesse dati 45, e che se non era disposto a questa concessione ci pagasse pure quanto dovevamo ancora avere che ce ne saremmo subito andati. Nota che noi parlavamo non solo in nome nostro, ma in nome di tutti, e tutti erano stati d'accordo nel formulare la domanda de' 45 Pf.
    Lì per lì il paletta rispose che avrebbe chiamata la polizia, come se il chiedere di essere pagati un po' più equamente fosse un delitto. Poi sceso a più miti consigli ci dette le carte, ma non voleva pagare la giornata morta e allora noi mandammo a chiamare le guardie perché ci aiutassero a far prevalere la ragione. Allora ci ha condotti nella vicina osteria ed ha cominciato a pagare da bere a tutti, dei sigari e infine ci disse che se tornavamo al lavoro ci avrebbe pagati a 42 Pf. all'ora ed anche risarcita la mezza giornata persa. Tutti accettarono, meno i due di Prato Carnico, i quali preferirono partire piuttosto di lasciarsi comprare in quel modo con una birra e un paio di sigari. Certo è che se anche tutti gli altri fossero stati del medesimo sentimento avrebbero attenuti i 45 Pf. chiesti.
    Gigi

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