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16.06.1906 - numero 24

Nubi all'orizzonte

«[...]
In risposta alle osservazioni messe da noi in coda all'articolo del Rigolatese sui crumiri di Schneidemühl egli c'invia la seguente letterina che di buon grado pubblichiamo:

Onorevole Direzione dell'‹Operaio Italiano›
La lealtà colla quale codest'onorevole Direzione ha preso atto delle mie rettifiche alla corrispondenza di Schneidemühl comparsa nel N° 14 dell'‹Operaio›, ma dà affidamento che non meno buona accoglienza troveranno queste poche osservazioni che mi credo in dovere di fare relativamente ai commenti che si leggono in calce di detta mia rettifica. Non pretendo di scagionare del tutto i miei compaesani dall'accusa di crumiraggio che pur troppo si sono meritata a Schneidemühl; i piccoli retroscena però che ora metterò in luce permetteranno di vedere notevolmente diminuita la loro responsabilità.
Giova dunque sapere che il Puschiasis Daniele nel passato inverno dava segni di resipiscenza e che in tutti i modi cercava di entrare nelle grazie dei compagni. Che egli, in parte almeno, vi riuscisse lo prova il fatto che nelle ultime elezioni della società operaia egli spuntò presidente del seggio col voto di parecchi compagni. Va inoltre notato che egli fece alle sue vittime le più ampie proteste sulla perfetta quiete che avrebbe regnato a Schneidemühl e per meglio convincerli mostrò loro una certa lettera che diceva aver ricevuto da quella località. Che meraviglia adunque che i poveretti abboccando all'amo si siano lasciati condurre là dove certo non si sarebbero recati se avessero conosciute le condizioni di quella piazza?
Lo so che essi avrebbero dovuto, appena conosciuto il brutto tiro loro giuocato, abbandonare il luogo dello sciopero, anche se (come è probabile) si fossero trovati senza in tasca il becco di un quattrino. Date però le circostanze ora esposte, è umano il riconoscere che essi furono più traditi che traditori. Anticipo a codest'on. Direzione sentite grazie per la benevolenza che spero vorrà usare anche questa volta e colgo l'occasione per professarmele.
Dev.
Rigolatese

Ben poco abbiamo da aggiungere. I giovani a cui si riferisce questa lettera sono tutti partiti da Schneidemühl, lasciando quegl'imprenditori con tanto di naso. Quanto al presidente della società operaia di Rigolato che dobbiamo dire? Lo conosciamo da parecchi anni! Ricordiamo d'averlo sentito a Halle nel 1901 gridare contro i capicrumiri e i crumiri che infestavano quello sciopero e protesta che egli mai più si sarebbe abbassato a commettere certe porcherie – era già stato crumiro nel 1898 a Leipzig, rimettendoci, se non sbagliamo, la gamba – e poi l'abbiamo rivisto nella medesima qualità a Kiel due anni fa, a Friedberg l'anno scorso e a Schneidemühl quest'anno. Evidentemente è un individuo che sa prometter bene, ma non mantenere. Anche per lui lo spirito sarà pronto, ma la carne debole, ed una società operaia che con questo passato lo elegge a presidente – i rigolatesi non se l'abbiano a male – ci fa un'impressione parecchio curiosa.»

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