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25.05.1901 - numero 11

Eroi degl'interessi… padronali

«Non siamo profeti né figli di profeti, quindi al momento in cui scriviamo non siamo in grado di prevedere come andrà a finire questo sciopero che dura da più di 28 settimane […]

Sarà una vittoria? Sarà una sconfitta? Non lo sappiamo. […]

[…] non è escluso che anche questa lotta termini con una disfatta. Se ciò avverrà, per quanto sia umiliante e doloroso per noi, dobbiamo riconoscere che il fattore più importante della vittoria de' padroni è il gran numero di operai friulani che sono accorsi alla loro chiamata, e specialmente alcuni conducenti o assistenti, o paletta che dir si voglia, i quali non hanno risparmiati viaggi, lettere e telegrammo per chiamare in Halle il maggior numero possibile di krumiri. [...]

Intanto noi non li dimenticheremo, e affinché non se li dimentichino neppure tutti quegli operai che del sentimento di solidarietà hanno un concetto un po' più elevato pubblicheremo i loro nomi. Così tutti coloro che ne avranno voglia potranno inviare ad essi i loro biglietti di congratulazione, e magari, incontrandoli, esprimere in una forma più sentita ancora l'espressione sincera della loro ammirazione e gratitudine per quanto essi hanno fatto per rendere antipatico ed odioso il nostro nome fra queste classi operaie.

Essi sono:

  • Della Martina Pietro di Viana (Rigolato).
  • Soravita Daniele di Liariis.
  • Giuliani Pietro di Ampezzo.
  • Ferrarini.

Di quest'ultimo non abbiamo ancora potuto stabilire con esattezza la patria, e speriamo che vorrà tenerci per iscusati. Provvederemo meglio per un'altra volta.

Una menzione speciale se la merita poi il paletta Berton Luigi di Enemonzo, che l'anno scorso lavorava a Dirschan vicino a Danzica. Questo bel tipo dapprima cercava di sfruttare, usiamo una parola non troppo cattiva, la cassa dello sciopero facendo credere che per un lavoro che aveva preso in accollo di certi ponti, o tombini, aveva bisogno di condur via un discreto numero di uomini. Vantava somme distribuite come garanzia, spergiurava che gli assistenti che avevano condotti que' friulani meritavano legnate, e che gli operai che sapevano ora come stavano le cose avrebbero fatto bene ad andarsene via e un'infinità di altre belle cose.

Sventuratamente se il diavolo fa le pentole non conosce l'arte de' coperchi e anche per le casse degli scioperanti vi è qualche santo. L'arrivo di una squadra d'operai provenienti per l'appunto della località in cui egli aveva il suo famoso lavoro svelò il trucco, proprio quando stava per raccogliere il frutto delle sue chiacchiere. Ed ora? Anche'egli lavora, scrive lettere e spedisce telegrammi e fa venire degli operai per conto de' padroni.

Oltre a questi che si potrebbero chiamare i cani grossi, ve ne sono anche altri minori rosicchianti intorno all'osso dello sciopero di Halle e aspiranti alla croce del merito krumiresco, e fra gli altri citeremo il muratore Denelon Leonardo di Feltrone, che pure ha avuta la malinconica idea di darsi alla telegrafia. Ma guardi che una volta o l'altra qualcuno più Burba… ro degli altri potrebbe fargliela pagare cara.

Halle 18.5.1901
Vugi»

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