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12.05.1906 - numero 19

Corrispondenze

«HattingenRisveglio. – Tempo fa comparve nelle tue colonne una corrispondenza nella quale si diceva che la compagnia di muratori e manovali di Spilimbergo lavorava da 12 a 13 ore al giorno. Qualcuno protestò contro quest'affermazione dicendola falsa, ed io replico riportando ciò che la commissione di polizia delle case ha detto sul medesimo proposito. Nel giornale il Volksblatt di Bochum – 3 maggio – la commissione dice che in Sprockhövel la compagnia italiana, col capo italiano, ingaggiata dal capomastro Skötz lavora col seguente orario: Le giornate feriali dalle 5 1/2 di mattina alle 8 di sera, e le giornate festive dalle 5 alle 9 antimeridiane. Vi sono, è vero, le pause pe' pasti, ma quanto mai corte! A mezzo giorno appena finito il pasto col boccone ancora in bocca, sono obbligati a riattaccare.
La commissione trovò poi che così la baracca, come il luogo comodo non corrispondevano alle prescrizioni e tanto meno alle esigenze dell'igiene.
L'organizzazione ceca di diminuire l'orario e di aumentare la mercede, costoro all'opposto cercano di lavorar più ore onde ricattare quello che perdono contentandosi di meno all'ora. Lo stesso giornale dice poi che essi non sono organizzati né nel sindacato "libero" né in quello "cristiano"; ed io posso aggiungere che parecchi di loro si vantano di aver già fatto il crumiro e dichiarano che all'occasione lo faranno anocar.
(N.d.R. È proprio il caso di dire che tutti i gusti son gusti!).
[...]»

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