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16.03.1901 - numero 6

Mercanti di carne umana

«Sotto questo titolo abbiamo pubblicato nel No. 24 Anno III del nostro giornale, togliendola da una circolare segreta inviata del comitato della Lega de' padroni ed imprenditori edili a tutte le sezioni, una lista di mercanti di carne umana italiani col loro indirizzo. Uno di queste, il signor Stefano Luigi di Muina d'Ovaro-Udine ci scrive:

Ho letto con rincrescimento sull'Operaio Italiano 8 Dicembre 1900 il mio nome fra i mercanti di carne umana. Questo titolo non posso né devo accettarlo perché un tal mestiere non l'ho mai fatto, ed ho la coscienza di poter dire che non sarò mai per farlo.
Se ho avuto l'occasione di condurre con me all'estero qualche muratore, non l'ho fatto mai a fine di lucro, ma solo con sentimenti umanitari e d'amicizia. Ho avuto bensì diverse lettere che m'invitavano a provvedere dei lavoratori, ma io non ho mai prestato fede a promesse lusinghiere; ho sempre avuto fiducia invece nel lavoro costante ed assiduo.
Devo quindi protestare siccome colla presente protesto contro l'epiteto affibbiatomi, domandando che il mio nome sia tosto cancellato da quell'elenco, e sfido chiunque a provare che io sia stato finora un mercante di carne umana.
Obbligatissimo
Stefani Luigi

Abbiamo pubblicata come di dovere questa lettera, ma ci permetteremo di osservare che, anche prescindendo dal fatto che egli riconosce di avere ricevuto delle lettere che l'invitavano a provvedere dei lavoratori (ciò che dimostra che parecchi imprenditori lo ritenevano mercante di carne umana, che altrimenti non si sarebbero rivolti a lui) e che egli non dica come abbia risposto a queste lettere, la sua protesta non dev'essere rivolta a noi che non abbiamo fatto altro che riprodurre una circolare della lega dei padroni ed imprenditori edili, ma alla direzione di questa lega, obbligandola, magari ricorrendo alla legge, a riprodurla sul loro giornale ufficiale «Baugewerkszeitung», e se fosse necessario anche processarla per avere abusato del suo nome.»

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