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04.08.1906 - numero 31

Il borgo Val focolare dei Crumiri - Forgaria

«Nel nostro Friuli, così ben lavorato dai preti, alligna la mala pianta dei crumiri. Ben è vero che fra preti e borghesia esiste un'alleanza: i primi si adoperano ad incretinire i popoli; gli altri, che raccolgono il frutto dell'asservimento morale degli operai, compensano il clero parassitario con lucrose prebende. Il crumiraggio è esercitato dai borghesi e favorito dai preti, i quali guastano dal pergamo e dal confessionale la coscienza dei nostri emigranti. Non è da pochi anni che sosteniamo una lotta contro quella vera peste che va inquinando l'emigrazione d'Italia che si chiama crumiraggio, limitandoci sempre a mettere alla gogna i Capi, e raramente i gregari. In gran parte ciò è dovuto a certo sentimentalismo che ci faceva considerare il crumiro-gregario come una vittima incosciente del capo, della miseria e dell'ignoranza, in parte alla difficoltà di avere in proposito informazioni esatte. È facile stabilire i connotati personali di certi individui conosciutissimi per la fama infame che a traverso i continui tradimenti hanno saputo acquistarsi. Non altrettanto quando si tratta di quattro persone del Comune di Forgaria-borgo Val, che da più anni non lasciano traccia del loro passaggio, abbenché molto cercati per avere le loro generalità onde denunciarli alla pubblica opinione e i cui tradimenti hanno un carattere collettivo. Superata quest'ultima difficoltà non abbiamo alcuna ragione di avere dei riguardi per nessuno. Quanto alle ragioni di sentimento accennate prima, una volta era vero che i crumiri nella maggior parte dei casi erano vittime incoscienti della malvagità altrui, dell'ignoranza propria e della miseria; oggi non lo è più.
Oggi il crumiro-gregario partendo da casa col solo scopo di lavorare tutta la stagione sui scioperi è pienamente consapevole del male che fa.
Sono passati tanti anni di lotte e propaganda, la scusa dell'ignoranza non è ammissibile, non può accamparsi neppure quella della miseria, poiché quest'anno è abbondante in tutta la Germania, i giornali di annunzi rigurgitano di avvisi richiedenti mano d'opera edile e ciononostante bisogna denunciare all'opinione pubblica italiani 4 crumiri di Val Forgaria, e sono:

  • Biasutti Marco   detto Mecola,
  • Coletti Luigi          "   Blasie,
  • Didai Davide         "    Scei,
  • Coletti Giuseppe   "   Caravel,

che lavorarono dai primi di maggio fino al giungo sullo sciopero di Konitz, col salario a 48 Pf. all'ora e l'orario di 12 ore, quartiere franco. I primi giugno seppero che nella città di Memel vi era serrata e che si pagavano 55 Pf. l'ora con orario di 12 e 13 ore, e quartiere pure franco questi quattro traditori vi reclutarono un battaglione di 150 operai per recarsi in quella città a portare la vergogna del tradimento anziché recarsi a Witten ove erano richiesti per lavoro onesto invitati preferirono seguitare la loro opera malvagia, di portare ai loro figli il pane del tradimento, l'onta magari di lavorare sotto la protezione della polizia. Di fronte a questo fenomeno di delinquenza sociale, contro la quale i mezzi di persuasione sono impotenti, è necessario ricorrere all'azione correggitrice della stampa.
Da anni lavoriamo e disgraziatamente questo lavoro al quale abbiamo consacrato quel po' d'energia e d'intelligenza che la natura ha largito a noi viene intralciata continuamente dall'opera nefasta de' crumiri di Forgaria e di certe autorità che promuovono e appoggiano il crumiraggio con tutti i mezzi morali e materiali di cui dispongono.
Invece di veder crescere l'amore per l'organizzazione ed il rispetto per l'elemento operaio italiano vediamo farsi sempre più grande l'antipatia ed il dispregio contro di esso!? Si vergognino i traditori del nostro paese.
S.B.»

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