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19.05.1906 - numero 20

Pidocchi e cimici

Ci scrivono da Mittweida:

Sabato 28 aprile una squadra di 25-30 muratori italiani partiti da Mittweida in Sassonia pel distretto di Konitz a fare i crumiri. Fra gli altri vi sono pare alcuni organizzati che meritano di esser messi alla gogna e sono:
De Antoni Filippo Ortiz Mario
Cappellari Giovanni      Lestuzzi Daniele
Tassotti Giovanni Pietro Marsillio
Cimiotti Vincenzo Copponi Firendo (?)
Solerti Emilio  
Gli ultimi due sembrano essere i capi. È doloroso che i colleghi italiani nonostante tutti gli avvertimenti ed i consigli non vogliano essere solidali coi loro compagni e fratelli di lavoro e di sfruttamento. E sì che gli avvisi non sono mancati!
Colleghi italiani non siate traditori della nostra e della vostra causa, non prendete i vostri colleghi alle spalle mentre lottano e soffrono pel bene di tutti, ve lo raccomandiamo!
La sezione di Mittweida

Crumiri friulani a Göppingen:

  • Bellina Antonio di Venzone
  • Bellina       ?     padre del precedente
  • Clapis Giovanni di Carnia.

Rettifica
Il polier italiano di cui parlammo due numeri fa in una corrispondenza da Dortmund e che fa venire colà pei lavori della stazione degli operai italiani pagandoli molto al di sotto della tariffa si chiama
Marzana Madio
e non Mazzona come fu stampato per errore ed è di Verzegnis.
Ecco uno che davvero fa poco onore al suo maestro!

Un tentativo di ricatto
può chiamarsi l'azionaccia del caposquadra Ignazio Tock, friulano a Meuselwitz. Ivi la sezione locale aveva boicottato l'imprenditore Müller. Un giorno il Tock si presentò dal presidente della sezione dicendogli che aveva avuto dal Müller l'incarico di ingaggiare un certo numero di crumiri, ma che egli non voleva far male a nessuno e che se il presidente gli avesse dati 80 M. non si sarebbe più occupato della cosa.
Il presidente non volle dargli ascolto, ma lo fece fermare da coloro che si trovavano in ufficio e lo consegnò alla polizia perché procedesse contro di lui per ricatto e truffa. Più tardi si seppe che dall'imprenditore Müller non aveva avuto incarichi di sorta.
Non crediamo che il tribunale procederà contro di lui perché sappiamo che l'anno scorso pel caso Pedutti a Osnabrück pronunziò un non luogo a procedere per inesistenza di reato, e ora succederà la medesima cosa. Però anche se l'azionaccia del Tock non entra tra quelle contemplate dal codice per tutti gli onesti, il caso non può essere dubbio, si tratta di un ricattino bello e buono. Il fatto che non sia riuscito non cambia nulla alla sostanza della cosa.
Non sappiamo ancora a qual comune appartenga questo bel tipo, ma appena che, o per un modo o per l'altro, ci riescerà di saperlo, lo pubblicheremo sul giornale e poi lo comunicheremo alle autorità del suo paese perché veggano come certi loro amministrati, che magari a casa passan per de' fiori di galantuomini, disonorano il suo nome e con esso il nome dell'Italia all'estero.»

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