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25.05.1901 - numero 11

Le ragioni di un krumiro

«Quei nostri lettori che hanno seguito nell'Operaio Italiano i cenni che via hanno seguito nell'Operaio Italiano i cenni via abbiamo pubblicati sullo sciopero di Halle, che dura da 29 settimane con una costanza piuttosto unica che rara, sanno come esso abbia avuto origine da una brutale rottura di contratto per parte dei padroni e degli imprenditori, e sanno anche che questi non hanno risparmiato né lusinghe, né fatiche, né denari per attirare su quella piazza molti operai boemi e italiani, specialmente friulani della Carnia. Con questi ultimi hanno avuto un po' di fortuna, perché nelle ultime settimane almeno duecento di loro hanno avuto la poca coscienza, o per meglio dire la malvagità di animo, di fermarsi là a dar mano ai padroni nello stringere la corda intorno al collo de' loro fratelli di lavoro.

Al principio della settimana scorsa il comitato dello sciopero pubblicò un manifesto piuttosto vibrato esortando tutti a compiere il loro dovere di operai buoni e coscienti, e di andarsene a cercare lavoro in qualche altra parte [...]

Ciononostante qualcuno si è sentito offeso per una frase un po' vivace che gli stava proprio a pennello, e ci ha scritta la seguente lettera [...]

All'onorevole direzione del giornale
l'Operaio Italiano in Amburgo

Letto il detto giornale, pure anche delle stampiglie in certi punti avete, e debbo darvi ragione, ma nella maggior parte debbo dirvi che avete uno spirito di egoisti; che tutti signori come voi lo pretendete questo l'impossibile, a voler esagerare sino a tal punto, e dare dei nomi che a voi è tanto facile, e volete pretendere che noi facciamo cosa che volete voi altri, anche se non aggrada, oppure ci sia di danno; siamo tutti padroni del proprio pensare. Sino ad un punto tutti gli uomini debbono avere uno spirito di solidarietà, ma non cose impossibili. Voialtri vi resta tanto facile a diffamare un operaio italiano perché siete nei vostri paesi?
Ma l'operaio italiano ha i suoi diritti e ragioni in questi luoghi perché le nostre autorità ci hanno rilasciato le carte opportune con l'assenso dell'impero Germanico. E voialtri signori se volete che gl'italiano partano di qui, avere uno spirito di solidarietà fate un ricorso a S. M. Guglielmo; allora se avete evasione sull'argomento, noialtri dovremo partire e partiremo contenti.
È questa la maniera se volete lavarvi le mani di noi, ma non darci del boia!
Su un tale argomento spero di leggere i vostri cuori e spiriti sul giornale prossimo.
I miei dovuti rispetti
Camini Nicolò
per tutti di compagnia
Halle a.d.S. 5 Maggio 1901

[...]
Ci siamo rivolti specialmente agli emigranti del Friuli e della Carnia perché la grandissima maggioranza, quasi potremmo dire la totalità de' krumiri italiani che tradiscono i loro fratelli a Halle sono di quelle parti. Qualcuno ci potrà osservare che non tutti hanno seguito il mal esempio, ed è vero; qualche eccezione vi è, e in special modo ci ha fatto piacere di poter constatare che l'opera educatrice del circolo socialista di Prato Carnico comincia a portare i suoi frutti, poiché parecchi membri di esso, arrivati senza saper nulla dello sciopero, se ne sono andati via quasi senza neppure farsi vedere alla cassa. Ma anche ad essi diciamo che ciò non basta, che occorre che essi medesimo si organizzino e facciano un'attiva propaganda perché i loro compagni e compaesani si organizzino anche loro. E allora le lettere monumenti d'incoscienza come questa del signor Camini non saranno più possibili, né le parole amare che abbiamo dovute scrivere contro di essi più necessarie.»

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