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24.11.1906 - numero 47

Corrispondenze

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Valtrop.pa – Caro ‹Operaio›. Da molto tempo ci troviamo qui a lavorare, e posso assicurarti che abbiamo speso molto fiato e fatti dei grandi sacrifici per l'organizzazione e per organizzare gli operai che lavorano alla Neue Zeche di Waltrop, i quali non sapevano neppure se l'organizzazione fosse roba da mangiare o no.
E a dire il vero le nostre fatiche non sono state vane, poiché degli italiani almeno, quanti venivano a lavorare con noi, tanti si sono organizzati. Un giorno comparve una compagnia di Lauco. Facemmo loro le nostre congratulazioni e li trattammo da compagni. Ma ci accorgemmo subito che non ci capivano. Facemmo allora della buona propaganda spicciola esponendo le ragioni dell'organizzazione e un po' per volta avemmo la consolazione di poterli chiamar fratelli. E in questi giorni sono ripartiti orgogliosi di trovarsi nelle nostre file, dopo essersi messi in regola colla sezione di Brombauer, ed essersi meritata la stima dei colleghi tedeschi. I nostri saluti fraterni ai compagni del comune di Lauco.
Colla medesima compagnia vennero anche alcuni muratori del comune di Ovaro. Domandammo ad essi pure se erano organizzati, avvertendoli che altrimenti non avremmo potuto accettarli nella nostra cucina ed avrebbero dovuto far parte a sé. Franchi e sicuri risposero di essere organizzati, di esserlo da molto più di noi, e di essere i patriarchi del socialismo.
Immaginare la nostra contentezza!
Ma, ahimè, non è oro tutto quel che luccica, e le parolone tradiscono spesso il ciarlatano. Noi come socialisti siamo giovani, è vero, ma paghiamo regolarmene le nostre marchette, e, dove possiamo, facciamo della propaganda economica, e cerchiamo di conquistare all'organizzazione le coscienze de' nostri colleghi di lavoro. Ma questa propaganda, e questo modo d'intendere il proprio dovere non sembra di piacer troppo ai patriarchi d'Ovaro, i quali al momento della partenza erano arretrati di quattro mesi colle quote, e l'otto corrente se ne sono andati via senza aver fatto il loro dovere.
E noi, col tuo mezzo, inviamo loro il nostro biasimo e non li riconosceremo più per compagni e fratelli fino a tanto che non si saranno scusati e avranno riparato al fallo commesso.
E affinché lo stesso biasimo venga loro inflitto anche dai concittadini loro ecco i nomi di questi socialisti modello:
Gonano Luigi, arretrato dal mese di maggio, Svander Giacomo, Deprato Celeste, Corra Giovanni, Romano Deprato, Fedele Luigi, tutti arretrati dalla metà di giugno.
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