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07.07.1906 - numero 27

Per una protesta

«Il compagno Luigi Brovedani ci scrive da Haltern i. W.:

Egregi compagni
È dal 1899 che leggo di tanto in tanto l'‹Operaio Italiano›. Non sono stato tanto assiduo perché più volte mi è capitato di trovarmi compreso senza colpa né peccato in un lista ignominiosa di crumiri, perfino quando non mi trovavo neppure in Germania.
Così nel 1902 emigrai per l'Africa meridionale, eppure mi è stato affermato che l'‹Operaio› in tal epoca mi pubblicò come crumiro, non so bene in qual parte della Germania.
Ed ora un po' di relazione sulla mia permanenza negli ultimi anni.
Nel 1899 a Biefeld, 1900 e 1901 a Annen presso Dortmund. Nel 1903 mi ero portato a Köflack in Austria; chiamato telegraficamente dagli architetti Schnittmann Klemp in Dortmund durante lo sciopero mi rivolto al ‹Centralverband› per sapere se potevo accettare – e può comprovarlo il presidente distrettuale F. Kahl – e sentito che vi era sciopero ripartii subito per l'Italia quantunque fosse luglio, e con danno non lieve. Dal 1904 in poi mi trovo a Haltern, ove sto abbastanza bene. E come va che anche l'anno scorso pure venivo riferito come fornitore di crumiri? Chi lo scrisse a Berlino?
Ho sempre taciuto, perdendo molto nell'opinione delle persone oneste; ma ora è arrivato il tempo di far trionfare la mia innocenza, e spero bene che la redazione vorrà pubblicare queste poche righe.
Sarà una soddisfazione che mi è dovuta e i compagni Cosattini – che l'anno scorso mi dette un po' di sale sul ‹Lavoratore Friulano› –, Barbaceto e Cristofoli vedranno che i rimproveri che mi hanno fatti non me li meritavo.
Saluti fraterni
vostro compagno
Luigi Brovedani di Treppo Carnico

Abbiamo pubblicata la protesta come di dovere, ed ecco che cosa abbiamo da aggiungere: Il torto del compagno Brovedani è per l'appunto quello di essere stato zitto, perché non noi ma il ‹Consorzio padronale edile› l'aveva messo fra i mediatori di crumiraggio nella lista pubblicata ripetutamente nel suo organo massimo, la ‹Baugewerkzietung›.
Egli in quella lista si trova al quarto posto fra due altri che pure sono stati vittime dell'improntitudine padronale.
Se, anziché isolarsi in uno sdegnoso silenzio, a quel tempo ci avesse scritto non avremmo mancato di notare la cosa nei commenti che facemmo in coda alla lista, e di più avremmo ancora potuto pubblicare la cosa ne' giornale i tedeschi per informare i soci del Consorzio padronale sulla marachelle del loro comitato direttivo.
Poi avremmo potuto dargli il consiglio di imporre alla Baugewerkzietung una rettifica in base al § 11 della legge sulla stampa.»

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