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03.11.1906 - numero 44

Lasciando la cazzuola...

«Ai miei concittadini della Carnia!

La salute del lavoratore è in sé medesimo: il messia, il redentore del popolo non può essere che il popolo stesso col tesoro del suo risparmio e della sue associazioni.
L. Luzzatto

Le esigenze della vita crescono tutti i giorni e tutti i ceti hanno dei bisogni che pochi decenni fa non sentivano. È un fatto reale che le condizioni economiche in generale si sono migliorate e che oggi giorno il lavoro è meglio retribuito che non lo fosse per l'addietro.
Ma chi potrebbe affermare che le condizioni si siano migliorate in modo relativo come lo sono in modo assoluto? Chi può dire che il franco in più che l'operaio oggi ricava dal suo lavoro basti alle maggiori spese che egli ha oggi? D'altra parte è chiaro che un continuo elevamento delle mercedi non è una cosa sempre possibile, perché vi sono delle leggi d'indole economica che non si possono rovesciare dall'oggi all'indomani.
S'impone quindi specialmente ai poco beneficati dalla fortuna, il problema del come possano ricavare il miglior frutto delle loro fatiche.
Ed un tal problema ha in teoria una soluzione semplicissima cioè spender bene il proprio denaro.
In pratica però la cosa presenta maggiori difficoltà, ed è intenzione dello scrittore di quest'articoletto, operaio anche lui, che deve guadagnarsi con massima fatica il sostentamento, d'indicare uno dei mezzi che a suo parere possono facilitare la soluzione del problema.
Non pretende di dire cose nuove; solo egli desidera che i suoi compagni di fatica abbian a risovvenirsi di cose loro ben note, traendo le necessarie conseguenze non a parole ma a fatti.
Col ricavo dell'opera sua il lavoratore deve anzitutto, e si potrebbe dire quasi esclusivamente (ché pur troppo non gli avanza altro), sostenere sé e i suoi cari.
L'acquisto dei generi di prima necessità usurpa nel bilancio famigliare del lavoratore la quasi totalità dell'entrata; ne viene di conseguenza che sua prima e massima cura si è di acquistare de' generi veramente nutrienti e a prezzi onesti. Una volta sciolta tale questione l'operaio può dormire fra due guanciali, perché pur troppo a lui non rimangono capitali che dall'oggi al dimani possano esser messi in pericolo da avvenimenti politici o da manovre di borsa.
Il miglior metodo sarebbe senza dubbio che egli personalmente facesse l'acquisto all'ingrosso di tutto l'occorrente pel mantenimento della famiglia.
Ma tale metodo oltrecché esser il più delle volte impossibile per la mancanza dei fondi necessari, avrebbe l'altro inconveniente di fargli perdere del tempo prezioso e di esigere da lui una conoscenza estesa dei generi di consumo che non a tutti è dato di avere.
Quello che però non è possibile al singolo è di facile attuazione alla riunione di molti. Per nulla non esiste il proverbio che l'unione fa la forza, proverbio che fra i molti ha sempre mantenuta la sua ragione d'essere.
Non ho finora voluto far uso della parola, ma i lettori l'avranno senza dubbio già indovinata e capito che la mia proposta altro non è che di sostenere in modo più vigoroso e pratico l'attuazione del deliberato del congresso di Tolmezzo, la fondazione cioè di una cooperativa di consumo carnica.
Certo per l'attuazione di tale idea è assoluta necessità la cooperazione dell'elemento operaio.
Le statistiche c'informano come la nostra provincia sia fra le italiane quella che dà il maggior contingente all'emigrazione in generale quindi alla classe lavoratrice friulana non manca né la necessaria istruzione, né lo spirito moderno per comprendere come l'idea dell'organizzazione de' consumatori sia per essi utilissima.
Ma purtroppo… vi è un ma...
La maggior parte ama il quieto vivere e di regola dice. Fait che starài anchie iò (Fate che si starò anch'io).
Per attuare la buona idea non bastano i simpatizzanti, ma sono necessari gli attivi che prestino l'opera loro di propaganda e l'obolo acciocché essa possa avere una pratica attuazione. A tutti è dato di poter partecipare, perché il comitato proponente ha fissato l'onere di ciascun socio ad un minimun di 20 lire più 1 lira, come tassa d'inscrizione.
Ora a tutti per quanto miseri, è possibile di mettere insieme 20 lire, tanto più che a termine dello statuto le azioni sono fruttifere e possono dare un interesse fino al 5 per cento.
I benefici poi che i soci possono ripromettersi si possono riassumere in due parole: acquistar bene ed a buon prezzo.
Uno dei pericoli che maggiormente minacciano la vitalità di una tale istituzione filantropica nel vero senso della parola, è lo sciagurato metodo di fare gli acquisti a credito. Questo sistema deve scomparire perché toglierebbe in poco tempo la possibilità di esistere ad un'associazione che non ha per scopo il lucro e che quindi basa i suoi prezzi su quelli di acquisto e la quale non può in alcun modo correre l'alea di perder capitale e guadagno.
Chi oggi vende a credito deve naturalmente tener calcolo dei debitori morosi, che pur troppo nella nostra regione non difettano ed in conseguenza aumentare il prezzo della merce.
Il consumatore poi è indotto dalla facilità dell'acquisto a sorpassare gli stretti limiti che le sue condizioni gl'impongono e da ciò la rovina economica di molte famiglie. Mi si farà l'obbiezione che per l'acquisto a contanti mancano i mezzi necessari. Io però sono persuaso che tutti possano con un poco di buona volontà mettere una cinquantina di lire a disposizione della famiglia per l'acquisto a contanti. Tale fondo potrebbe essere con facilità reintegrato ogni mese combattendo allo stesso tempo il brutto vizio che la maggior parte degli emigranti hanno, di tenere per tutta la stagione indosso in loro guadagni, per poi vederseli – e non sono rari i casi – un brutto giorno sparire.
Anche nel caso che tale somma dovesse essere presa a prestito, l'interesse che si dovrebbe pagare non equivarrebbe certo a quello che a conti fatti si deve rimettere comperando la merce a credito.
Con ciò credo pure di aver dimostrato che anche per i piccoli possidenti, i quali devono attendere dei mesi per ricavare il frutto delle loro fatiche, sia ragionevole ed utile di fare piuttosto un prestito che d'acquistare a credito, perché nel primo caso sanno quale è l'interesse che devono pagare, mentre nel secondo debbono fidarsi dell'onestà spesso problematica del loro fornitore.
Finisco coll'augurio che al prossimo anniversario della fondazione della cooperativa carnica la maggior parte de' miei compagni di lavoro vi si siano iscritti.
E non si lascino sorprendere dalle manovre interessati e degli avversari, i quali senza dubbio non mancheranno di usare tutte le arti per metterne in pericolo l'esistenza. Dall'oggi all'indomani si vedranno diminuire i prezzi al di sotto del possibile. I lavoratori intelligenti però non dovranno lasciarsi ingannare da tale spirito filantropico… interessato! Egli deve sempre aver presente lo scopo di tali rinvii e riconoscere le zanne del lupo sotto la pelle d'agnello.
Si può essere certi che una volta mistificati i consumatori e fatta andar a male la cooperativa i filantropi di ieri non mancherebbero di riportare i prezzi alla misura di prima – che dico? – più in alto ancora per ricompensare del guadagno perduto. I friulani non sono certo così gonzi e sapranno comprendere il loro interesse.

Viva la cooperativa carnica.

Leipzig, ottobre 1906
Uno di Gorto»

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